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La Sonnambula — scene di Cristian Taraborrelli e Gianluigi Toccafondo, regia Giorgio Barberio Corsetti, Teatro dell'Opera di Roma 2018

Teatro · Opera · 2018

La Sonnambula

Vincenzo Bellini · Teatro dell'Opera di Roma · febbraio–marzo 2018

Bellini 1831, melodramma in due atti. Petruzzelli Bari 2013, Roma 2018. Un villaggio svizzero con una sonnambula che cammina nel sonno: video di Toccafondo che disegnano l'inconscio scenico.

Bellini 1831, melodrama in two acts. Petruzzelli Bari 2013, Rome 2018. A Swiss village with a sleepwalker: Toccafondo's video drawing the scenic unconscious.

Bellini 1831. Petruzzelli Bari 2013, Rome 2018. Un village suisse avec une somnambule.

Per il Teatro dell'Opera di Roma, nel febbraio del 2018, Cristian Taraborrelli firma le scene della Sonnambula belliniana insieme all'artista visivo e animatore Gianluigi Toccafondo: una doppia firma rara nel teatro lirico italiano, che mette accanto la mano dello scenografo e quella del pittore-animatore. La regia è di Giorgio Barberio Corsetti, la direzione musicale di Speranza Scappucci, e nel ruolo di Amina canta il soprano australiano Jessica Pratt, oggi tra le voci di riferimento del belcanto contemporaneo.

L'allestimento, originato al Teatro Petruzzelli di Bari e ripreso al Costanzi nelle sei recite del 18, 20, 23, 25, 27 febbraio e 3 marzo 2018, costruisce attorno alla casta protagonista uno spazio di oggetti in dimensioni gigantesche — una stanza di ragazza che diventa casa di bambola — immersi nei colori vivissimi delle animazioni di Toccafondo che scorrono sul fondo come un sogno dipinto a mano.

Il villaggio svizzero immaginato da Bellini diventa qui un libro illustrato che respira: la pittura in movimento di Toccafondo dialoga con la macchina scenica di Taraborrelli, e la voce belcantistica di Pratt cammina sul sottile confine tra veglia e sogno.

At the Teatro dell'Opera di Roma, in February 2018, Cristian Taraborrelli signed the sets of Bellini's La Sonnambula together with the visual artist and animator Gianluigi Toccafondo: a rare double signature in Italian opera, placing the hand of the set designer next to that of a painter-animator. Direction was by Giorgio Barberio Corsetti, music direction by Speranza Scappucci, and in the role of Amina sang the Australian soprano Jessica Pratt, today among the reference voices of contemporary bel canto.

Originated at the Teatro Petruzzelli in Bari and revived at the Costanzi for six performances on 18, 20, 23, 25, 27 February and 3 March 2018, the staging built around the chaste heroine a space of giant-scale objects — a girl's bedroom turned doll's house — immersed in the vivid colours of Toccafondo's animations flowing across the backdrop like a hand-painted dream.

The Swiss village imagined by Bellini becomes here a breathing illustrated book: Toccafondo's painting-in-motion enters into dialogue with Taraborrelli's stage machine, while Pratt's bel canto voice walks the thin line between waking and dream.

Pour le Teatro dell'Opera di Roma, en février 2018, Cristian Taraborrelli signe les décors de La Sonnambula de Bellini avec l'artiste visuel et animateur Gianluigi Toccafondo : une double signature rare dans l'opéra italien, qui place la main du scénographe côte à côte avec celle d'un peintre-animateur. La mise en scène est signée Giorgio Barberio Corsetti, la direction musicale Speranza Scappucci, et c'est la soprano australienne Jessica Pratt, aujourd'hui l'une des voix de référence du belcanto contemporain, qui interprète Amina.

Créée au Teatro Petruzzelli de Bari et reprise au Costanzi pour six représentations les 18, 20, 23, 25, 27 février et 3 mars 2018, la production construit autour de la chaste héroïne un espace d'objets aux dimensions géantes — une chambre de jeune fille devenue maison de poupée — plongés dans les couleurs vives des animations de Toccafondo qui défilent en arrière-plan comme un rêve peint à la main.

Le village suisse imaginé par Bellini devient ici un livre illustré qui respire : la peinture en mouvement de Toccafondo dialogue avec la machine scénique de Taraborrelli, et la voix belcantiste de Pratt se promene sur la frontière ténue entre veille et rêve.

Compositore

Vincenzo Bellini
(1801–1835)

Libretto

Felice Romani

Teatro

Teatro dell'Opera di Roma

Date

18, 20, 23, 25, 27 feb · 3 mar 2018

Recite

6

Allestimento originale

Teatro Petruzzelli, Bari

Regia

Giorgio Barberio Corsetti

Direttore d'orchestra

Speranza Scappucci

Scene

Cristian Taraborrelli

Costumi

Angela Buscemi

Animazioni video

Gianluigi Toccafondo

Disegno luci

Marco Giusti

Maestro del coro

Roberto Gabbiani

L'Opera — Bellini e La Sonnambula

La Sonnambula è il dodicesimo titolo di Vincenzo Bellini, andato in scena per la prima volta al Teatro Carcano di Milano il 6 marzo 1831, poche settimane prima dell'Anna Bolena di Donizetti che debuttava nello stesso teatro. Il libretto è di Felice Romani, sodale di tutti i grandi capolavori belliniani, che lo trae da un canovaccio di balletto-pantomima di Eugène Scribe.

Il cast della prima riuniva due delle voci più leggendarie del belcanto: Giuditta Pasta nel ruolo di Amina — la stessa Pasta che pochi mesi dopo creerà la Norma — e Giovanni Battista Rubini nel ruolo di Elvino, il tenore che inventò le agilità in zona acuta cui ancora oggi i belcantisti si misurano. La storia è semplice e vertiginosa: Amina, ragazza di un villaggio svizzero, sonnambula a sua insaputa, viene trovata addormentata nella stanza di un nobile di passaggio. Sospettata di tradimento, accusata, ripudiata dal fidanzato Elvino, è salvata solo dal momento in cui — in una scena celebre — cammina nel sonno su un ponte fragile sopra un mulino, davanti a tutto il villaggio raccolto sotto. Solo allora la verità si manifesta.

È uno dei capolavori assoluti del belcanto romantico: linea di canto purissima, cantilene sospese («Ah! non credea mirarti», «Ah! non giunge uman pensiero»), un'idea di voce come materia di sogno. Bellini scrive per voci che sappiano stare immobili sul fiato, e per un'orchestra che non disturbi la luce. La produzione 2018 di Roma onora questa scrittura con una direzione di Speranza Scappucci attentissima alle dinamiche piano-pianissimo che fanno di Bellini il poeta della voce sola.

La Sonnambula is Vincenzo Bellini's twelfth opera, premiered at the Teatro Carcano in Milan on 6 March 1831, only weeks before Donizetti's Anna Bolena opened in the same house. The libretto is by Felice Romani, the partner of all of Bellini's great masterpieces, drawn from a ballet-pantomime scenario by Eugène Scribe.

The premiere cast brought together two of the most legendary voices of bel canto: Giuditta Pasta as Amina — the same Pasta who would create Norma a few months later — and Giovanni Battista Rubini as Elvino, the tenor who invented the high-register agilities against which bel canto singers still measure themselves today. The story is simple and vertiginous: Amina, a girl from a Swiss village, an unwitting sleepwalker, is found asleep in the room of a passing nobleman. Suspected of betrayal, accused, rejected by her fiancé Elvino, she is saved only when — in a famous scene — she walks in her sleep along a fragile bridge above a mill, before the whole village gathered below. Only then does the truth manifest.

It is one of the absolute masterpieces of romantic bel canto: a line of song of utter purity, suspended cantilene («Ah! non credea mirarti», «Ah! non giunge uman pensiero»), an idea of the voice as the very stuff of dream. Bellini writes for voices able to stand still on the breath, and for an orchestra that will not disturb the light. The 2018 Rome production honours this writing with Speranza Scappucci's conducting, deeply attentive to the piano-pianissimo dynamics that make Bellini the poet of the solitary voice.

La Sonnambula est le douzième ouvrage de Vincenzo Bellini, créé au Teatro Carcano de Milan le 6 mars 1831, quelques semaines à peine avant l'Anna Bolena de Donizetti dans la même maison. Le livret est de Felice Romani, complice de tous les grands chefs-d'œuvre belliniens, qui s'inspire d'un canevas de ballet-pantomime d'Eugène Scribe.

La distribution de la création réunissait deux des voix les plus légendaires du belcanto : Giuditta Pasta dans Amina — la même Pasta qui créera Norma quelques mois plus tard — et Giovanni Battista Rubini dans Elvino, le ténor qui inventa les agilités d'aigu auxquelles les belcantistes se mesurent encore aujourd'hui. L'histoire est simple et vertigineuse : Amina, jeune fille d'un village suisse, somnambule à son insu, est trouvée endormie dans la chambre d'un noble de passage. Soupçonnée de trahison, accusée, répudiée par son fiancé Elvino, elle n'est sauvée qu'au moment où — dans une scène célèbre — elle marche dans son sommeil sur un pont fragile au-dessus d'un moulin, devant tout le village rassemblé en dessous. Alors seulement la vérité se manifeste.

C'est l'un des chefs-d'œuvre absolus du belcanto romantique : ligne de chant d'une pureté absolue, cantilènes suspendues («Ah! non credea mirarti», «Ah! non giunge uman pensiero»), une idée de la voix comme matière de rêve. Bellini écrit pour des voix capables de tenir immobiles sur le souffle, et pour un orchestre qui ne dérange pas la lumière. La production romaine de 2018 honore cette écriture avec une direction de Speranza Scappucci d'une attention extrême aux dynamiques piano-pianissimo qui font de Bellini le poète de la voix seule.

La Visione — Quando l'animazione incontra la scena

La Sonnambula romana del 2018 si gioca su un'idea di firma rara: le scene non sono firmate da uno scenografo, ma da uno scenografo e un animatore. Cristian Taraborrelli — architetto della macchina scenica — chiama accanto a sé Gianluigi Toccafondo, l'artista che ha portato l'animazione dipinta a mano nel cinema d'autore italiano e nelle sigle di Cinecittà, Prada, Festival di Cannes. È un incontro tra due mestieri che raramente si parlano: il volume e la pittura in movimento, l'oggetto e l'immagine sognata.

L'idea: vedere il mondo della Sonnambula con gli occhi di Amina. La protagonista è una ragazza dal cuore puro, e tutto attorno a lei va riportato a quella scala interiore. Per questo Taraborrelli costruisce oggetti in dimensioni gigantesche che riproducono la stanza classica di una bambina — pettine, libro, lampada, sedia — ridimensionati come in una casa di bambola rovesciata, dove i personaggi sono piccoli e gli oggetti enormi. La memoria e l'infanzia diventano scenografia.

Su questa architettura emotiva si stendono le animazioni di Toccafondo: paesaggi alpini in pittura ad olio in movimento, mulini che girano come acquerelli, cieli che cambiano colore come pagine di un albo illustrato. Il fondale non è un video tecnologico: è un libro che respira. Quando Amina cammina nel sonno, le animazioni di Toccafondo accompagnano il suo passo come si accompagna una bambina a letto: con cautela, con tenerezza, con la stessa luce dei sogni.

I costumi di Angela Buscemi e il disegno luci di Marco Giusti chiudono il cerchio: nessuna ricostruzione storica, ma uno sguardo di favola che lascia che il belcanto di Bellini riempia lo spazio con la sua materia già abbastanza onirica.

The 2018 Roman Sonnambula rests on a rare authorship idea: the sets are signed not by a single scenographer, but by a scenographer and an animator. Cristian Taraborrelli — architect of the stage machine — calls beside him Gianluigi Toccafondo, the artist who brought hand-painted animation into Italian art-house cinema and into the title sequences of Cinecittà, Prada and the Cannes Film Festival. It is an encounter between two crafts that rarely speak to each other: volume and painting-in-motion, object and dreamed image.

The idea: to see the world of La Sonnambula with Amina's eyes. The heroine is a pure-hearted girl, and everything around her must be brought back to her inner scale. So Taraborrelli builds giant-scale objects reproducing a girl's classic bedroom — comb, book, lamp, chair — resized as in an upside-down doll's house, where the characters are small and the objects vast. Memory and childhood become scenography.

Onto this emotional architecture Toccafondo's animations unfold: alpine landscapes in moving oil painting, mills turning like watercolours, skies changing colour like the pages of a picture book. The backdrop is not a technological video: it is a breathing book. When Amina walks in her sleep, Toccafondo's animations accompany her step as one accompanies a child to bed: with care, with tenderness, with the very light of dreams.

Angela Buscemi's costumes and Marco Giusti's lighting design close the circle: no historical reconstruction, but a fairy-tale gaze that lets Bellini's bel canto fill the space with its already sufficiently dreamlike matter.

La Sonnambula romaine de 2018 repose sur une idée de signature rare : les décors ne sont pas signés par un seul scénographe, mais par un scénographe et un animateur. Cristian Taraborrelli — architecte de la machine scénique — appelle à ses côtés Gianluigi Toccafondo, l'artiste qui a porté l'animation peinte à la main dans le cinéma d'auteur italien et dans les génériques de Cinecittà, Prada, du Festival de Cannes. C'est une rencontre entre deux métiers qui se parlent rarement : le volume et la peinture en mouvement, l'objet et l'image rêvée.

L'idée : voir le monde de La Sonnambula avec les yeux d'Amina. L'héroïne est une jeune fille au cœur pur, et tout autour d'elle doit être ramené à cette échelle intérieure. Aussi Taraborrelli construit-il des objets aux dimensions géantes reproduisant la chambre classique d'une fillette — peigne, livre, lampe, chaise — redimensionnés comme dans une maison de poupée renversée, où les personnages sont petits et les objets immenses. La mémoire et l'enfance deviennent scénographie.

Sur cette architecture émotionnelle se déploient les animations de Toccafondo : paysages alpins en peinture à l'huile en mouvement, moulins qui tournent comme des aquarelles, ciels qui changent de couleur comme les pages d'un album illustré. Le fond n'est pas une vidéo technologique : c'est un livre qui respire. Lorsqu'Amina marche dans son sommeil, les animations de Toccafondo accompagnent son pas comme on accompagne une enfant au lit : avec précaution, avec tendresse, avec la lumière même des rêves.

Les costumes d'Angela Buscemi et la lumière de Marco Giusti ferment le cercle : aucune reconstruction historique, mais un regard de conte qui laisse le belcanto de Bellini emplir l'espace de sa matière déjà suffisamment onirique.

Galleria

Foto © Teatro dell'Opera di Roma

Video

Curiosità Storiche

Milano, Carcano, 6 marzo 1831. La Sonnambula non debutta alla Scala ma al Teatro Carcano di Milano, in una stagione storica gestita da un comitato di nobili melomani che ingaggiò Bellini e Donizetti contemporaneamente. La stessa stagione vide nascere l'Anna Bolena donizettiana, in un duello di capolavori senza precedenti. La protagonista era Giuditta Pasta, che pochi mesi dopo (26 dicembre 1831, alla Scala) avrebbe creato Norma per Bellini.

Pasta e Rubini, le voci impossibili. Amina fu scritta su misura per la Pasta, mezzosoprano dilatato verso l'acuto, capace di legato lunghissimi e di un registro grave da contralto; Elvino fu scritto per Giovanni Battista Rubini, il tenore che inventò il Do di petto e portò le agilità di coloratura nella zona acuta del tenore. Sono parametri vocali talmente alti che ancora oggi pochi cantanti al mondo sostengono integralmente i ruoli: Jessica Pratt è tra questi.

Toccafondo dal cinema all'opera. È raro che un animatore venga chiamato a co-firmare le scene di un'opera lirica: succede a Roma nel 2018. Gianluigi Toccafondo, già autore della sigla animata della Cinecittà, di campagne per Prada, di sequenze per il Festival di Cannes e di pellicole d'autore (Citti, Bénégui), porta la sua pittura ad olio in movimento dentro al palcoscenico del Costanzi. La collaborazione con Taraborrelli è un unicum nel teatro italiano: l'animazione cinematografica diventa scenografia.

Bari + Roma, una co-produzione. L'allestimento nasce al Teatro Petruzzelli di Bari, una delle istituzioni liriche più vivaci del Sud Italia, e viene poi ripreso al Teatro dell'Opera di Roma. La co-produzione tra Roma e Bari è una rotta storica del teatro italiano: la stessa Pasta cantava a Roma e a Napoli, e ancora oggi le grandi produzioni circolano tra il Costanzi e il Petruzzelli per condividerne i costi e moltiplicarne il pubblico.

Speranza Scappucci, una direttrice di nuova generazione. Nata a Roma nel 1973, formata in pianoforte, composizione e direzione d'orchestra alla Juilliard School di New York, Speranza Scappucci è tra le poche donne italiane stabilmente presenti sui podi internazionali della grande lirica. Nel 2017 è nominata cheffe d'orchestre titulaire dell'Opéra Royal de Wallonie a Liège, e nel 2022 sarà la prima donna italiana a dirigere al Metropolitan Opera di New York. Per Roma 2018 è la garanzia di un Bellini di precisione, di stile, di rispetto della voce.

Milan, Carcano, 6 March 1831. La Sonnambula did not premiere at La Scala but at the Teatro Carcano in Milan, in a historic season run by a committee of aristocratic music-lovers who hired Bellini and Donizetti at the same time. The same season saw the birth of Donizetti's Anna Bolena, in an unprecedented duel of masterpieces. The leading lady was Giuditta Pasta, who only a few months later (26 December 1831, at La Scala) would create Norma for Bellini.

Pasta and Rubini, impossible voices. Amina was tailored for Pasta, a mezzo extended into the high register, capable of immense legato lines and of a deep contralto bottom; Elvino was written for Giovanni Battista Rubini, the tenor who invented the chest high C and brought coloratura agility into the tenor's high register. The vocal demands are so extreme that to this day only a handful of singers in the world fully sustain the roles: Jessica Pratt is one of them.

Toccafondo, from cinema to opera. It is rare for an animator to be called to co-sign the sets of an opera: this is what happened in Rome in 2018. Gianluigi Toccafondo, already the author of the animated logo of Cinecittà, of campaigns for Prada, of sequences for the Cannes Film Festival and of art-house films (Citti, Bénégui), brings his moving oil painting onto the Costanzi stage. The collaboration with Taraborrelli is a one-off in Italian theatre: cinematic animation becomes scenography.

Bari + Rome, a co-production. The staging was born at the Teatro Petruzzelli in Bari, one of the most vital opera houses in southern Italy, and was then revived at the Teatro dell'Opera di Roma. Co-productions between Rome and Bari are a historic route of Italian theatre: Pasta herself sang in Rome and Naples, and to this day major productions travel between the Costanzi and the Petruzzelli to share costs and multiply audiences.

Speranza Scappucci, a new-generation conductor. Born in Rome in 1973, trained in piano, composition and conducting at the Juilliard School in New York, Speranza Scappucci is among the very few Italian women regularly on the podiums of international grand opera. In 2017 she was appointed cheffe d'orchestre titulaire of the Opéra Royal de Wallonie in Liège, and in 2022 she became the first Italian woman to conduct at the Metropolitan Opera in New York. For Rome 2018 she is the guarantee of a Bellini of precision, of style, of respect for the voice.

Milan, Carcano, 6 mars 1831. La Sonnambula n'est pas créée à la Scala mais au Teatro Carcano de Milan, lors d'une saison historique menée par un comité de nobles mélomanes qui engagea simultanément Bellini et Donizetti. La même saison vit naître l'Anna Bolena de Donizetti, dans un duel de chefs-d'œuvre sans précédent. La protagoniste était Giuditta Pasta, qui quelques mois plus tard (26 décembre 1831, à la Scala) créera Norma pour Bellini.

Pasta et Rubini, voix impossibles. Amina fut taillée sur mesure pour la Pasta, mezzo étendu vers l'aigu, capable de legato immenses et d'un grave de contralto ; Elvino fut écrit pour Giovanni Battista Rubini, le ténor qui inventa le contre-ut de poitrine et porta les agilités de coloratura dans l'aigu du ténor. Les exigences vocales sont si extrêmes qu'aujourd'hui encore seuls quelques chanteurs au monde tiennent intégralement les rôles : Jessica Pratt en fait partie.

Toccafondo, du cinéma à l'opéra. Il est rare qu'un animateur soit appelé à co-signer les décors d'un opéra : c'est ce qui se passe à Rome en 2018. Gianluigi Toccafondo, déjà auteur du générique animé de Cinecittà, de campagnes pour Prada, de séquences pour le Festival de Cannes et de films d'auteur (Citti, Bénégui), porte sa peinture à l'huile en mouvement sur le plateau du Costanzi. La collaboration avec Taraborrelli est un unicum dans le théâtre italien : l'animation cinématographique devient scénographie.

Bari + Rome, une coproduction. La production naît au Teatro Petruzzelli de Bari, l'une des maisons lyriques les plus vivantes du sud de l'Italie, puis est reprise au Teatro dell'Opera di Roma. Les coproductions entre Rome et Bari sont une route historique du théâtre italien : la Pasta elle-même chantait à Rome et à Naples, et aujourd'hui encore les grandes productions circulent entre le Costanzi et le Petruzzelli pour partager les coûts et multiplier les publics.

Speranza Scappucci, cheffe de la nouvelle génération. Née à Rome en 1973, formée au piano, à la composition et à la direction d'orchestre à la Juilliard School de New York, Speranza Scappucci est l'une des rares Italiennes présentes régulièrement aux pupitres internationaux du grand opéra. En 2017 elle est nommée cheffe d'orchestre titulaire de l'Opéra Royal de Wallonie à Liège, et en 2022 elle devient la première Italienne à diriger au Metropolitan Opera de New York. Pour Rome 2018 elle est la garantie d'un Bellini de précision, de style, de respect de la voix.

Cast Principale

Amina (soprano) Jessica Pratt / Jessica Nuccio
Elvino (tenore) Juan Francisco Gatell / Giorgio Misseri
Conte Rodolfo (basso) Riccardo Zanellato / Dario Russo
Teresa (mezzosoprano) Reut Ventorero
Lisa (soprano) Valentina Varriale
Alessio (basso) Timofei Baranov

I Collaboratori

Regia

Giorgio Barberio Corsetti

Attore, drammaturgo e regista, fondatore de La Gaia Scienza nel 1976 e poi di Fattore K. nel 2001. Direttore della Sezione Teatro della Biennale di Venezia dal 1999, dal 2019 al Teatro di Roma. Lavora sul confine tra teatro, video, danza e arti visive. Ha firmato regie d'opera per La Fenice, La Scala (Turandot 2011, Macbeth 2013, Pagliacci 2018), il Mariinsky e numerosi teatri europei. La sua collaborazione con Cristian Taraborrelli attraversa più di un decennio di produzioni rossiniane, mozartiane, verdiane, belliniane e pucciniane.

Scene (con Taraborrelli)

Gianluigi Toccafondo

Artista visivo e animatore, nato a San Marino nel 1965, si forma all'Istituto Statale d'Arte di Urbino e poi a Bologna. Sviluppa una tecnica personalissima di animazione dipinta a mano, fotogramma per fotogramma in olio e acrilico, che lo ha reso una delle voci più riconoscibili del cinema d'animazione europeo. Ha firmato la sigla animata di Cinecittà, campagne pubblicitarie per Prada e Bulgari, sequenze per il Festival di Cannes e i titoli di film d'autore (Citti, Bénégui, Ozon). Per la Sonnambula romana porta per la prima volta il suo linguaggio dentro al teatro lirico, accanto a Taraborrelli.

Direttrice d'orchestra

Speranza Scappucci

Direttrice d'orchestra e pianista nata a Roma nel 1973. Diplomata in pianoforte al Santa Cecilia, si perfeziona alla Juilliard School di New York in direzione d'orchestra, composizione e accompagnamento. Lavora come répétitrice al Festival di Salisburgo e al Theater an der Wien, prima di debuttare sul podio nei grandi teatri europei. Dal 2017 al 2022 è cheffe d'orchestre titulaire dell'Opéra Royal de Wallonie a Liège. Nel 2022 diventa la prima donna italiana a dirigere al Metropolitan Opera di New York. Per la Sonnambula romana del 2018 firma una direzione di rara raffinatezza belcantistica.

Soprano — Amina

Jessica Pratt

Soprano di coloratura australiana, nata a Bristol nel 1979, formatasi in Australia e poi in Italia con Lella Cuberli e Renata Scotto. Riconosciuta come una delle più importanti belcantiste della sua generazione: regina dei ruoli donizettiani, belliniani e rossiniani per soprano leggero. Ha cantato Lucia di Lammermoor in tutto il mondo (Scala, Met, ROH, Liceu, Sydney) e affronta i ruoli più impervi del repertorio — Semiramide, Anna Bolena, Elvira dei Puritani, e ovviamente Amina. Il suo timbro luminoso e l'estensione fino al fa sovracuto la rendono ideale per la Sonnambula: una voce che cammina sul filo del sogno.

Direction

Giorgio Barberio Corsetti

Actor, playwright and director, founder of La Gaia Scienza in 1976 and of Fattore K. in 2001. Director of the Theatre Section of the Venice Biennale from 1999 and, since 2019, artistic director of the Teatro di Roma. He works at the frontier of theatre, video, dance and visual arts. His opera credits include productions at La Fenice, La Scala (Turandot 2011, Macbeth 2013, Pagliacci 2018), the Mariinsky and many European houses. His collaboration with Cristian Taraborrelli spans more than a decade of Rossini, Mozart, Verdi, Bellini and Puccini productions.

Sets (with Taraborrelli)

Gianluigi Toccafondo

Visual artist and animator, born in San Marino in 1965, trained at the Istituto Statale d'Arte in Urbino and then in Bologna. He developed a highly personal technique of hand-painted animation, frame by frame in oil and acrylic, that has made him one of the most recognisable voices in European animated cinema. He signed the animated logo of Cinecittà, advertising campaigns for Prada and Bulgari, sequences for the Cannes Film Festival and the title sequences of art-house films (Citti, Bénégui, Ozon). For the Roman Sonnambula he brings his language into the opera stage for the first time, alongside Taraborrelli.

Conductor

Speranza Scappucci

Conductor and pianist born in Rome in 1973. A piano graduate from Santa Cecilia, she completed her training at the Juilliard School in New York in conducting, composition and vocal coaching. She worked as a répétitrice at the Salzburg Festival and at the Theater an der Wien before debuting on the podium in major European houses. From 2017 to 2022 she was cheffe d'orchestre titulaire of the Opéra Royal de Wallonie in Liège. In 2022 she became the first Italian woman to conduct at the Metropolitan Opera in New York. Her direction of the Roman Sonnambula is one of rare bel canto refinement.

Soprano — Amina

Jessica Pratt

Australian coloratura soprano, born in Bristol in 1979, trained in Australia and then in Italy with Lella Cuberli and Renata Scotto. Recognised as one of the leading bel canto sopranos of her generation: a queen of the Donizetti, Bellini and Rossini repertoire for light soprano. She has sung Lucia di Lammermoor all over the world (La Scala, Met, ROH, Liceu, Sydney) and tackles the most demanding roles of the repertoire — Semiramide, Anna Bolena, Elvira from I Puritani, and of course Amina. Her luminous timbre and her range up to the high F make her ideal for Sonnambula: a voice that walks the thread of dream.

Mise en scène

Giorgio Barberio Corsetti

Acteur, dramaturge et metteur en scène, fondateur de La Gaia Scienza en 1976 puis de Fattore K. en 2001. Directeur de la Section Théâtre de la Biennale de Venise à partir de 1999, depuis 2019 directeur artistique du Teatro di Roma. Il travaille à la frontière du théâtre, de la vidéo, de la danse et des arts visuels. Ses mises en scène lyriques figurent à La Fenice, à La Scala (Turandot 2011, Macbeth 2013, Pagliacci 2018), au Mariinsky et dans de nombreuses maisons européennes. Sa collaboration avec Cristian Taraborrelli traverse plus d'une décennie de productions rossiniennes, mozartiennes, verdiennes, belliniennes et pucciniennes.

Décors (avec Taraborrelli)

Gianluigi Toccafondo

Artiste visuel et animateur, né à Saint-Marin en 1965, formé à l'Istituto Statale d'Arte d'Urbino puis à Bologne. Il a développé une technique très personnelle d'animation peinte à la main, image par image à l'huile et à l'acrylique, qui en a fait l'une des voix les plus reconnaissables du cinéma d'animation européen. Il a signé le générique animé de Cinecittà, des campagnes publicitaires pour Prada et Bulgari, des séquences pour le Festival de Cannes et les génériques de films d'auteur (Citti, Bénégui, Ozon). Pour la Sonnambula romaine il porte son langage sur la scène lyrique pour la première fois, aux côtés de Taraborrelli.

Cheffe d'orchestre

Speranza Scappucci

Cheffe d'orchestre et pianiste née à Rome en 1973. Diplômée en piano au Santa Cecilia, elle se perfectionne à la Juilliard School de New York en direction d'orchestre, composition et accompagnement vocal. Elle travaille comme répétitrice au Festival de Salzbourg et au Theater an der Wien, avant de débuter aux pupitres des grandes maisons européennes. De 2017 à 2022 elle est cheffe d'orchestre titulaire de l'Opéra Royal de Wallonie à Liège. En 2022 elle devient la première Italienne à diriger au Metropolitan Opera de New York. Pour la Sonnambula romaine de 2018 elle signe une direction d'une rare raffinement belcantiste.

Soprano — Amina

Jessica Pratt

Soprano colorature australienne, née à Bristol en 1979, formée en Australie puis en Italie avec Lella Cuberli et Renata Scotto. Reconnue comme l'une des plus importantes belcantistes de sa génération : reine du répertoire donizettien, bellinien et rossinien pour soprano léger. Elle a chanté Lucia di Lammermoor dans le monde entier (Scala, Met, ROH, Liceu, Sydney) et aborde les rôles les plus exigeants du répertoire — Semiramide, Anna Bolena, Elvira des Puritains, et bien sûr Amina. Son timbre lumineux et son extension jusqu'au fa suraigu en font une interprète idéale pour La Sonnambula : une voix qui marche sur le fil du rêve.

Creative Team

Set Design Cristian Taraborrelli & Gianluigi Toccafondo
Direction Giorgio Barberio Corsetti
Conductor Speranza Scappucci
Costumes Angela Buscemi
Lighting Design Marco Giusti
Libretto Felice Romani
Production Teatro dell'Opera di Roma — Teatro Petruzzelli, Bari

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«Romantica infine come poche questa Sonnambula, e qui il carattere è esaltato dalla scenografia di Cristian Taraborrelli, che attraverso oggetti in dimensioni gigantesche che riproducono la classica stanza di una ragazza dal cuore puro, rimanda l'effetto della casa di bambola, poi immersa nei colori vivissimi del video d'arte che scorre sul fondo.» “Romantic like few others, this Sonnambula — and here the character is heightened by Cristian Taraborrelli's set design, which through giant-scale objects reproducing the classic room of a pure-hearted girl, evokes the effect of a doll's house, then immersed in the vivid colours of art video flowing across the backdrop.” «Romantique comme peu d'autres, cette Sonnambula — et ici le caractère est exalté par la scénographie de Cristian Taraborrelli, qui à travers des objets aux dimensions géantes reproduisant la chambre classique d'une jeune fille au cœur pur, évoque l'effet d'une maison de poupée, puis immergée dans les couleurs vives de la vidéo d'art qui défile en arrière-plan.»

Apparato critico

«Ah! non credea mirarti / sì presto estinto, o fiore.»

La Sonnambula — aria di Amina, Atto II, Bellini/Romani 1831

«La Sonnambula di Bellini è la perfezione del melodramma puro: niente politica, niente storia. Solo una voce che cammina sopra l'abisso.»

«Bellini's Sonnambula is the perfection of pure melodrama: no politics, no history. Just a voice walking above the abyss.»

«La Sonnambula de Bellini est la perfection du mélodrame pur.»

Critica belliniana — Teatro dell'Opera Roma, 2018

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