Museums · Genova · Edutainment
Un museo dei sensi non si spiega: si attraversa. Cinque sale, cinque organi, cinque lingue del corpo. Il bambino non è spettatore di un sapere altrui — è il protagonista dell'esperimento. La grammatica di Reggio Emilia incontra il robot Kuka, e l'edutainment diventa teatro permanente.
A museum of the senses is not explained: it is crossed. Five rooms, five organs, five languages of the body. The child is not the spectator of someone else's knowledge — they are the protagonist of the experiment. The Reggio Emilia grammar meets the Kuka robot, and edutainment becomes permanent theatre.
Un musée des sens ne s'explique pas : il se traverse. Cinq salles, cinq organes, cinq langages du corps. L'enfant n'est pas le spectateur d'un savoir autre — il est le protagoniste de l'expérience. La grammaire de Reggio Emilia rencontre le robot Kuka, et l'edutainment devient théâtre permanent.
Cristian Taraborrelli ha firmato le scenografie del primo museo dell’esperienza italiano dedicato ai 5 sensi, su incarico di Filmmaster Events con la direzione creativa di Alfredo Accatino.
Il progetto ha combinato lavorazione artigianale — sculture di lingua e naso — con la sperimentazione del robot Kuka per la modellazione, creando ambienti scenici multisensoriali pensati per stimolare tutti e cinque i sensi dei visitatori. Un caso emblematico di design esperienziale narrativo, in cui la scenografia teatrale entra nello spazio museale permanente.
Cristian Taraborrelli designed the scenography for Italy’s first experience museum dedicated to the five senses, commissioned by Filmmaster Events under the creative direction of Alfredo Accatino.
The project combined artisan craftsmanship — tongue and nose sculptures — with experimentation using the Kuka robot for modelling, creating multi-sensory scenic environments designed to stimulate all five senses. A landmark case of narrative-driven experiential design, where theatrical scenography enters the permanent museum space.
Cristian Taraborrelli a signé les décors du premier musée de l’expérience italien dédié aux cinq sens, commandé par Filmmaster Events sous la direction créative d’Alfredo Accatino.
Le projet a combiné un travail artisanal — sculptures de langue et de nez — avec l’expérimentation du robot Kuka pour la modélisation, créant des environnements scéniques multisensoriels conçus pour stimuler les cinq sens. Un cas emblématique de design expérientiel narratif, où la scénographie théâtrale entre dans l’espace muséal permanent.
Il Concept — Un teatro dei cinque sensi
La Città dei Bambini e dei Ragazzi di Genova è il primo experience museum italiano dedicato esclusivamente ai cinque sensi. Il museo non espone oggetti, ma esperienze: ogni sala è un dispositivo che chiede al visitatore (bambino, adolescente, adulto) di toccare, ascoltare, annusare, gustare, vedere in modi inattesi. La concezione drammaturgica appartiene al teatro più che alla museografia tradizionale: il visitatore è un attore che attraversa cinque atti, e il museo diventa una macchina narrativa permanente.
Per la regia visiva del progetto, Filmmaster Events ha chiamato Cristian Taraborrelli con la direzione creativa di Alfredo Accatino. La scelta non è casuale: il museo aveva bisogno della grammatica scenografica — la scala, l'illusione, il transito attraverso quadri — più che del linguaggio espositivo. Taraborrelli ha portato nello spazio museale la stessa logica con cui costruisce un'opera lirica: ogni sala è un atto, ogni atto è uno spazio totale, ogni spazio è pensato per essere abitato dal corpo prima ancora che dalla mente.
The Città dei Bambini e dei Ragazzi in Genoa is Italy's first experience museum exclusively dedicated to the five senses. The museum does not exhibit objects but experiences: each room is a device that asks the visitor (child, teenager, adult) to touch, listen, smell, taste and see in unexpected ways. The dramaturgical conception belongs to theatre more than to traditional museography: the visitor is an actor crossing five acts, and the museum becomes a permanent narrative machine.
For the visual direction of the project, Filmmaster Events called Cristian Taraborrelli with the creative direction of Alfredo Accatino. The choice was not casual: the museum needed the scenographic grammar — scale, illusion, transit through tableaux — more than the exhibition language. Taraborrelli brought to the museum space the same logic he uses to build an opera: each room is an act, each act is a total space, each space is designed to be inhabited by the body before the mind.
La Città dei Bambini e dei Ragazzi de Gênes est le premier experience museum italien exclusivement dédié aux cinq sens. Le musée n'expose pas d'objets mais des expériences : chaque salle est un dispositif qui demande au visiteur (enfant, adolescent, adulte) de toucher, écouter, sentir, goûter, voir de manières inattendues. La conception dramaturgique appartient au théâtre plus qu'à la muséographie traditionnelle : le visiteur est un acteur qui traverse cinq actes, et le musée devient une machine narrative permanente.
Pour la direction visuelle du projet, Filmmaster Events a fait appel à Cristian Taraborrelli avec la direction créative d'Alfredo Accatino. Le choix n'est pas anodin : le musée avait besoin de la grammaire scénographique — l'échelle, l'illusion, le passage par des tableaux — plus que du langage d'exposition. Taraborrelli a apporté à l'espace muséal la même logique avec laquelle il construit un opéra : chaque salle est un acte, chaque acte est un espace total, chaque espace est conçu pour être habité par le corps avant l'esprit.
La Visione — Le cinque sale
Il percorso si apre con una Hall del Benvenuto dove i cinque sensi sono presentati come cinque grandi sculture monumentali — un occhio, un orecchio, una bocca, un naso, una mano — modellati con il robot Kuka a partire da volumetrie autoriali di Taraborrelli. Da lì il visitatore sceglie il primo accesso, e ogni sala lo introduce a un universo immersivo dedicato a un singolo senso, costruito con tre parametri unificanti: scala fuori dalla norma, materia tattile riconoscibile, storia da abitare.
La Sala Marina — cuore del percorso del tatto e della vista — è la sala manifesto del museo: un fondale oceanico abitato da un polpo gigante, ricci di mare praticabili, alghe pendule, un'illuminazione da abisso che cambia colore con la presenza dei visitatori. Lo scenografo lavora qui come uno scultore d'opera: la materia è resina, polistirolo CNC, fibre di vetro, cera — ma il risultato è teatro. Le altre sale declinano la stessa cifra: la Sala dell'Olfatto con i nasi giganti dispensatori di profumi, la Sala del Gusto con la lingua-passaggio di sette metri, la Sala dell'Udito con il padiglione auricolare praticabile, la Sala della Vista con i giochi anamorfici di prospettiva.
The visit opens with a Welcome Hall where the five senses are introduced as five great monumental sculptures — an eye, an ear, a mouth, a nose, a hand — modelled with the Kuka robot from Taraborrelli's authorial volumes. From there the visitor chooses the first entrance, and each room introduces an immersive universe dedicated to a single sense, built around three unifying parameters: off-scale dimension, recognisable tactile matter, story to be inhabited.
The Marine Room — heart of the touch and sight path — is the museum's manifesto room: an oceanic backdrop inhabited by a giant octopus, walkable sea urchins, hanging algae, abyssal lighting that changes colour with visitor presence. The set designer works here as an opera sculptor: matter is resin, CNC-cut polystyrene, fibreglass, wax — but the result is theatre. The other rooms declensione the same signature: the Smell Room with giant noses dispensing perfumes, the Taste Room with the seven-metre tongue-passage, the Hearing Room with a walkable ear pavilion, the Sight Room with anamorphic perspective games.
Le parcours s'ouvre avec un Hall d'Accueil où les cinq sens sont présentés comme cinq grandes sculptures monumentales — un œil, une oreille, une bouche, un nez, une main — modélées avec le robot Kuka à partir des volumes auteur de Taraborrelli. De là, le visiteur choisit la première entrée, et chaque salle introduit un univers immersif dédié à un sens unique, construit autour de trois paramètres unificateurs : échelle hors norme, matière tactile reconnaissable, histoire à habiter.
La Salle Marine — cœur du parcours du toucher et de la vue — est la salle manifeste du musée : un fond océanique habité par une pieuvre géante, des oursins praticables, des algues pendantes, un éclairage abyssal qui change de couleur avec la présence des visiteurs. Le scénographe travaille ici comme un sculpteur d'opéra : la matière est résine, polystyrène CNC, fibre de verre, cire — mais le résultat est théâtre. Les autres salles déclinent la même signature : la Salle de l'Odorat avec les nez géants distributeurs de parfums, la Salle du Goût avec la langue-passage de sept mètres, la Salle de l'Ouïe avec le pavillon auriculaire praticable, la Salle de la Vue avec les jeux anamorphiques de perspective.
Il Robot Kuka — Artigianato e robotica industriale
La novità tecnica del progetto è l'integrazione fra il lavoro artigianale di sartoria scenica e il braccio robotico Kuka, una macchina industriale a sei assi normalmente impiegata nella manifattura automotive e aerospaziale. Per la Città dei Bambini, il Kuka è stato programmato per scolpire blocchi di polistirene ad alta densità secondo i modelli 3D firmati da Taraborrelli: la lingua, il naso, l'orecchio, l'occhio, la mano sono stati ricavati per sottrazione, con tolleranze al millimetro, da masse di materiale di tre metri cubi.
Il Kuka non sostituisce la sartoria: la completa. Sulle volumetrie scolpite dal robot, gli artigiani hanno applicato strati di resina, vernici a smalto, finiture a mano, dettagli scultorei tradizionali. La macchina abbatte i tempi di fresatura del 70% e garantisce coerenza geometrica fra elementi simmetrici (i due nasi, le due orecchie, le due mani); l'uomo aggiunge l'imperfezione poetica, la patina, l'errore controllato che rende ogni superficie unica. È una scuola di scenografia ibrida che lo studio porterà poi anche nelle produzioni operistiche e nelle ceremonies olimpiche.
The project's technical novelty is the integration of artisan stage tailoring with the Kuka robotic arm, a six-axis industrial machine normally employed in automotive and aerospace manufacturing. For the Città dei Bambini, the Kuka was programmed to sculpt blocks of high-density polystyrene according to Taraborrelli's authored 3D models: the tongue, nose, ear, eye, hand were obtained by subtraction, with millimetre tolerances, from material masses of three cubic metres each.
The Kuka does not replace tailoring: it completes it. Onto the volumes carved by the robot, artisans applied layers of resin, enamel finishes, hand finishings, traditional sculptural details. The machine cuts milling times by 70% and ensures geometric consistency between symmetric elements (the two noses, the two ears, the two hands); the human adds poetic imperfection, patina, the controlled error that makes every surface unique. It is a hybrid school of scenography that the studio would later carry into opera productions and Olympic ceremonies.
La nouveauté technique du projet est l'intégration de la couture scénique artisanale et du bras robotique Kuka, machine industrielle à six axes normalement utilisée dans la fabrication automobile et aérospatiale. Pour la Città dei Bambini, le Kuka a été programmé pour sculpter des blocs de polystyrène haute densité selon les modèles 3D signés par Taraborrelli : la langue, le nez, l'oreille, l'œil, la main ont été obtenus par soustraction, avec des tolérances au millimètre, à partir de masses de matière de trois mètres cubes.
Le Kuka ne remplace pas la couture : il la complète. Sur les volumes taillés par le robot, les artisans ont appliqué des couches de résine, des finitions à l'émail, des finitions à la main, des détails sculpturaux traditionnels. La machine réduit les temps de fraisage de 70% et assure la cohérence géométrique entre éléments symétriques (les deux nez, les deux oreilles, les deux mains) ; l'humain ajoute l'imperfection poétique, la patine, l'erreur contrôlée qui rend chaque surface unique. C'est une école de scénographie hybride que le studio portera ensuite dans les productions opératiques et les cérémonies olympiques.
Premi
Il Best Event Awards (BEA) è il più importante premio italiano del settore degli eventi, assegnato annualmente dall'ADC Group. La Città dei Bambini di Genova ha vinto due statuette nella stessa edizione 2023:
Il doppio riconoscimento certifica due dimensioni del lavoro: l'originalità del format (un museo che non è un museo, un teatro che non è un teatro) e la qualità dell'esperienza educativa, valutata tanto dai pubblici di famiglie quanto dagli operatori del settore scolastico.
The Best Event Awards (BEA) are the most important Italian prize in the events sector, assigned annually by ADC Group. The Città dei Bambini in Genoa won two statuettes in the same 2023 edition:
The double recognition certifies two dimensions of the work: the format's originality (a museum that is not a museum, a theatre that is not a theatre) and the quality of the educational experience, evaluated by both family audiences and the school sector.
Les Best Event Awards (BEA) sont le plus important prix italien du secteur des événements, attribué annuellement par ADC Group. La Città dei Bambini de Gênes a remporté deux tropées dans la même édition 2023 :
La double reconnaissance certifie deux dimensions du travail : l'originalité du format (un musée qui n'est pas un musée, un théâtre qui n'est pas un théâtre) et la qualité de l'expérience éducative, évaluée tant par les publics familiaux que par les opérateurs du secteur scolaire.
Lettura critica — La Reggio Emilia di Genova
Per capire cosa sia la Città dei Bambini bisogna ricordare la rivoluzione italiana del Novecento sul bambino. Nel 1963 Loris Malaguzzi inaugura a Reggio Emilia il modello educativo che il mondo conoscerà come Reggio Approach: il bambino non come vaso da riempire, ma come cittadino capace di teorie. I cento linguaggi del bambino — il disegno, la scultura, l'ombra, la voce, il movimento — vengono riconosciuti come modi di pensiero pari a quello verbale. Da quel momento l'Italia ha un’esportazione invisibile più potente del design industriale: una pedagogia che ha rifondato i nidi e le scuole d'infanzia da Stoccolma a Tokyo.
Il museum of children, come tipologia internazionale, nasce su un'altra latitudine: il Brooklyn Children's Museum apre nel 1899, e per tutto il Novecento angloamericano la formula sarà quella dell'esposizione interattiva «hands-on». Frank Oppenheimer apre l'Exploratorium a San Francisco nel 1969 e dichiara: «non spieghiamo le cose — permettiamo alle persone di capire». La Città dei Bambini di Genova si colloca esattamente all'incrocio fra queste due tradizioni: la profondità pedagogica reggiana e l'hands-on americano. Ma vi aggiunge una terza grammatica: quella del teatro.
Cristian Taraborrelli arriva al progetto con vent'anni di scena lirica e di prosa alle spalle (Mariinsky, Scala, Châtelet, Odeon). La sua proposta — firmata sotto la direzione creativa di Alfredo Accatino per Filmmaster Events e committenza Costa Edutainment — ribalta la formula hands-on: l'oggetto educativo non è un manipolatore meccanico (la pulleyma, la ruota), ma un ambiente totale. La Sala dei Sensi diventa un teatro permanente. La Sala marina è un'opera lirica per bambini in cui il pubblico è già in scena. Il sistema di fabbricazione — in cui il robot Kuka modella le superfici di base e l'artigiano d'opera rifinisce a mano i dettagli — produce una finitura che rompe l'estetica fredda del museo industriale anglosassone e introduce la materia d'autore tipica della scenografia italiana.
Il doppio BEA 2023 (Oro Best Proprietary Format + Argento Best Educational Event) certifica due livelli distinti: l'originalità del format — un museo che è teatro permanente, brevettabile come metodo — e la qualità pedagogica riconosciuta dal pubblico scolastico. Sotto questa duplicità c'è una tesi precisa: nella battaglia europea per il pubblico dei bambini (Cité des Sciences di Parigi, MUDEC di Milano, Tate Modern Boiler House, Disneyland Paris), l'Italia gioca con la sua arma storica: l'opera lirica come pedagogia. Genova lo dimostra in una superficie di 4.000 metri quadrati, dieci anni di vita programmata.
To understand what the Città dei Bambini is, one must remember the twentieth-century Italian revolution on childhood. In 1963 Loris Malaguzzi inaugurates in Reggio Emilia the educational model the world will come to know as the Reggio Approach: the child not as a vessel to be filled, but as a citizen capable of theories. The hundred languages of the child — drawing, sculpture, shadow, voice, movement — are recognized as modes of thought on a par with verbal thought. From that moment, Italy has an invisible export more powerful than industrial design: a pedagogy that has refounded nurseries and infant schools from Stockholm to Tokyo.
The museum of children, as an international typology, is born at another latitude: the Brooklyn Children's Museum opens in 1899, and throughout the Anglo-American twentieth century the formula will be the «hands-on» interactive exhibit. Frank Oppenheimer opens the Exploratorium in San Francisco in 1969 and declares: «we are not in the business of explaining things — we are in the business of allowing people to understand». The Città dei Bambini in Genoa stands precisely at the intersection of these two traditions: Reggian pedagogical depth and American hands-on. But it adds a third grammar: that of theatre.
Cristian Taraborrelli comes to the project with twenty years of opera and drama behind him (Mariinsky, Scala, Châtelet, Odéon). His proposal — signed under the creative direction of Alfredo Accatino for Filmmaster Events, with Costa Edutainment as commissioner — overturns the hands-on formula: the educational object is no longer a mechanical manipulator (the pulley, the wheel), but a total environment. The Hall of Senses becomes permanent theatre. The Marine Hall is a children's opera in which the audience is already on stage. The fabrication system — where the Kuka robot shapes the base surfaces and the opera-school artisan finishes details by hand — produces a finish that breaks the cold aesthetic of the Anglo-Saxon industrial museum and introduces the auteur matter typical of Italian scenography.
The double BEA 2023 (Gold Best Proprietary Format + Silver Best Educational Event) certifies two distinct levels: the originality of the format — a museum that is permanent theatre, patentable as a method — and the pedagogical quality recognized by the school audience. Beneath this duality lies a precise thesis: in the European battle for the children's audience (Cité des Sciences in Paris, MUDEC in Milan, Tate Modern Boiler House, Disneyland Paris), Italy plays with its historical weapon: opera as pedagogy.
Pour comprendre ce qu'est la Città dei Bambini, il faut se souvenir de la révolution italienne du XXe siècle sur l'enfance. En 1963 Loris Malaguzzi inaugure à Reggio Emilia le modèle éducatif que le monde connaîtra comme le Reggio Approach : l'enfant non comme un vase à remplir, mais comme un citoyen capable de théories. Les cent langages de l'enfant — le dessin, la sculpture, l'ombre, la voix, le mouvement — sont reconnus comme des modes de pensée équivalents à la pensée verbale.
Le musée des enfants, comme typologie internationale, naît à une autre latitude : le Brooklyn Children's Museum ouvre en 1899, et tout le XXe siècle anglo-américain pratique la formule de l'exposition interactive « hands-on ». La Città dei Bambini de Gênes se place exactement à l'intersection de ces deux traditions, et y ajoute une troisième grammaire : celle du théâtre. La Salle des Sens devient un théâtre permanent. La Salle marine est un opéra pour enfants où le public est déjà en scène.
Le double BEA 2023 (Or Best Proprietary Format + Argent Best Educational Event) certifie deux niveaux distincts : l'originalité du format — un musée qui est théâtre permanent — et la qualité pédagogique. Sous cette dualité il y a une thèse précise : dans la bataille européenne pour le public des enfants, l'Italie joue avec son arme historique : l'opéra comme pédagogie.
Per istituzioni museali, edutainment, design espositivo permanente
Lo studio progetta experience museums e percorsi espositivi permanenti per fondazioni museali, parchi tematici culturali, istituzioni di edutainment. La Città dei Bambini di Genova (BEA 2023 Gold + Silver) è il caso di riferimento: una scenografia teatrale convertita in infrastruttura culturale a vita lunga, capace di accogliere centinaia di migliaia di visitatori l'anno mantenendo il carattere d'autore. Il metodo unisce regia drammaturgica, fabbricazione robotica (Kuka) e finitura artigianale di scuola d'opera. Per concorsi museali, gare europee, brief di rinnovo percorsi: creativestriketeam@libero.it.
The studio designs experience museums and permanent exhibition paths for museum foundations, cultural theme parks and edutainment institutions. The Città dei Bambini in Genoa (BEA 2023 Gold + Silver) is the reference case: a theatre scenography converted into long-life cultural infrastructure, able to host hundreds of thousands of visitors per year while keeping its authorial character. The method unites dramaturgical direction, robotic fabrication (Kuka) and opera-school artisan finishing. For museum tenders, European competitions, exhibition-renewal briefs: creativestriketeam@libero.it.
Le studio conçoit des experience museums et parcours d'exposition permanents pour fondations muséales, parcs thématiques culturels, institutions d'edutainment. La Città dei Bambini de Gênes (BEA 2023 Gold + Silver) est le cas de référence : une scénographie théâtrale convertie en infrastructure culturelle à long terme, capable d'accueillir des centaines de milliers de visiteurs par an tout en préservant son caractère d'auteur. La méthode unit la direction dramaturgique, la fabrication robotique (Kuka) et la finition artisanale d'école d'opéra. Pour appels d'offres muséaux, concours européens, briefs de renouvellement de parcours : creativestriketeam@libero.it.
Press
"La direzione artistica del primo museo dell'esperienza italiano dedicato ai 5 sensi si è avvalsa dell'elegante tocco di Cristian Taraborrelli, lo scenografo che aveva inaugurato l'ultima stagione del Carlo Felice…"
La Repubblica
"Cristian Taraborrelli è un'eccellenza nel mondo del teatro ed è stato un piacere chiamarlo e lavorare con lui."
Alfredo Accatino, Creative Director — Filmmaster Events
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Apparato critico
«Il bambino è fatto di cento. Il bambino ha cento lingue, cento mani, cento pensieri, cento modi di pensare, di giocare e di parlare.»
Il manifesto pedagogico di Loris Malaguzzi, fondatore nel 1963 dell'esperienza educativa di Reggio Emilia: il bambino come soggetto plurale, capace di teorie, esploratore dotato di un linguaggio per ogni senso. Tutta la grammatica della Città dei Bambini di Genova — cinque sale per cinque sensi, ciascuna con il suo idioma scenografico — nasce da questa visione.
«The child is made of one hundred. The child has a hundred languages, a hundred hands, a hundred thoughts, a hundred ways of thinking, of playing, of speaking.»
The pedagogical manifesto of Loris Malaguzzi, founder in 1963 of the Reggio Emilia educational experience.
«L'enfant est fait de cent. L'enfant a cent langues, cent mains, cent pensées, cent façons de penser, de jouer et de parler.»
Le manifeste pédagogique de Loris Malaguzzi, fondateur en 1963 de l'expérience éducative de Reggio Emilia.
Loris Malaguzzi — «Invece il cento c'è», manifesto del Reggio Approach, 1963
«Tutto ciò che impariamo davvero lo impariamo perché ci accade. L'esperienza educativa è quella che lavora sul nostro modo di vivere, non quella che si limita a depositare informazioni.»
La tesi di John Dewey in Experience and Education (1938) è l'altra colonna fondante dell'edutainment contemporaneo. Il sapere non è trasferimento ma trasformazione del soggetto attraverso l'esperienza diretta. La Città dei Bambini ne è un'applicazione spaziale: il visitatore non riceve nozioni, attraversa una vicenda.
«All that we genuinely learn we learn because it happens to us. Educational experience is the kind that works upon our manner of living, not the kind that merely deposits information.»
John Dewey's thesis in Experience and Education (1938) is the other founding pillar of contemporary edutainment.
«Tout ce que nous apprenons vraiment, nous l'apprenons parce qu'il nous arrive.»
La thèse de John Dewey dans Experience and Education (1938) est l'autre pilier fondateur de l'edutainment contemporain.
John Dewey — Experience and Education, Kappa Delta Pi, 1938
«La direzione artistica del primo museo dell'esperienza italiano dedicato ai 5 sensi si è avvalsa dell'elegante tocco di Cristian Taraborrelli, lo scenografo che aveva inaugurato l'ultima stagione del Carlo Felice. Cinque sale, cinque sensi, una grammatica scenica che fa del museo un luogo di racconto.»
«The artistic direction of Italy's first experience museum dedicated to the five senses drew on the elegant touch of Cristian Taraborrelli, the scenographer who had opened the latest season at Carlo Felice. Five rooms, five senses, a scenic grammar that turns the museum into a place of storytelling.»
«La direction artistique du premier musée d'expérience italien dédié aux cinq sens s'est servie du toucher élégant de Cristian Taraborrelli.»
La Repubblica — recensione apertura Città dei Bambini, 2022
«Cristian Taraborrelli è un'eccellenza nel mondo del teatro ed è stato un piacere chiamarlo e lavorare con lui. La sua visione dello spazio come dispositivo emotivo è esattamente quello che cercavamo per trasformare la Città dei Bambini in un luogo che il visitatore abita, non solo visita.»
«Cristian Taraborrelli is an excellence in the theatre world and it was a pleasure to call him and work with him. His vision of space as an emotional device is exactly what we were looking for to turn Città dei Bambini into a place the visitor inhabits, not merely visits.»
«Cristian Taraborrelli est une excellence dans le monde du théâtre et ce fut un plaisir de l'appeler et de travailler avec lui.»
Alfredo Accatino — Creative Director Filmmaster Events · ADC Group / e20-express, 2023
«BEA 2023 — Best Proprietary Format (Oro) e Best Educational Event (Argento). La Città dei Bambini e dei Ragazzi di Genova è un format originale di museo dell'esperienza che combina ricerca scenografica, fabbricazione robotica e narrativa multisensoriale, riconosciuto come modello di riferimento per l'edutainment in Italia.»
«BEA 2023 — Best Proprietary Format (Gold) and Best Educational Event (Silver). Città dei Bambini e dei Ragazzi in Genoa is an original experience-museum format combining scenographic research, robotic fabrication and multi-sensory narrative.»
«BEA 2023 — Best Proprietary Format (Or) et Best Educational Event (Argent).»
BEA — Best Event Awards 2023, ADC Group
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