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Pagliacci — regia e scenografia di Cristian Taraborrelli, Teatro Carlo Felice Genova 2021, prima opera al mondo con realtà aumentata 3D in tempo reale

Teatro · Opera · Realtà Aumentata · 2021

Pagliacci

AR Breaks into Opera

Ruggero Leoncavallo · Teatro Carlo Felice, Genova · 2021

Genova, novembre 2021. La prima opera lirica al mondo con realtà aumentata. Cento trent'anni di Pagliacci attraversati da un livello di immagine che non era mai stato sul palco. Verismo + AR: l'incontro che il melodramma aspettava.

Genoa, November 2021. The first opera in the world with augmented reality. One hundred and thirty years of Pagliacci crossed by a layer of image never before staged. Verismo + AR: the encounter melodrama was waiting for.

Gênes, novembre 2021. Le premier opéra au monde avec réalité augmentée. Cent trente ans de Pagliacci traversés par un niveau d'image jamais monté en scène.

Nel 2021 il Teatro Carlo Felice di Genova inaugura la stagione con una straordinaria produzione dei Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, realizzata in collaborazione con Rai Cultura. La regia e la scenografia di Cristian Taraborrelli firmano una vera rivoluzione nell’esperienza teatrale: per la prima volta nella storia dell’opera lirica, la realtà aumentata in 3D in tempo reale entra in scena come strumento drammaturgico, non come effetto speciale.

Il palcoscenico diventa uno spazio emozionale tridimensionale che dissolve i confini tra realtà fisica e immaginazione. La scenografia interamente virtuale viene ricostruita in tempo reale dietro gli interpreti, cambiando in funzione delle angolazioni di cinque telecamere e offrendo una prospettiva mobile che restituisce ai cantanti una libertà di movimento impossibile con qualunque fondale dipinto. I costumi di Angela Buscemi fondono commedia dell’arte e contemporaneità, vestendo la doppia natura dei personaggi di Leoncavallo — artisti in scena, anime tormentate dietro la maschera.

Il cast riunisce il tenore Fabio Sartori (Canio), il soprano Serena Gamberoni (Nedda), il baritono Sebastian Catana (Tonio), Marcello Rosiello (Silvio) e Matteo Falcier (Peppe), sotto la direzione musicale di Andriy Yurkevych. Lo spettacolo è stato trasmesso da Rai 5 nel dicembre 2021 e reso disponibile in streaming su RaiPlay.

In 2021 the Teatro Carlo Felice in Genoa inaugurated its season with an extraordinary production of Pagliacci by Ruggero Leoncavallo, created in collaboration with Rai Cultura. Directed and designed by Cristian Taraborrelli, the staging marked a genuine revolution in the theatrical experience: for the first time in the history of opera, real-time 3D augmented reality entered the stage as a dramaturgical tool, not as a special effect.

The stage became a three-dimensional emotional space, dissolving the boundary between physical reality and imagination. The entirely virtual scenery was reconstructed in real time behind the performers, shifting with the angles of five cameras to offer a mobile perspective that restored to the singers a freedom of movement impossible with any painted backdrop. Angela Buscemi’s costumes weave commedia dell’arte and contemporaneity, dressing the double nature of Leoncavallo’s characters — artists on stage, tormented souls behind the mask.

The cast brought together tenor Fabio Sartori (Canio), soprano Serena Gamberoni (Nedda), baritone Sebastian Catana (Tonio), Marcello Rosiello (Silvio) and Matteo Falcier (Peppe), under the baton of Andriy Yurkevych. The production was broadcast by Rai 5 in December 2021 and streamed on RaiPlay.

En 2021, le Teatro Carlo Felice de Gênes inaugure sa saison avec une production extraordinaire de Pagliacci de Ruggero Leoncavallo, en collaboration avec Rai Cultura. La mise en scène et la scénographie de Cristian Taraborrelli signent une véritable révolution théâtrale : pour la première fois dans l’histoire de l’opéra, la réalité augmentée 3D en temps réel entre en scène comme outil dramaturgique, non comme effet spécial.

Le plateau devient un espace émotionnel tridimensionnel, dissolvant la frontière entre réalité physique et imagination. Le décor entièrement virtuel est reconstruit en temps réel derrière les interprètes, évoluant selon les angles de cinq caméras pour offrir une perspective mobile qui rend aux chanteurs une liberté de mouvement impossible avec toute toile peinte. Les costumes d’Angela Buscemi tissent commedia dell’arte et contemporanéité, habillant la double nature des personnages de Leoncavallo — artistes en scène, âmes tourmentées derrière le masque.

La distribution réunit le ténor Fabio Sartori (Canio), la soprano Serena Gamberoni (Nedda), le baryton Sebastian Catana (Tonio), Marcello Rosiello (Silvio) et Matteo Falcier (Peppe), sous la direction d’Andriy Yurkevych. La production a été diffusée par Rai 5 en décembre 2021 et mise en streaming sur RaiPlay.

Fontescheda ufficiale Teatro Carlo Felice Genova. La produzione era un dittico: il balletto Sull’essere angeli di Virgilio Sieni (coreografia/regia/scene/costumi/luci) su musica di Francesco Filidei (flauto solista Mario Caroli, ballerina Claudia Catarzi) e l’opera Pagliacci di Leoncavallo nella regia, scene e luci di Cristian Taraborrelli, costumi Angela Buscemi, videoproiezioni Luca Attilii, direzione Andriy Yurkevych alla testa di Orchestra, Coro e Coro di Voci Bianche del Teatro Carlo Felice. Maestri dei cori: Francesco Aliberti (Coro), Gino Tanasini (Voci Bianche). Doppi cast confermati: Canio Sartori/Escobar · Nedda Gamberoni/Nisi · Tonio Catana/Longhi · Silvio Rosiello/Patti · Peppe Falcier/Franchini (allievo Accademia Carlo Felice). Contadini: Luca Romano · Giampiero De Paoli/Antonio Mannarino. Assistenti: Daniel Kosttás (regia), Allegra Bernacchioni (scene), Cristina Da Rold (costumi). Coproduzione Teatro Carlo Felice × Rai Cultura.The production was a diptych: the ballet Sull’essere angeli by Virgilio Sieni (choreography/direction/sets/costumes/lighting) to music by Francesco Filidei (solo flute Mario Caroli, dancer Claudia Catarzi) and the opera Pagliacci by Leoncavallo in the direction, sets and lighting by Cristian Taraborrelli, costumes Angela Buscemi, video projections Luca Attilii, conducted by Andriy Yurkevych leading the Orchestra, Chorus and Children’s Chorus of Teatro Carlo Felice. Chorus masters: Francesco Aliberti (Chorus), Gino Tanasini (Children’s Chorus). Confirmed double casts: Canio Sartori/Escobar · Nedda Gamberoni/Nisi · Tonio Catana/Longhi · Silvio Rosiello/Patti · Peppe Falcier/Franchini (Carlo Felice Academy pupil). Peasants: Luca Romano · Giampiero De Paoli/Antonio Mannarino. Assistants: Daniel Kosttás (direction), Allegra Bernacchioni (sets), Cristina Da Rold (costumes). Co-production Teatro Carlo Felice × Rai Cultura.La production était un diptyque : le ballet Sull’essere angeli de Virgilio Sieni (chorégraphie/mise en scène/décors/costumes/lumières) sur une musique de Francesco Filidei (flûte solo Mario Caroli, danseuse Claudia Catarzi) et l’opéra Pagliacci de Leoncavallo dans la mise en scène, les décors et les lumières de Cristian Taraborrelli, costumes Angela Buscemi, projections vidéo Luca Attilii, direction d’Andriy Yurkevych à la tête de l’Orchestre, du Chœur et du Chœur d’Enfants du Teatro Carlo Felice. Maîtres des chœurs : Francesco Aliberti (Chœur), Gino Tanasini (Chœur d’Enfants). Doubles distributions confirmées : Canio Sartori/Escobar · Nedda Gamberoni/Nisi · Tonio Catana/Longhi · Silvio Rosiello/Patti · Peppe Falcier/Franchini (élève de l’Académie Carlo Felice). Paysans : Luca Romano · Giampiero De Paoli/Antonio Mannarino. Assistants : Daniel Kosttás (mise en scène), Allegra Bernacchioni (décors), Cristina Da Rold (costumes). Coproduction Teatro Carlo Felice × Rai Cultura.

Compositore

Ruggero Leoncavallo
(1857–1919)

Libretto

Ruggero Leoncavallo

Prima assoluta

Teatro Dal Verme, Milano · 21 maggio 1892

Teatro

Teatro Carlo Felice, Genova

Anno

2021

Regia e Scenografia

Cristian Taraborrelli

Direttore d'orchestra

Andriy Yurkevych

Costumi

Angela Buscemi

Videoproiezioni

Luca Attilii

Produzione

Teatro Carlo Felice
Rai Cultura

Streaming

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Il Dittico — Sull’essere angeli | Pagliacci

L’8 ottobre 2021 il Teatro Carlo Felice apre la stagione di Opera e Balletto con un dittico in prima rappresentazione assoluta: il balletto Sull’essere angeli — regia, coreografia, scene, costumi e luci di Virgilio Sieni, su musica di Francesco Filidei — e il Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, in nuova produzione in realtà aumentata 3D firmata da Cristian Taraborrelli. Tutta la serata è diretta da Andriy Yurkevych.

Il dittico nasce da una scelta drammaturgica del Sovrintendente Claudio Orazi: accostare due riflessioni opposte e complementari sul destino femminile. Da una parte le fotografie di Francesca Woodman — la giovane fotografa americana suicida a 23 anni nel 1981, autrice della raccolta On Being an Angel che ha ispirato Filidei — come scelta, autodeterminazione, «compimento». Dall’altra Nedda, vittima della furia di Canio, di una passione storicamente insidiosa. Due punti di vista apparentemente opposti, accomunati dalla riflessione metateatrale sul rapporto tra vita, arte e «verità».

In Sull’essere angeli, il flauto solista è Mario Caroli — per cui la composizione era stata originariamente scritta — e la ballerina è Claudia Catarzi. La serata coinvolge l’Orchestra, il Coro e il Coro di voci bianche del Teatro Carlo Felice, preparati rispettivamente da Francesco Aliberti e Gino Tanasini.

On 8 October 2021 the Teatro Carlo Felice opened its Opera and Ballet season with a world premiere double bill: the ballet Sull’essere angeli — direction, choreography, sets, costumes and lighting by Virgilio Sieni, music by Francesco Filidei — paired with Ruggero Leoncavallo’s Pagliacci, in a new production in 3D augmented reality by Cristian Taraborrelli. The whole evening was conducted by Andriy Yurkevych.

The double bill came from a dramaturgical choice of the Sovrintendente Claudio Orazi: to set side by side two opposite and complementary reflections on female destiny. On one side the photographs of Francesca Woodman — the young American photographer who took her own life at 23 in 1981, author of the series On Being an Angel from which Filidei drew his title — as choice, self-determination, «fulfilment». On the other Nedda, victim of Canio’s fury, of a historically insidious idea of passion. Two seemingly opposite points of view, tied together by a metatheatrical reflection on the relationship between life, art and «truth».

In Sull’essere angeli, the solo flute is Mario Caroli — for whom the composition had originally been written — and the dancer is Claudia Catarzi. The evening involves the Orchestra, Chorus and Children’s Chorus of the Teatro Carlo Felice, prepared respectively by Francesco Aliberti and Gino Tanasini.

Le 8 octobre 2021, le Teatro Carlo Felice a ouvert sa saison d’Opéra et de Ballet avec un diptyque en création mondiale : le ballet Sull’essere angeli — mise en scène, chorégraphie, décors, costumes et lumières de Virgilio Sieni, musique de Francesco Filidei — et le Pagliacci de Ruggero Leoncavallo, dans une nouvelle production en réalité augmentée 3D signée par Cristian Taraborrelli. La soirée entière est dirigée par Andriy Yurkevych.

Le diptyque naît d’un choix dramaturgique du Sovrintendente Claudio Orazi : confronter deux réflexions opposées et complémentaires sur le destin féminin. D’un côté les photographies de Francesca Woodman — la jeune photographe américaine qui s’est suicidée à 23 ans en 1981, auteure de la série On Being an Angel dont Filidei a tiré son titre — comme choix, autodétermination, «accomplissement». De l’autre Nedda, victime de la fureur de Canio. Deux points de vue apparemment opposés, réunis par une réflexion métathéâtrale sur le rapport entre vie, art et «vérité».

Dans Sull’essere angeli, la flûte solo est Mario Caroli, et la danseuse est Claudia Catarzi. La soirée mobilise l’Orchestre, le Chœur et le Chœur des voix d’enfants du Teatro Carlo Felice, préparés respectivement par Francesco Aliberti et Gino Tanasini.

L'Opera — Leoncavallo e il verismo

Pagliacci è il dramma in due atti che Ruggero Leoncavallo, napoletano di nascita ma calabrese d’adozione, scrive di getto su libretto proprio nell’estate del 1891. La prima assoluta va in scena al Teatro Dal Verme di Milano il 21 maggio 1892 sotto la bacchetta di un giovane Arturo Toscanini: è un trionfo immediato che fa di Leoncavallo, da un giorno all’altro, una stella del verismo musicale italiano insieme a Mascagni.

L’invenzione drammaturgica è di una violenza geniale: una compagnia di guitti girovaghi arriva in un villaggio calabrese; il loro capocomico Canio scopre il tradimento della moglie Nedda; sul palco, davanti al pubblico, mentre interpretano la commedia degli amori di Pagliaccio e Colombina, la finzione si frantuma e l’omicidio reale irrompe nello spettacolo. «La commedia è finita» — le ultime parole — sono diventate uno dei finali più famosi della storia dell’opera.

L’aria di Canio «Vesti la giubba» — con quel grido straziante «ridi, Pagliaccio, sul tuo amore infranto» — è uno dei momenti più celebri del repertorio operistico mondiale. Nel 1907 Enrico Caruso la incise per la Victor Talking Machine Company di Camden, New Jersey: fu il primo disco al mondo a vendere un milione di copie, un evento che cambiò la storia dell’industria fonografica e che fece di Caruso una star planetaria. Da allora Pagliacci è quasi sempre rappresentato in coppia con la Cavalleria Rusticana di Mascagni: la dittico verista «Cav & Pag» è una formula che attraversa indenne più di un secolo.

Pagliacci is the two-act drama Ruggero Leoncavallo, born in Naples and Calabrian by adoption, wrote in a single creative burst, on his own libretto, in the summer of 1891. The world premiere took place at the Teatro Dal Verme in Milan on 21 May 1892, under the baton of a young Arturo Toscanini: a triumph that, overnight, turned Leoncavallo into a star of Italian musical verismo alongside Mascagni.

The dramaturgical invention is brutally brilliant: a troupe of strolling players reaches a Calabrian village; the head of the company, Canio, discovers the betrayal of his wife Nedda; on stage, in front of the audience, while performing the comic loves of Pagliaccio and Colombina, fiction shatters and a real murder breaks into the show. «La commedia è finita» — «the comedy is over» — the final words, have become one of the most famous endings in the history of opera.

Canio’s aria «Vesti la giubba» — with its harrowing cry «laugh, Pagliaccio, at your shattered love» — is one of the most celebrated moments of the operatic repertoire. In 1907 Enrico Caruso recorded it for the Victor Talking Machine Company in Camden, New Jersey: it became the first record in history to sell a million copies, an event that changed the recording industry forever and turned Caruso into a global star. From then on Pagliacci has almost always been performed coupled with Mascagni’s Cavalleria Rusticana: «Cav & Pag» — the verismo double bill — is a formula that has crossed unscathed more than a century.

Pagliacci est le drame en deux actes que Ruggero Leoncavallo, né à Naples et calabrais d’adoption, écrit d’un trait, sur son propre livret, durant l’été 1891. La création mondiale a lieu au Teatro Dal Verme de Milan le 21 mai 1892, sous la baguette d’un jeune Arturo Toscanini : un triomphe immédiat qui fait de Leoncavallo, du jour au lendemain, une étoile du vérisme musical italien aux côtés de Mascagni.

L’invention dramaturgique est d’une violence géniale : une troupe de saltimbanques arrive dans un village calabrais ; le chef Canio découvre la trahison de sa femme Nedda ; sur scène, devant le public, tandis qu’ils jouent les amours comiques de Pagliaccio et Colombina, la fiction se brise et le meurtre réel fait irruption dans le spectacle. «La commedia è finita» — «la comédie est finie» — les dernières paroles, sont devenues l’un des finals les plus célèbres de l’histoire de l’opéra.

L’air de Canio «Vesti la giubba» — avec son cri déchirant «ris, Pagliaccio, de ton amour brisé» — est l’un des moments les plus célèbres du répertoire lyrique mondial. En 1907, Enrico Caruso l’enregistra pour la Victor Talking Machine Company de Camden (New Jersey) : ce fut le premier disque au monde à dépasser le million d’exemplaires, un événement qui changea l’histoire du disque et fit de Caruso une star planétaire. Depuis lors, Pagliacci est presque toujours représenté en dittique avec la Cavalleria Rusticana de Mascagni : «Cav & Pag» est une formule qui traverse intacte plus d’un siècle.

La Visione — La prima opera al mondo con AR 3D in tempo reale

Per la prima volta nella storia dell’opera lirica, la realtà aumentata entra in scena non come gadget tecnologico ma come strumento drammaturgico. Le visioni di Canio, i sogni di Nedda, l’irrazionalità della gelosia: tutto diventa visibile attraverso un layer digitale 3D sovrapposto al palco in tempo reale. Un primato che ha trasformato i Pagliacci 2021 in un caso di studio internazionale.

«Per me la scenografia non è mai stata solo descrittiva», spiega Cristian Taraborrelli. «La scenografia è un moltiplicatore del sentimento che prova il cantante in quel momento. Nell’aria di Nedda, quando racconta degli uccelli, la musica descrive la natura che le sta intorno — e la realtà aumentata dà a quel paesaggio interiore una forma visibile e tridimensionale.»

Taraborrelli lavora su un doppio livello di regia: la regia sul palco vissuta dal pubblico in sala, e la regia trasposta sul video vista dallo spettatore televisivo di Rai 5. Il problema prospettico tradizionale — dove una quinta dipinta funziona solo da un unico punto di vista — viene completamente dissolto: il programma AR elabora immagini 3D in tempo reale, adattando la scenografia virtuale a ogni angolazione delle cinque telecamere e a ogni movimento del cantante.

For the first time in the history of opera, augmented reality enters the stage not as a technological gadget but as a dramaturgical tool. Canio’s visions, Nedda’s dreams, the irrationality of jealousy: all of it becomes visible through a real-time 3D digital layer superimposed on the stage. A milestone that has turned Pagliacci 2021 into an international case study.

«For me set design has never been merely descriptive», Cristian Taraborrelli explains. «Scenography is a multiplier of the emotion the singer is feeling in that moment. In Nedda’s aria, when she describes the birds, the music paints the nature around her — and augmented reality gives that inner landscape a visible, three-dimensional form.»

Taraborrelli works on a dual level of direction: the stage direction experienced by the live audience, and the video transposition seen by the Rai 5 television viewer. The traditional perspective problem — where a painted backdrop only works from a single viewpoint — is completely dissolved: the AR programme processes 3D images in real time, adapting the virtual scenery to every camera angle and every movement of the singer.

Pour la première fois dans l’histoire de l’opéra, la réalité augmentée entre en scène non pas comme gadget technologique mais comme outil dramaturgique. Les visions de Canio, les rêves de Nedda, l’irrationalité de la jalousie : tout devient visible à travers une couche numérique 3D superposée à la scène en temps réel. Un jalon qui a fait des Pagliacci 2021 un cas d’étude international.

«Pour moi la scénographie n’a jamais été simplement descriptive», explique Cristian Taraborrelli. «La scénographie est un multiplicateur de l’émotion que ressent le chanteur à cet instant. Dans l’air de Nedda, quand elle décrit les oiseaux, la musique peint la nature qui l’entoure — et la réalité augmentée donne à ce paysage intérieur une forme visible et tridimensionnelle.»

Taraborrelli travaille sur un double niveau de mise en scène : la direction scénique vécue par le public en salle, et la transposition vidéo vue par le téléspectateur de Rai 5. Le problème perspectif traditionnel — où une toile peinte ne fonctionne que d’un seul point de vue — est entièrement dissous : le programme RA traite les images 3D en temps réel, en adaptant le décor virtuel à chaque angle des cinq caméras et à chaque mouvement du chanteur.

Storyboard — Approccio Cinematografico

Prima di entrare in sala prove, Pagliacci esiste come film disegnato. Centoquarantuno tavole di storyboard — settantuno per l’Atto I, settanta per l’Atto II — tracciano l’intera regia inquadratura per inquadratura, prima ancora che il primo cantante calchi il palco. È il metodo che Cristian Taraborrelli porta dalla regia cinematografica nella regia d’opera: vedere il film prima di girarlo.

Lo storyboard non è un decoupage tecnico ma una partitura visiva: ogni tavola fissa la composizione, la luce, la profondità di campo e — soprattutto — il doppio livello drammaturgico che la realtà aumentata avrebbe portato in scena. Si vede chiaramente: in basso il palco fisico in chroma key verde, sopra il quadro AR che lo sostituisce in tempo reale agli occhi della telecamera. Due immagini sovrapposte, due piani che dialogano.

Dalla nuvola d’apertura alla maschera di Pagliaccio che divora il fondale, dalla boule de neige sospesa alla figura di Nedda sotto il cielo grigio, fino al cielo vuoto che chiude tutto — cinque tavole dall’Atto I e il finale dell’Atto II: una selezione essenziale, dove l’arco si apre nella tempesta e si chiude nel silenzio.

Before entering the rehearsal room, Pagliacci already exists as a drawn film. One hundred and forty-one storyboard frames — seventy-one for Act I, seventy for Act II — map the entire direction shot by shot, before any singer has set foot on stage. It is the method Cristian Taraborrelli carries over from cinema direction into opera direction: seeing the film before shooting it.

The storyboard is not a technical breakdown but a visual score: each frame fixes composition, light, depth of field and — above all — the dual dramaturgical layer that augmented reality would bring on stage. The principle is visible at a glance: below, the physical stage in green chroma key; above, the AR frame that replaces it in real time for the camera. Two superimposed images, two planes in conversation.

From the opening cloud to Pagliaccio’s mask devouring the backdrop, from the suspended snow globe to Nedda’s figure under a grey sky, all the way to the empty sky that closes everything — five frames from Act I and the finale of Act II: an essential selection, where the arc opens in the storm and closes in silence.

Avant d’entrer en salle de répétition, Pagliacci existe déjà comme un film dessiné. Cent quarante et une planches de storyboard — soixante et onze pour l’Acte I, soixante-dix pour l’Acte II — tracent la mise en scène plan par plan, avant même qu’un chanteur ne monte sur scène. C’est la méthode que Cristian Taraborrelli apporte du cinéma dans l’opéra : voir le film avant de le tourner.

Le storyboard n’est pas un découpage technique mais une partition visuelle : chaque planche fixe la composition, la lumière, la profondeur de champ et — surtout — le double plan dramaturgique que la réalité augmentée allait porter en scène. En bas, le plateau physique en fond vert ; au-dessus, l’image RA qui le remplace en temps réel pour la caméra. Deux images superposées, deux plans qui dialoguent.

Du nuage d’ouverture au masque de Pagliaccio qui dévore le fond, de la boule à neige suspendue à la figure de Nedda sous le ciel gris, jusqu’au ciel vide qui clôt tout — cinq planches de l’Acte I et le final de l’Acte II : une sélection essentielle, où l’arc s’ouvre dans la tempête et se ferme dans le silence.

Workflow AR — Sei fasi dal green screen al palco

L’intera macchina della realtà aumentata di Pagliacci si articola in sei fasi: dal disegno scenografico in chroma key fino al risultato finale che il pubblico vede in sala e in televisione.

  1. Fase 01
    Chroma Key Set Design
    Il palco viene rivestito di tessuti e moquette in chroma key verde. Il fondale principale ATR — Sceno Poly Chroma misura 24×12 m, il secondario 20×10 m, e il pavimento è coperto da moquette TCA — Capriccio Chroma. La «quinta» non è più dipinta: è un colore.
  2. Fase 02
    Computer Software
    Un sistema di processing in tempo reale legge contemporaneamente i feed delle cinque telecamere, riconosce le sagome dei cantanti e applica il keying. La sincronizzazione di camera e oggetti virtuali avviene a frame rate televisivo.
  3. Fase 03
    3D Film Modelling, Pre-production
    Le scenografie virtuali — il villaggio calabrese, la natura interiore di Nedda, la piazza in fiamme del finale — vengono modellate in 3D in pre-produzione, con un linguaggio che attinge al cinema d’animazione e al videogame di alta fascia.
  4. Fase 04
    AR Magic on Screen
    Il software combina cantanti reali e ambiente virtuale: si crea l’illusione che gli interpreti si muovano dentro la scenografia digitale, con ombre, parallasse e profondità coerenti rispetto a ogni inquadratura.
  5. Fase 05
    Real-time Streaming on a LED Wall over the Stage
    Il risultato «aumentato» viene rilanciato in diretta su un grande LED wall sospeso sopra al palco, restituendo al pubblico in sala il duplice piano di visione — corpo reale del cantante e corpo virtuale dello spettacolo.
  6. Fase 06
    Final Result
    L’audience può scegliere come guardare lo spettacolo: on-stage (i corpi reali davanti al chroma key), on-screen (la scena aumentata sul LED wall), o both (i due piani che si correggono e si commentano a vicenda). La regia televisiva di Rai 5 aggiunge ulteriori inquadrature per la diffusione.

The whole augmented reality machine of Pagliacci unfolds in six stages: from the chroma key set design to the final result that audiences see in the auditorium and on television.

  1. Stage 01
    Chroma Key Set Design
    The stage is wrapped in green chroma key fabric and carpet. The main ATR — Sceno Poly Chroma backdrop is 24×12 m, the secondary 20×10 m, and the floor is covered with TCA — Capriccio Chroma carpeting. The «backdrop» is no longer painted: it is a colour.
  2. Stage 02
    Computer Software
    A real-time processing system reads the five camera feeds simultaneously, recognises the singers’ silhouettes and applies the keying. Camera-tracking and virtual-object sync happen at television frame rate.
  3. Stage 03
    3D Film Modelling, Pre-production
    The virtual sets — the Calabrian village, Nedda’s inner nature, the burning piazza of the finale — are modelled in 3D in pre-production, in a language drawn from animated film and high-end video games.
  4. Stage 04
    AR Magic on Screen
    The software combines real performers and virtual environment: the illusion is created of singers moving inside the digital scenery, with shadows, parallax and depth coherent with each shot.
  5. Stage 05
    Real-time Streaming on a LED Wall over the Stage
    The augmented result is streamed live onto a large LED wall suspended above the stage, giving the live audience the dual viewing plane — the singer’s real body and the show’s virtual body.
  6. Stage 06
    Final Result
    The audience can choose how to watch the performance: on-stage (the real bodies in front of the chroma key), on-screen (the augmented stage on the LED wall), or both (the two planes correcting and commenting on each other). The Rai 5 television direction adds further angles for broadcast.

Toute la machine de la réalité augmentée de Pagliacci se déroule en six étapes : du fond vert au résultat final que le public voit en salle et à la télévision.

  1. Étape 01
    Chroma Key Set Design
    Le plateau est revêtu de tissus et moquette en chroma key vert. Le fond principal ATR — Sceno Poly Chroma mesure 24×12 m, le secondaire 20×10 m, et le sol est couvert de moquette TCA — Capriccio Chroma. Le «décor» n’est plus peint : c’est une couleur.
  2. Étape 02
    Computer Software
    Un système de traitement en temps réel lit simultanément les flux des cinq caméras, reconnaît les silhouettes des chanteurs et applique le keying. La synchronisation caméra/objets virtuels se fait à la fréquence d’image télévisuelle.
  3. Étape 03
    3D Film Modelling, Pre-production
    Les décors virtuels — le village calabrais, la nature intérieure de Nedda, la place en flammes du finale — sont modélisés en 3D en pré-production, dans un langage emprunté au cinéma d’animation et au jeu vidéo haut de gamme.
  4. Étape 04
    AR Magic on Screen
    Le logiciel combine interprètes réels et environnement virtuel : l’illusion naît de chanteurs évoluant dans le décor numérique, avec ombres, parallaxe et profondeur cohérentes à chaque cadrage.
  5. Étape 05
    Real-time Streaming on a LED Wall over the Stage
    Le résultat «augmenté» est diffusé en direct sur un grand LED wall suspendu au-dessus du plateau, offrant au public en salle le double plan de vision — le corps réel du chanteur et le corps virtuel du spectacle.
  6. Étape 06
    Final Result
    Le public peut choisir comment regarder le spectacle : on-stage (les corps réels devant le chroma key), on-screen (la scène augmentée sur le LED wall), ou both (les deux plans qui se corrigent et se commentent). La réalisation télévisuelle de Rai 5 ajoute encore des cadrages pour la diffusion.

Un percorso nei linguaggi teatrali immersivi

Il Pagliacci 2021 è l’ultimo passo, in ordine cronologico, di un percorso che Cristian Taraborrelli porta avanti da decenni: l’evoluzione progressiva dei linguaggi immersivi del teatro contemporaneo. Una linea che si può leggere in quattro stadi:

  1. Teatro tradizionale — lo spazio dipinto, la quinta, il fondale prospettico fisso. La regola visiva del melodramma fino a tutto l’Ottocento.
  2. Video mapping — l’immagine luminosa proiettata sulla scenografia fisica, che la trasforma e la abita (Macbeth alla Scala 2013, Don Carlos, Sangeet).
  3. Cinema — il linguaggio cinematografico portato sul palco: inquadrature, dolly, zoom, regia per camera (Italian Souvenir, Variazioni sul Cielo).
  4. Augmented Reality — lo spazio virtuale 3D che convive con il corpo reale del cantante in tempo reale, generato dalla regia video. Pagliacci 2021.

Pagliacci 2021 is the most recent step, chronologically, in a path Cristian Taraborrelli has followed for decades: the progressive evolution of the immersive languages of contemporary theatre. A line that can be read in four stages:

  1. Traditional theatre — painted space, wing flats, fixed perspective backdrop. The visual rule of opera up to the end of the nineteenth century.
  2. Video mapping — the luminous image projected onto the physical scenery, transforming and inhabiting it (Macbeth at La Scala 2013, Don Carlos, Sangeet).
  3. Cinema — cinematic language brought onto the stage: framings, dolly shots, zooms, camera-led direction (Italian Souvenir, Variazioni sul Cielo).
  4. Augmented reality — a virtual 3D space coexisting in real time with the singer’s real body, generated by the video direction. Pagliacci 2021.

Pagliacci 2021 est la dernière étape, dans l’ordre chronologique, d’un parcours que Cristian Taraborrelli poursuit depuis des décennies : l’évolution progressive des langages immersifs du théâtre contemporain. Une ligne qui se lit en quatre étapes :

  1. Théâtre traditionnel — l’espace peint, les coulisses, le fond perspectif fixe. La règle visuelle de l’opéra jusqu’à la fin du XIXe siècle.
  2. Vidéo mapping — l’image lumineuse projetée sur la scénographie physique, qui la transforme et l’habite (Macbeth à la Scala 2013, Don Carlos, Sangeet).
  3. Cinéma — le langage cinématographique porté sur la scène : cadrages, dolly, zoom, mise en scène par caméra (Italian Souvenir, Variazioni sul Cielo).
  4. Réalité augmentée — un espace virtuel 3D qui coexiste en temps réel avec le corps réel du chanteur, généré par la réalisation vidéo. Pagliacci 2021.

Apparato Tecnico

L’allestimento tecnico di Pagliacci richiede un’infrastruttura senza precedenti nel teatro d’opera. Il palcoscenico del Carlo Felice viene trasformato in un vero e proprio studio televisivo dal vivo: due grandi fondali chroma key in tessuto ATR — Sceno Poly Chroma, il principale di 24×12 metri e un secondario di 20×10 metri, coprono l’intera scena, mentre il pavimento è rivestito con moquette TCA — Capriccio Chroma verde.

Le videoproiezioni, curate da Luca Attilii, vengono elaborate in tempo reale combinando elementi 2D e 3D di realtà aumentata. Le cinque telecamere riprendono gli interpreti davanti al green screen; il sistema isola le sagome e inserisce la scenografia virtuale alle loro spalle, adattandola a ogni angolazione. Fondali a fili Tripolina e schermi in PBO — Bianco Ottico completano il sistema di proiezioni frontali, sotto la direzione tecnica di Luciano Novelli. Il supervisore AR è Davide Meda, il sistema di realtà aumentata è firmato da Alessandro Paparatti (Multi Media Mood).

The technical setup of Pagliacci required unprecedented infrastructure for an opera house. The Carlo Felice stage was transformed into a live television studio: two large chroma key backdrops in ATR — Sceno Poly Chroma fabric, the main one measuring 24×12 metres and a secondary one of 20×10 metres, covered the entire scene, while the floor was lined with green TCA — Capriccio Chroma carpet.

The video projections, designed by Luca Attilii, were processed in real time combining 2D and 3D augmented reality elements. Five cameras filmed the performers against the green screen; the system isolated their silhouettes and placed virtual scenery behind them, adapting it to every angle. Tripolina wire backdrops and PBO — Bianco Ottico front projection screens completed the projection system, under the technical direction of Luciano Novelli. AR supervision was by Davide Meda; the augmented reality system was designed by Alessandro Paparatti (Multi Media Mood).

Le dispositif technique de Pagliacci a nécessité une infrastructure sans précédent pour un théâtre d’opéra. La scène du Carlo Felice a été transformée en un véritable studio de télévision en direct : deux grands fonds chroma key en tissu ATR — Sceno Poly Chroma, le principal de 24×12 mètres et un secondaire de 20×10 mètres, couvraient l’ensemble de la scène, tandis que le sol était recouvert de moquette TCA — Capriccio Chroma verte.

Les vidéoprojections, conçues par Luca Attilii, étaient traitées en temps réel en combinant des éléments de réalité augmentée 2D et 3D. Cinq caméras filmaient les interprètes devant le green screen ; le système isolait leurs silhouettes et plaçait le décor virtuel derrière eux, en l’adaptant à chaque angle. Des fonds à fils Tripolina et des écrans de projection frontale PBO — Bianco Ottico complétaient le système, sous la direction technique de Luciano Novelli. La supervision RA est de Davide Meda, le système de réalité augmentée d’Alessandro Paparatti (Multi Media Mood).

Note di Regia — Cristian Taraborrelli

Un albero secco, privo di vita, può rinascere con la tenacia e la forza della fantasia di un bambino che lo innaffia. Il teatro può rinascere: l’energia è nello sguardo di quel bambino che attende la comparsa dei primi germogli.

Un uomo, sulla scena, chiamato «Prologo» incontra inaspettatamente altri uomini, nella sala, e condivide con loro questo «orfano mondo», condivide le morti, le sofferenze, gli abbracci negati… ma è tempo di cominciare a sentirsi vivi nelle emozioni che risuoneranno sul palco.

Una compagnia di teatro arriva dal fondo e si presenta, i costumi delineano i loro caratteri, le luci della ribalta illuminano i loro volti, bianchi, privi ancora delle anime dei personaggi che «vivranno» in scena: sono Nedda, Canio, Tonio, Peppe e Silvio.

Lo spazio scenico è vivo. La terra racconta con i suoi segni il divenire delle emozioni. La terra diventa simbolo della libertà violata, della vendetta spietata che acceca e rende ciechi di fronte alle fragilità. Un segno circolare che racconta la complessità della psiche. L’acqua come specchio dei ricordi, origine di nuove passioni, lavagna liquida dove le forme si dissolvono.

Nedda costruisce con i suoi ricordi e i suoi desideri un bosco vivo, ci osserva e arriva al nostro sguardo con il suo sguardo, percorrendo traiettorie sempre nuove di speranza, sorrisi che ricordano la spensierata vita mai vissuta di una bambina. Il bosco vacilla, trema, scosso dal vento, dalla tormenta scura alimentata dall’amore «contorto», dalla sofferenza di Tonio, dal brivido amaro di una passione respinta mai appagata. Il bosco brucia, viene cancellato, distrutto dal dolore di Canio; siamo vicini alla «morte» dei sentimenti di Canio.

Un lungo sospiro — è l’intermezzo, volti che osservano persi in uno sguardo che commuove — ti guarda dentro l’anima. Sono uomini e donne testimoni delle lacerazioni che stanno dilaniando altri uomini.

Non ha più senso recitare la solita Commedia, nulla sarà più come prima; il ricordo di ciò che hanno vissuto poche ore prima è indelebile, affiora implacabile e si legge nei loro sguardi.

Nedda recita il ruolo di una donna capace di orientarsi con caparbietà nei complessi equilibri amorosi. La vediamo prepararsi in attesa dell’amante dal quale ha appena ricevuto una lettera d’amore. Arlecchino è uno scaltro seduttore a cui poco importa la vita di Nedda, è il suo cuore che vuole spogliare e comprare, con costosi, squallidi regali. Taddeo è l’uomo che è disposto a tutto; a comando, soddisfa ogni desiderio di Nedda con l’intento di guadagnare preziosi minuti di carnale vicinanza. Pagliaccio annega il suo dolore nel bere, aiutato da Taddeo che gli porge, come se fosse una lama, un bicchiere dopo l’altro, colmo di vino.

Arlecchino, Colombina, Taddeo e Pagliaccio diventano esseri umani, le parole del solito copione ora diventano l’occasione per ferire, risvegliare ricordi amari, c’è poco di cui ridere. La morte non veste maschere.

Il Pubblico, da parte sua, vivrà due racconti paralleli: quello agito dai cantanti sul palcoscenico, dove gli elementi scenografici sono essenziali all’azione come le parole di un libro che descrivono paesaggi, atmosfere, ambientazioni (la parola «bosco» diventa il bosco che ognuno immagina); e quello visibile nello schermo led, dove invece la realtà aumentata rende visibili i sogni, i pensieri, le passioni, i tormenti dell’anima dei protagonisti della storia.

Cristian Taraborrelli · Comunicato stampa Teatro Carlo Felice, ottobre 2021

A dry, lifeless tree can be reborn through the tenacity and the strength of imagination of a child who waters it. Theatre too can be reborn: the energy is in the gaze of that child waiting for the first shoots to appear.

A man on stage, called the «Prologue», unexpectedly meets other men in the auditorium and shares with them this «orphan world»: deaths, sufferings, embraces denied… but it is time to begin to feel alive again, through the emotions that will ring out on the stage.

A theatre company arrives from the back of the stage and introduces itself, the costumes outline their characters, the footlights illuminate their faces — white, still without the souls of the figures who will «live» on the scene: Nedda, Canio, Tonio, Peppe, Silvio.

The scenic space is alive. The earth tells, through its signs, the becoming of emotions. Earth becomes the symbol of a violated freedom, of pitiless revenge that blinds. A circular sign that tells the complexity of the psyche. Water as a mirror of memory, origin of new passions, a liquid slate on which forms dissolve.

Nedda builds with her memories and desires a living wood; she observes us and reaches our gaze with her own, drawing always-new trajectories of hope, smiles recalling the carefree life of a girl that was never lived. The wood wavers, trembles, shaken by the wind, by the dark storm fed by «twisted» love, by Tonio’s suffering, by the bitter shiver of a passion rejected and never fulfilled. The wood burns; it is erased, destroyed by Canio’s pain. We are near the «death» of Canio’s feelings.

A long sigh — that is the intermezzo: faces lost in a gaze that moves you, that looks inside your soul. Men and women who witness the lacerations tearing apart other human beings.

There is no longer any sense in performing the usual Commedia: nothing will be as before. The memory of what they lived through a few hours earlier is indelible, surfacing implacably, readable in their gazes.

Nedda plays the role of a woman able to find her stubborn way through the complex balances of love. We see her preparing for the lover from whom she has just received a love letter. Arlecchino is a cunning seducer who cares little for Nedda’s life: it is her heart he wants to strip and buy, with costly, sordid gifts. Taddeo is the man ready for anything; on command, he satisfies every desire of Nedda’s in the hope of gaining precious minutes of carnal closeness. Pagliaccio drowns his pain in drink, helped by Taddeo, who hands him — as if it were a blade — one glass after another, filled with wine.

Arlecchino, Colombina, Taddeo and Pagliaccio become human beings. The lines of the usual script now turn into a chance to wound, to awaken bitter memories. There is little left to laugh about. Death wears no mask.

The audience, for its part, will live through two parallel narratives: the one enacted by the singers on the stage, where the scenographic elements are essential to the action like the words of a book describing landscapes, atmospheres, settings (the word «wood» becomes the wood that everyone imagines); and the one visible on the LED screen, where instead augmented reality makes visible the dreams, thoughts, passions, torments of the souls of the protagonists.

Cristian Taraborrelli · Press release, Teatro Carlo Felice, October 2021

Un arbre sec, sans vie, peut renaître grâce à la ténacité et à la force de l’imagination d’un enfant qui l’arrose. Le théâtre aussi peut renaître : l’énergie est dans le regard de cet enfant qui attend l’apparition des premiers bourgeons.

Un homme, sur scène, appelé «Prologue» rencontre à l’improviste d’autres hommes, dans la salle, et partage avec eux ce «monde orphelin» : les morts, les souffrances, les étreintes refusées… mais il est temps de recommencer à se sentir vivants, dans les émotions qui résonneront sur le plateau.

Une compagnie de théâtre arrive du fond et se présente, les costumes dessinent leurs caractères, les feux de la rampe illuminent leurs visages, blancs, encore dépourvus des âmes des personnages qui «vivront» en scène : Nedda, Canio, Tonio, Peppe, Silvio.

L’espace scénique est vivant. La terre raconte, par ses signes, le devenir des émotions. La terre devient le symbole d’une liberté violée, d’une vengeance impitoyable qui aveugle. Un signe circulaire qui dit la complexité de la psyché. L’eau comme miroir des souvenirs, origine de nouvelles passions, ardoise liquide où les formes se dissolvent.

Nedda construit avec ses souvenirs et ses désirs un bois vivant ; elle nous observe et arrive à notre regard avec le sien, parcourant des trajectoires sans cesse nouvelles d’espoir, des sourires qui rappellent la vie insouciante jamais vécue d’une enfant. Le bois vacille, tremble, secoué par le vent, par la tourmente sombre nourrie par l’amour «tordu», par la souffrance de Tonio, par le frisson amer d’une passion repoussée, jamais apaisée. Le bois brûle ; il est effacé, détruit par la douleur de Canio. Nous sommes proches de la «mort» des sentiments de Canio.

Un long soupir — c’est l’intermezzo : visages perdus dans un regard qui émeut, qui te regarde au fond de l’âme. Hommes et femmes témoins des déchirures qui déchirent d’autres hommes.

Il n’a plus de sens de jouer la Commedia habituelle ; rien ne sera plus comme avant. Le souvenir de ce qu’ils ont vécu quelques heures plus tôt est indélébile, il affleure, implacable, dans leurs regards.

Nedda joue le rôle d’une femme capable de s’orienter avec entêtement dans les équilibres complexes de l’amour. Nous la voyons se préparer en attendant l’amant dont elle vient de recevoir une lettre d’amour. Arlecchino est un séducteur rusé auquel la vie de Nedda importe peu : c’est son cœur qu’il veut dévêtir et acheter, avec des cadeaux coûteux et sordides. Taddeo est l’homme prêt à tout : sur commande, il satisfait chaque désir de Nedda pour gagner de précieuses minutes de proximité charnelle. Pagliaccio noie sa douleur dans la boisson, aidé par Taddeo, qui lui tend, comme une lame, un verre après l’autre, plein de vin.

Arlecchino, Colombina, Taddeo et Pagliaccio deviennent des êtres humains. Les mots du scénario habituel deviennent l’occasion de blesser, d’éveiller des souvenirs amers ; il y a peu de quoi rire. La mort ne porte pas de masque.

Le public, pour sa part, vivra deux récits parallèles : celui joué par les chanteurs sur le plateau, où les éléments scénographiques sont essentiels à l’action comme les mots d’un livre qui décrit paysages, atmosphères, décors (le mot «bois» devient le bois que chacun imagine) ; et celui visible sur l’écran LED, où la réalité augmentée rend visibles les rêves, les pensées, les passions, les tourments de l’âme des protagonistes.

Cristian Taraborrelli · Communiqué de presse, Teatro Carlo Felice, octobre 2021

Note di Direzione — Andriy Yurkevych

Cosa vorrebbe Nedda? Una vita tranquilla, senza dover vagabondare, senza trovarsi in circostanze precarie. La possibilità di avere una famiglia sana e tranquilla. E forse la vorrebbe anche Tonio.

Pagliacci, quest’opera dalla musica coloratissima, espressiva — una rarità in ambito musicale verista — mi colpisce sempre per la sua capacità di fare provare a chi l’ascolta emozioni vere, di coinvolgerlo nel profondo, ma anche di rendere lo spettatore partecipe di quanto accade sul palcoscenico: ed è la musica a fare sì che, se un personaggio tira fuori un coltello e uccide, ciascuno possa sentire la lama di questo coltello sul proprio collo.

Mi colpisce anche perché amplifica la mia capacità di sentire assieme ai personaggi, e provare empatia con essi, e sebbene io abbia soffocato molte volte assieme a Aida e Radames chiuso nella tomba, sia morto assieme a Mimì, mi sia disperato assieme a Rodolfo, abbia flirtato con Violetta, i personaggi di Pagliacci mi emozionano sempre moltissimo. La bellezza delle melodie, dell’orchestrazione, il teatro nel teatro, che si rispecchia anche nella musica: è un’opera tecnicamente sfidante, che richiede all’interprete molta sensibilità musicale e teatrale.

È la prima volta che lavoro a un progetto in realtà aumentata, mi sento molto responsabile, ma certo facilitato in questo compito grazie all’estrema professionalità delle masse artistiche e dei tecnici del Teatro Carlo Felice, dove mi sento sempre a casa.

A contrasto con Pagliacci, il brano di Francesco Filidei, assai complesso per l’orchestra, è un oggetto musicale completamente diverso, pensato come una composizione sinfonica, con un organico imponente caratterizzato da strumenti insoliti, che permettono di creare suoni irreali — sussurri, soffi, gridi, venti — che riescono a «bussare» alle nostre porte più profonde.

Ad accomunare le due opere, una riflessione sul destino di queste due donne, che in fondo hanno deciso di combattere e di morire per una passione, «per l’arte»: Nedda in senso drammaturgico, la Woodman in nome della perfezione.

Andriy Yurkevych · Direttore d’orchestra, Teatro Carlo Felice 2021

What would Nedda want? A quiet life, without having to wander, without finding herself in precarious circumstances. The possibility of a healthy, peaceful family. And perhaps Tonio would want it too.

Pagliacci, this opera of such vivid, expressive music — a rarity in verismo — always strikes me for its ability to make the listener feel genuine emotions, to involve them deeply, but also to make the spectator a part of what is happening on stage: it is the music that ensures that, if a character draws a knife and kills, each one of us feels the blade of that knife on our own neck.

It strikes me too because it amplifies my capacity to feel together with the characters and to empathise with them; and although I have many times choked alongside Aida and Radamès sealed in the tomb, died with Mimì, despaired with Rodolfo, flirted with Violetta, the characters of Pagliacci move me enormously every time. The beauty of the melodies, of the orchestration, the theatre-within-the-theatre that is mirrored in the music too: this is a technically demanding opera that requires from the interpreter great musical and theatrical sensitivity.

This is the first time I work on a project in augmented reality. I feel a great responsibility, but the task is made easier by the extreme professionalism of the artistic forces and technicians of the Carlo Felice, where I always feel at home.

In contrast with Pagliacci, Francesco Filidei’s piece, hugely complex for the orchestra, is a completely different musical object, conceived as a symphonic composition, with an imposing ensemble featuring unusual instruments that can create unreal sounds — whispers, breath, cries, winds — which manage to «knock» on our deepest doors.

What ties the two works together is a reflection on the destiny of these two women, who have, in the end, decided to fight and to die for a passion, «for art»: Nedda in a dramaturgical sense, Woodman in the name of perfection.

Andriy Yurkevych · Conductor, Teatro Carlo Felice 2021

Que voudrait Nedda ? Une vie tranquille, sans devoir errer, sans se trouver dans des circonstances précaires. La possibilité d’avoir une famille saine et paisible. Et peut-être Tonio le voudrait aussi.

Pagliacci, cet opéra à la musique très colorée, expressive — une rareté dans le vérisme — me frappe toujours pour sa capacité à faire ressentir des émotions véritables, à impliquer profondément l’auditeur, mais aussi à rendre le spectateur partie prenante de ce qui se passe sur scène : c’est la musique qui fait que, si un personnage tire un couteau et tue, chacun puisse sentir la lame de ce couteau sur son propre cou.

C’est la première fois que je travaille sur un projet en réalité augmentée ; je me sens très responsable, mais facilité dans cette tâche grâce à l’extrême professionnalisme des masses artistiques et des techniciens du Teatro Carlo Felice, où je me sens toujours chez moi.

Par contraste avec Pagliacci, la pièce de Francesco Filidei, très complexe pour l’orchestre, est un objet musical complètement différent, conçu comme une composition symphonique, avec un effectif imposant caractérisé par des instruments inhabituels, qui permettent de créer des sons irréels — chuchotements, souffles, cris, vents — qui réussissent à «frapper» à nos portes les plus profondes.

Ce qui rapproche les deux œuvres, c’est une réflexion sur le destin de ces deux femmes, qui au fond ont décidé de se battre et de mourir pour une passion, «pour l’art» : Nedda au sens dramaturgique, Woodman au nom de la perfection.

Andriy Yurkevych · Chef d’orchestre, Teatro Carlo Felice 2021

Foto di Scena

Antegenerale e generale 6–7 ottobre 2021 · Prima 8 ottobre 2021 · Teatro Carlo Felice, Genova Dress rehearsals 6–7 October 2021 · Premiere 8 October 2021 · Teatro Carlo Felice, Genoa Répétitions générales 6–7 octobre 2021 · Première 8 octobre 2021 · Teatro Carlo Felice, Gênes

Video

Costumi — Angela Buscemi

I figurini di Angela Buscemi per Pagliacci fondono la tradizione della commedia dell’arte con una sensibilità contemporanea. Ogni figurino cattura la doppia natura dei personaggi di Leoncavallo — artisti in scena e anime tormentate dietro la maschera — attraverso colori audaci, silhouette teatrali e dettagli d’epoca meticolosi, reimmaginati per una produzione dove realtà e illusione si intrecciano continuamente.

Angela Buscemi’s costume designs for Pagliacci blend the commedia dell’arte tradition with a contemporary sensibility. Each figurino captures the dual nature of Leoncavallo’s characters — performers on stage and tortured souls behind the mask — through bold colours, theatrical silhouettes, and meticulous period details reimagined for a production where reality and illusion constantly intertwine.

Les figurines d’Angela Buscemi pour Pagliacci mêlent la tradition de la commedia dell’arte avec une sensibilité contemporaine. Chaque figurine capture la double nature des personnages de Leoncavallo — artistes sur scène et âmes tourmentées derrière le masque — à travers des couleurs audacieuses, des silhouettes théâtrales et des détails d’époque méticuleux, réimaginés pour une production où réalité et illusion s’entrelacent constamment.

Il Luogo — Teatro Carlo Felice

Il Teatro Carlo Felice, intitolato al re Carlo Felice di Sardegna, è il principale teatro d’opera di Genova. Progettato dall’architetto Carlo Barabino, fu inaugurato il 7 aprile 1828 con la Bianca e Fernando di Bellini. Il teatro originale poteva ospitare 2.500 spettatori distribuiti su cinque ordini di 33 palchi ciascuno.

Quasi completamente distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale dai bombardamenti alleati del 1943 e 1944, sopravvisse solo la facciata neoclassica. Genova rimase senza il suo teatro principale per oltre 40 anni, ospitando le stagioni in un cinema adattato. La ricostruzione, guidata dall’architetto Aldo Rossi con Ignazio Gardella, conservò la facciata originale di Barabino creando un interno interamente moderno ispirato al Festspielhaus di Bayreuth di Wagner. Il teatro riaprì nel giugno 1991 con 2.000 posti e una torre scenica di 63 metri.

The Teatro Carlo Felice, named after King Charles Felix of Sardinia, is the principal opera house of Genoa. Designed by architect Carlo Barabino, it was inaugurated on 7 April 1828 with Bellini’s Bianca e Fernando. The original theatre could seat 2,500 spectators across five tiers of 33 boxes each.

Almost entirely destroyed during World War II by Allied bombings in 1943 and 1944, only the neoclassical facade survived. Genoa went over 40 years without its principal opera house, holding seasons in a converted cinema. The reconstruction, led by architect Aldo Rossi alongside Ignazio Gardella, preserved Barabino’s original facade while creating an entirely modern interior inspired by Wagner’s Bayreuth Festspielhaus. The theatre reopened in June 1991 with 2,000 seats and a 63-metre scenic tower.

Le Teatro Carlo Felice, nommé d’après le roi Charles-Félix de Sardaigne, est le principal opéra de Gênes. Conçu par l’architecte Carlo Barabino, il fut inauguré le 7 avril 1828 avec Bianca e Fernando de Bellini. Le théâtre original pouvait accueillir 2 500 spectateurs répartis sur cinq niveaux de 33 loges chacun.

Presque entièrement détruit pendant la Seconde Guerre mondiale par les bombardements alliés de 1943 et 1944, seule la façade néoclassique a survécu. Gênes est restée plus de 40 ans sans son théâtre principal, accueillant les saisons dans un cinéma reconverti. La reconstruction, dirigée par l’architecte Aldo Rossi aux côtés d’Ignazio Gardella, a conservé la façade originale de Barabino tout en créant un intérieur entièrement moderne inspiré du Festspielhaus de Bayreuth de Wagner. Le théâtre a rouvert en juin 1991 avec 2 000 places et une tour scénique de 63 mètres.

La Parata Luzzati — Centenario, 8 ottobre 2021

La prima del dittico, l’8 ottobre 2021, è preceduta da una parata-spettacolo che parte alle 18:45 da Via S. Lorenzo e arriva in Largo Sandro Pertini alle 19:15, transitando da Piazza De Ferrari. La parata sfila per le strade di Genova con i costumi di Emanuele Luzzati, in collaborazione con la Fondazione Luzzati — Teatro della Tosse, in occasione delle celebrazioni del centenario della nascita del grande scenografo e illustratore genovese (1921–2007).

Una doppia firma genovese, una doppia generazione che si saluta : i costumi storici di Luzzati, maestro del teatro popolare, della grafica d’animazione e della scenografia lirica del Novecento, aprono per le vie della città un Pagliacci che, all’interno del Teatro Carlo Felice, scrive una pagina nuova di scenografia con la prima opera al mondo in realtà aumentata 3D in tempo reale. Tradizione e innovazione, in dialogo, esattamente sopra la stessa pietra di Genova.

The premiere of the double bill on 8 October 2021 was preceded by a parade-performance setting off at 6:45 pm from Via S. Lorenzo and reaching Largo Sandro Pertini at 7:15 pm, passing through Piazza De Ferrari. The parade processed through the streets of Genoa wearing the costumes of Emanuele Luzzati, in collaboration with the Fondazione Luzzati — Teatro della Tosse, on the occasion of the celebrations for the centenary of the birth of the great Genoese designer and illustrator (1921–2007).

A double Genoese signature, two generations greeting each other: Luzzati’s historic costumes, master of popular theatre, animated graphics and twentieth-century opera design, open the streets of the city to a Pagliacci that, inside the Teatro Carlo Felice, writes a new page in scenography — the world’s first opera in real-time 3D augmented reality. Tradition and innovation, in dialogue, on the very same Genoese stone.

La première du diptyque, le 8 octobre 2021, a été précédée par une parade-spectacle partie à 18 h 45 de la Via S. Lorenzo et arrivée au Largo Sandro Pertini à 19 h 15, en passant par la Piazza De Ferrari. La parade a défilé dans les rues de Gênes avec les costumes d’Emanuele Luzzati, en collaboration avec la Fondazione Luzzati — Teatro della Tosse, à l’occasion des célébrations du centenaire de la naissance du grand scénographe et illustrateur gênois (1921–2007).

Une double signature gênoise, deux générations qui se saluent : les costumes historiques de Luzzati, maître du théâtre populaire, du graphisme d’animation et de la scénographie lyrique du XXe siècle, ouvrent dans les rues de la ville un Pagliacci qui, à l’intérieur du Teatro Carlo Felice, écrit une page nouvelle de scénographie : le premier opéra au monde en réalité augmentée 3D en temps réel. Tradition et innovation, en dialogue, sur la même pierre gênoise.

Team AR TV Rai 5 — trasmissione 16 dicembre 2021

Il 16 dicembre 2021 in prima serata, Rai 5 trasmette l’intero dittico Sull’essere angeli | Pagliacci con un ulteriore livello di realtà aumentata sviluppato in produzione dall’equipe di Rai Cultura. Per la prima volta uno spettacolo già nativo AR, costruito per il palco con scenografia virtuale 3D, è ulteriormente «aumentato» per la diffusione televisiva, con uno strato di immagine che lavora a un livello tassellare diverso da quello del LED wall in teatro.

Il dispositivo televisivo, su progetto editoriale e artistico di Francesca Nesler e cura di Nicola Pardini, è firmato per la regia televisiva da Claudia De Toma, con realtà aumentata di Davide Meda. Il direttore della fotografia è Carlo Stagnoli.

Lo spettacolo entra così nel palinsesto di Rai 5 e resta disponibile su RaiPlay : un caso di studio internazionale sulla soglia tra opera, realtà aumentata, regia televisiva.

On 16 December 2021 in prime time, Rai 5 broadcast the whole Sull’essere angeli | Pagliacci double bill with an additional layer of augmented reality developed in production by the Rai Cultura team. For the first time, a show that was already AR-native — built for the stage with virtual 3D scenography — was further «augmented» for television broadcast, with an image layer working on a different tessellation from the LED wall in the theatre.

The television device, on an editorial and artistic project by Francesca Nesler, curated by Nicola Pardini, is directed for television by Claudia De Toma, with augmented reality by Davide Meda. Director of photography Carlo Stagnoli.

The show thus entered the Rai 5 schedule and remains available on RaiPlay : an international case study on the threshold between opera, augmented reality and television direction.

Le 16 décembre 2021 en prime time, Rai 5 a diffusé l’ensemble du diptyque Sull’essere angeli | Pagliacci avec un niveau supplémentaire de réalité augmentée développé en production par l’équipe de Rai Cultura. Pour la première fois, un spectacle déjà natif RA, conçu pour la scène avec une scénographie virtuelle 3D, est encore «augmenté» pour la diffusion télévisuelle.

Le dispositif télévisuel, sur un projet éditorial et artistique de Francesca Nesler, curé par Nicola Pardini, est signé pour la réalisation TV par Claudia De Toma, avec réalité augmentée de Davide Meda. Directeur de la photographie : Carlo Stagnoli.

Le spectacle est entré ainsi dans la grille de Rai 5 et reste disponible sur RaiPlay : un cas d’étude international sur le seuil entre opéra, réalité augmentée et réalisation télévisuelle.

Curiosità

Prima opera al mondo con AR 3D in tempo reale. Pagliacci 2021 è la prima produzione nella storia dell’opera lirica a integrare la realtà aumentata 3D in uno spettacolo dal vivo. Un primato che ha aperto un nuovo capitolo nel rapporto tra tecnologia e arti performative e che è stato documentato dalla monografia internazionale The Scenographer — Theatrical Notebooks (SCSA, Londra, settembre 2022).

«Vesti la giubba» e Caruso, il primo milione di copie. L’aria di Canio nel finale del primo atto è la più famosa di Pagliacci. Nel 1907 Enrico Caruso la incise per la Victor Talking Machine Company di Camden, New Jersey: fu il primo disco al mondo a vendere un milione di copie. Da allora «ridi, Pagliaccio» è sinonimo del melodramma italiano nel mondo.

Cav & Pag — il dittico verista. Per durata e per affinità di stile, dalla fine dell’Ottocento Pagliacci è quasi sempre rappresentato in coppia con la Cavalleria Rusticana di Mascagni: due drammi brevi, popolari, sanguigni, manifesti del verismo musicale italiano. La produzione 2021 del Carlo Felice fa eccezione: Pagliacci è trasmesso da solo, in una serata-evento dedicata alla prima mondiale dell’AR.

AR e video mapping — che differenza c’è? Il videomapping proietta luce sopra una scenografia fisica esistente: la quinta è ancora dipinta, il pubblico ne vede gli spigoli, e l’immagine resta «piatta». La realtà aumentata 3D, invece, costruisce uno spazio virtuale tridimensionale che il programma adatta al punto di vista di ogni telecamera. Per il pubblico in sala il palco è verde; per chi guarda lo schermo, il palco è un mondo. La differenza non è solo tecnica: cambia il rapporto tra corpo, spazio e sguardo.

Carlo Felice ricostruito da Aldo Rossi, 1991. Il Teatro Carlo Felice resta chiuso dal 1944 al 1991: quasi mezzo secolo durante il quale Genova tiene le sue stagioni d’opera in un cinema adattato. La ricostruzione di Aldo Rossi conserva la facciata neoclassica originale di Carlo Barabino e crea un interno modernissimo ispirato al Festspielhaus di Bayreuth, con torre scenica di 63 metri. La Pagliacci 2021 inaugura la stagione di un teatro che è già di per sé un’opera di architettura.

SCSA London 2022 — la monografia. Nel settembre 2022 la rivista internazionale The Scenographer — Theatrical Notebooks (Society for the Study of Costume and Stage Architecture, Londra) dedica un quaderno monografico ai Pagliacci AR di Genova: cinque saggi internazionali ne analizzano lo spazio scenico, la drammaturgia video, la tecnologia AR, il costume e la cinematografia. La produzione entra nella bibliografia accademica della scenografia contemporanea.

La scenografia emotiva. «La scenografia è un moltiplicatore del sentimento», dice Taraborrelli. «Per me può essere anche un semplice telo rosso che diventa una passione. Devo raccontare la mia visione e farla arrivare alla gente.»

The world’s first opera in real-time 3D AR. Pagliacci 2021 was the first production in the history of opera to integrate 3D augmented reality into a live performance. A milestone that opened a new chapter in the relationship between technology and the performing arts, and one documented by the international monograph The Scenographer — Theatrical Notebooks (SCSA, London, September 2022).

«Vesti la giubba» and Caruso, the first million-seller. Canio’s first-act finale aria is the most famous in Pagliacci. In 1907 Enrico Caruso recorded it for the Victor Talking Machine Company in Camden, New Jersey: it became the first record in history to sell a million copies. Ever since, «laugh, Pagliaccio» has been a synonym worldwide for Italian melodrama.

Cav & Pag — the verismo double bill. Because of length and stylistic affinity, since the late nineteenth century Pagliacci has almost always been performed coupled with Mascagni’s Cavalleria Rusticana: two short, popular, full-blooded dramas, manifestos of Italian musical verismo. The 2021 Carlo Felice production was an exception: Pagliacci was given on its own, as a single-evening event dedicated to the AR world premiere.

AR vs video mapping — what’s the difference? Video mapping projects light onto an existing physical scenery: the wing flat is still painted, the audience sees its edges, and the image remains «flat». 3D augmented reality, by contrast, builds a three-dimensional virtual space that the software adapts to each camera viewpoint. For the audience in the auditorium the stage is green; for those watching the screen, the stage is a world. The difference is not only technical: it changes the relationship between body, space and gaze.

Carlo Felice rebuilt by Aldo Rossi, 1991. Teatro Carlo Felice was closed from 1944 to 1991: nearly half a century during which Genoa held its opera seasons in a converted cinema. Aldo Rossi’s reconstruction preserved Barabino’s original neoclassical facade and created a thoroughly modern interior inspired by Wagner’s Bayreuth Festspielhaus, with a 63-metre scenic tower. Pagliacci 2021 inaugurated the season of a theatre that is itself a work of architecture.

SCSA London 2022 — the monograph. In September 2022, the international journal The Scenographer — Theatrical Notebooks (Society for the Study of Costume and Stage Architecture, London) dedicated a monographic notebook to the Genoa AR Pagliacci: five international essays examined its scenic space, video dramaturgy, AR technology, costume and cinematography. The production has entered the academic bibliography of contemporary scenography.

Emotional set design. «Set design is a multiplier of emotion», says Taraborrelli. «For me it can be as simple as a red cloth that becomes passion. I must tell my vision and make it reach people.»

Premier opéra au monde en RA 3D temps réel. Pagliacci 2021 est la première production dans l’histoire de l’opéra à intégrer la réalité augmentée 3D dans une performance live. Un jalon qui a ouvert un nouveau chapitre dans la relation entre technologie et arts du spectacle, documenté par la monographie internationale The Scenographer — Theatrical Notebooks (SCSA, Londres, septembre 2022).

«Vesti la giubba» et Caruso, le premier million. L’air de Canio à la fin du premier acte est le plus célèbre de Pagliacci. En 1907, Enrico Caruso l’enregistra pour la Victor Talking Machine Company de Camden (New Jersey) : ce fut le premier disque au monde à dépasser le million d’exemplaires. Depuis, «ris, Pagliaccio» est synonyme du mélodrame italien dans le monde entier.

Cav & Pag — le diptyque vériste. Pour des raisons de durée et d’affinité stylistique, depuis la fin du XIXe siècle Pagliacci est presque toujours représenté en couplage avec la Cavalleria Rusticana de Mascagni : deux drames brefs, populaires, sanguins, manifestes du vérisme musical italien. La production 2021 du Carlo Felice fait exception : Pagliacci est diffusé seul, lors d’une soirée-événement consacrée à la création mondiale de la RA.

RA et vidéo mapping — quelle différence ? Le vidéo mapping projette de la lumière sur une scénographie physique existante : les coulisses sont encore peintes, le public en voit les arêtes, et l’image reste «plate». La réalité augmentée 3D, en revanche, construit un espace virtuel tridimensionnel que le logiciel adapte au point de vue de chaque caméra. Pour le public en salle, la scène est verte ; pour qui regarde l’écran, la scène est un monde. La différence n’est pas seulement technique : elle change le rapport entre corps, espace et regard.

Carlo Felice reconstruit par Aldo Rossi, 1991. Le Teatro Carlo Felice est resté fermé de 1944 à 1991 : près d’un demi-siècle pendant lequel Gênes a tenu ses saisons d’opéra dans un cinéma reconverti. La reconstruction d’Aldo Rossi a conservé la façade néoclassique originale de Barabino et créé un intérieur très moderne inspiré du Festspielhaus de Bayreuth, avec une tour scénique de 63 mètres. Pagliacci 2021 inaugure la saison d’un théâtre qui est lui-même une œuvre d’architecture.

SCSA Londres 2022 — la monographie. En septembre 2022, la revue internationale The Scenographer — Theatrical Notebooks (Society for the Study of Costume and Stage Architecture, Londres) consacre un cahier monographique aux Pagliacci RA de Gênes : cinq essais internationaux en analysent l’espace scénique, la dramaturgie vidéo, la technologie RA, le costume et la cinématographie. La production entre dans la bibliographie académique de la scénographie contemporaine.

La scénographie émotive. «La scénographie est un multiplicateur de l’émotion», dit Taraborrelli. «Pour moi, elle peut être aussi simple qu’un tissu rouge qui devient passion. Je dois raconter ma vision et la faire parvenir aux gens.»

I Collaboratori

Tenore — Canio (Pagliaccio)

Fabio Sartori

Tenore drammatico veneto, considerato uno dei più importanti tenori italiani della sua generazione, è specialista di Verdi e Puccini. Calca regolarmente il palcoscenico della Scala, del Metropolitan di New York, della Royal Opera House Covent Garden, della Wiener Staatsoper, dell’Opéra di Parigi e del Festival di Salisburgo, sotto bacchette del calibro di Riccardo Muti, Daniel Barenboim e Riccardo Chailly. Il suo Canio del Carlo Felice 2021 è un Pagliaccio di voce squillante e pasta drammatica intensa, perfettamente costruito per il dittico verismo-AR.

Soprano — Nedda (Colombina)

Serena Gamberoni

Soprano lirico-leggero veronese, debutta giovanissima alla Scala in Falstaff con Riccardo Muti. Da allora è ospite regolare delle principali stagioni italiane e internazionali (Maggio Musicale Fiorentino, La Fenice, Carlo Felice, Opéra de Lausanne, Opéra di Parigi) con un repertorio che attraversa Mozart, Donizetti, Puccini, Mascagni e Leoncavallo. Per Cristian Taraborrelli è già stata Adina nell’Elisir d’Amore e Norina nel Don Pasquale; la sua Nedda dei Pagliacci 2021 è un’eroina-uccello, fragilità e libertà nello stesso gesto vocale.

Baritono — Tonio (Taddeo)

Sebastian Catana

Baritono romeno di Bucarest, formatosi alla Universitatea Națională de Muzică e perfezionatosi negli Stati Uniti grazie alle borse del Met Lindemann Young Artist Development Program. Specialista del repertorio verdiano e verista (Rigoletto, Iago, Scarpia, Tonio, Alfio), è passato per il Met di New York, la Lyric Opera di Chicago, l’Opéra di Vienna, la San Francisco Opera, la Royal Opera House. Il suo Tonio del Carlo Felice 2021 firma il celeberrimo Prologo di Pagliacci con un fraseggio che riconcilia la tradizione belcantistica con il declamato verista.

Costumi

Angela Buscemi

Costumista e illustratrice, collaboratrice storica dello studio Taraborrelli. Per i Pagliacci AR firma figurini che vivono in due mondi insieme: il villaggio verista calabrese del 1865 e il palcoscenico aumentato del 2021. Maschere della commedia dell’arte, Arlecchino, Colombina, Pagliaccio, ma anche acrobati e ballerini in chiave contemporanea: ogni costume è pensato per dialogare con la luce del chroma key e con la scenografia virtuale che gli si compone alle spalle. Le sue tavole sono parte integrante della monografia SCSA London 2022.

Critico — The Scenographer

Bruno Di Marino

Storico e teorico dell’immagine in movimento, docente di storia del cinema e dei media all’Accademia di Belle Arti di Frosinone. Ha pubblicato studi fondamentali sull’intermedialità tra cinema, videoarte e arti performative (Sguardo Inconscio Azione, Hard Media, Pixel). È uno dei principali studiosi italiani del rapporto tra videoarte e teatro: il suo saggio nella monografia SCSA London 2022 dedicata ai Pagliacci AR è oggi tra i contributi accademici di riferimento sulla produzione.

Tenor — Canio (Pagliaccio)

Fabio Sartori

Veneto-born dramatic tenor, considered one of the leading Italian tenors of his generation, a specialist of Verdi and Puccini. He sings regularly at La Scala, the Metropolitan in New York, the Royal Opera House Covent Garden, the Wiener Staatsoper, the Opéra de Paris and the Salzburg Festival, under the batons of Riccardo Muti, Daniel Barenboim and Riccardo Chailly. His 2021 Carlo Felice Canio is a Pagliaccio of ringing voice and intense dramatic colour, perfectly built for the verismo-AR double bill.

Soprano — Nedda (Colombina)

Serena Gamberoni

Veronese lyric-leggero soprano, who made her early debut at La Scala in Falstaff under Riccardo Muti. Since then she has been a regular guest of the major Italian and international seasons (Maggio Musicale Fiorentino, La Fenice, Carlo Felice, Opéra de Lausanne, Opéra de Paris), with a repertoire embracing Mozart, Donizetti, Puccini, Mascagni and Leoncavallo. For Cristian Taraborrelli she has already been Adina in L’Elisir d’Amore and Norina in Don Pasquale; her 2021 Nedda is a bird-heroine, fragility and freedom in the same vocal gesture.

Baritone — Tonio (Taddeo)

Sebastian Catana

Romanian baritone from Bucharest, trained at the Universitatea Națională de Muzică and further refined in the United States through the Met Lindemann Young Artist Development Program. A specialist of Verdi and verismo (Rigoletto, Iago, Scarpia, Tonio, Alfio), he has appeared at the Metropolitan, Lyric Opera of Chicago, Wiener Staatsoper, San Francisco Opera, Royal Opera House. His 2021 Carlo Felice Tonio delivers the famous Pagliacci Prologue with a phrasing that reconciles the bel canto tradition with verismo declamation.

Costumes

Angela Buscemi

Costume designer and illustrator, longstanding collaborator of the Taraborrelli studio. For AR Pagliacci she signs figurini that live in two worlds at once: the verismo Calabrian village of 1865 and the augmented stage of 2021. Commedia dell’arte masks — Arlecchino, Colombina, Pagliaccio — alongside acrobats and dancers in a contemporary key: every costume is conceived to dialogue with the chroma key light and with the virtual set that composes itself behind it. Her plates are part of the SCSA London 2022 monograph.

Critic — The Scenographer

Bruno Di Marino

Historian and theoretician of the moving image, professor of cinema and media history at the Accademia di Belle Arti in Frosinone. He has published key studies on intermediality between cinema, video art and the performing arts (Sguardo Inconscio Azione, Hard Media, Pixel). One of the leading Italian scholars on the relationship between video art and theatre, his essay in the SCSA London 2022 monograph dedicated to AR Pagliacci is now among the reference academic contributions on the production.

Ténor — Canio (Pagliaccio)

Fabio Sartori

Ténor dramatique vénète, considéré comme l’un des plus importants ténors italiens de sa génération, spécialiste de Verdi et de Puccini. Il chante régulièrement à la Scala, au Metropolitan de New York, à la Royal Opera House Covent Garden, au Wiener Staatsoper, à l’Opéra de Paris et au Festival de Salzbourg, sous les baguettes de Riccardo Muti, Daniel Barenboim et Riccardo Chailly. Son Canio du Carlo Felice 2021 est un Pagliaccio à la voix éclatante et au phrasé dramatique intense, parfaitement conçu pour le diptyque vérisme-RA.

Soprano — Nedda (Colombina)

Serena Gamberoni

Soprano lyrique-léger véronaise, elle débute jeune à la Scala dans Falstaff sous Riccardo Muti. Depuis, elle est invitée régulière des grandes saisons italiennes et internationales (Maggio Musicale Fiorentino, La Fenice, Carlo Felice, Opéra de Lausanne, Opéra de Paris), avec un répertoire allant de Mozart à Donizetti, Puccini, Mascagni et Leoncavallo. Pour Cristian Taraborrelli, elle a déjà chanté Adina dans L’Elisir d’Amore et Norina dans Don Pasquale ; sa Nedda 2021 est une héroïne-oiseau, fragilité et liberté dans le même geste vocal.

Baryton — Tonio (Taddeo)

Sebastian Catana

Baryton roumain de Bucarest, formé à l’Universitatea Națională de Muzică et perfectionné aux États-Unis grâce aux bourses du Met Lindemann Young Artist Development Program. Spécialiste du répertoire verdien et vériste (Rigoletto, Iago, Scarpia, Tonio, Alfio), il a chanté au Metropolitan, à la Lyric Opera de Chicago, à l’Opéra de Vienne, à San Francisco Opera, à la Royal Opera House. Son Tonio du Carlo Felice 2021 livre le célèbre Prologue avec un phrasé qui réconcilie la tradition belcantiste et le déclamé vériste.

Costumes

Angela Buscemi

Costumière et illustratrice, collaboratrice de longue date du studio Taraborrelli. Pour les Pagliacci RA, elle signe des figurines qui vivent dans deux mondes en même temps : le village vériste calabrais de 1865 et la scène augmentée de 2021. Masques de la commedia dell’arte — Arlecchino, Colombina, Pagliaccio — mais aussi acrobates et danseurs en clé contemporaine : chaque costume est pensé pour dialoguer avec la lumière du chroma key et avec le décor virtuel qui se compose dans son dos. Ses planches font partie intégrante de la monographie SCSA Londres 2022.

Critique — The Scenographer

Bruno Di Marino

Historien et théoricien de l’image en mouvement, professeur d’histoire du cinéma et des médias à l’Académie des Beaux-Arts de Frosinone. Il a publié des études essentielles sur l’intermédialité entre cinéma, vidéo art et arts du spectacle (Sguardo Inconscio Azione, Hard Media, Pixel). L’un des principaux chercheurs italiens sur le rapport entre vidéo art et théâtre : son essai dans la monographie SCSA Londres 2022 consacrée aux Pagliacci RA est aujourd’hui parmi les contributions académiques de référence sur la production.

Pubblicazione Internazionale — The Scenographer, SCSA Londra 2022

Nel settembre 2022, The Scenographer — Theatrical Notebooks (SCSA — Study Centre Scenic Arts, Londra) dedica un quaderno monografico al titolo Augmented Reality Breaks Into Opera. Cristian Taraborrelli, Stage and Creative Director: 22 pagine con sette saggi internazionali bilingui (IT/EN) che analizzano i Pagliacci AR. Editore Maria Harman, grafica Paolo Felici. Contributi di Bruno Di Marino, Paolo Fizzarotti, Angela Buscemi, Carlo Stagnoli, Luca Attilii, Alessandro Paparatti e Fabio Massimo Iaquone. In September 2022 The Scenographer — Theatrical Notebooks (SCSA — Study Centre Scenic Arts, London) dedicates a monographic notebook to the title Augmented Reality Breaks Into Opera. Cristian Taraborrelli, Stage and Creative Director: 22 pages with seven international bilingual essays (IT/EN) examining the AR Pagliacci. Associate editor Maria Harman, graphic design Paolo Felici. Contributions from Bruno Di Marino, Paolo Fizzarotti, Angela Buscemi, Carlo Stagnoli, Luca Attilii, Alessandro Paparatti and Fabio Massimo Iaquone. En septembre 2022, The Scenographer — Theatrical Notebooks (SCSA — Study Centre Scenic Arts, Londres) consacre un cahier monographique au titre Augmented Reality Breaks Into Opera. Cristian Taraborrelli, Stage and Creative Director : 22 pages avec sept essais internationaux bilingues (IT/EN). Éditeur associé Maria Harman, graphisme Paolo Felici. Contributions de Bruno Di Marino, Paolo Fizzarotti, Angela Buscemi, Carlo Stagnoli, Luca Attilii, Alessandro Paparatti et Fabio Massimo Iaquone.

Saggio 01 · Pagliacci reali, Pagliacci virtuali

« L’opera lirica è una forma d’arte in continua evoluzione. [...] E’ la prima volta che ciò accade in Italia e forse anche all’estero, se si eccettuano gli allestimenti di questo tipo alla Comische Oper di Berlino. »

« Il proscenio si trasforma anche in un teatro di posa, dove l’artificio stesso diventa parte della rappresentazione, secondo quello che possiamo considerare un meta-linguaggio, in cui la regia che ha un’impostazione volutamente televisiva si mescola alla videoarte e anche al cinema (pensiamo ad alcune citazioni nascoste, da David Lynch a Derek Jarman). »

« Se cioè Pagliacci è già teatro nel teatro, con la AR i piani della rappresentazione si triplicano. La voce dei cantanti risuona hic et nunc nello spazio fisico, ma i loro gesti acquistano senso solo nel multiverso della realtà aumentata. I pagliacci di Taraborrelli vivono, sdoppiati, su questo crinale, all’incrocio tra la lunga e gloriosa tradizione della lirica indicandoci al tempo stesso una nuova prospettiva futura, smaterializzata, la visione di un’opera d’arte totale che non ha paura di innovarsi tecnologicamente. »

« Opera is a constantly evolving art form. [...] This is the first time this has happened in Italy, and perhaps even abroad, with the exception of similar productions at the Comische Oper in Berlin. »

« The proscenium is also transformed into a studio theatre, where the artifice itself becomes part of the performance, according to what can be considered a meta-language, in which the intentionally televisual direction is intermixed with video art and even cinema (with some covert references, from David Lynch to Derek Jarman). »

« If Pagliacci is already theatre within theatre, with AR the layers of representation are tripled. The singers’ voices resound hic et nunc in physical space, but their gestures acquire meaning only in the multiverse of augmented reality. Taraborrelli’s ‘clowns’ live, doubled, on this liminal cusp, at the crossroads of the long and glorious tradition of opera, while pointing us towards a new, dematerialised future, the vision of a total work of art that is not afraid to innovate through technology. »

« L’opéra est une forme d’art en constante évolution. [...] C’est la première fois que cela se produit en Italie et peut-être même à l’étranger, à l’exception de productions similaires à la Comische Oper de Berlin. »

« Si Pagliacci est déjà théâtre dans le théâtre, avec la RA les plans de la représentation se triplent. Les voix des chanteurs résonnent hic et nunc dans l’espace physique, mais leurs gestes ne prennent sens que dans le multivers de la réalité augmentée. »

Bruno Di Marino, storico dei media, AABA Frosinone · The Scenographer, SCSA London, settembre 2022

Saggio 02 · La realtà aumentata irrompe nell’opera lirica

« Cristian Taraborrelli nel suo Pagliacci lavora per addizione: crea un vero prodotto multimediale, utilizzabile su varie piattaforme, senza nulla togliere alla potenza originaria dell’opera di Leoncavallo e del melodramma in generale. »

« Questo Pagliacci prevede tre diversi livelli di rappresentazione scenica. C’è la realtà fisica, con gli oggetti di scena che vedono e toccano i cantanti. Poi c’è la realtà aumentata che vedono gli spettatori in sala. Il terzo livello è invece fruibile solo da casa, con un computer o una televisione: grazie a un’ulteriore elaborazione multimediale vengono inseriti altre quinte e altri oggetti scenici. »

« Taraborrelli è un visionario scenico che utilizza la tecnologia più evoluta per portare a un livello superiore l’interazione tra spettatore e attore/cantante. Con il suo lavoro trascende la materia, la crea dove non c’è e la rende iper-reale, e quindi assoluta. »

« Cristian Taraborrelli in his Pagliacci operates by addition: he creates a true multimedia product, applicable on a variety of platforms, without detracting from the original power of Leoncavallo’s opera and melodrama in general. »

« This Pagliacci has three different levels of scenic representation. There is the physical reality, with the props that the singers can see and touch. Then there is the augmented reality that the spectators in the auditorium can see. The third level, on the other hand, is only accessible from home, through a computer or a television: thanks to additional multimedia processing, other backdrops and scenic objects are integrated. »

« Taraborrelli is a scenic visionary who uses the most advanced technology to take the interaction between spectator and actor/singer to a higher level. With his approach he transcends matter, creates it where it does not exist and makes it hyper-real and therefore absolute. »

« Dans son Pagliacci, Cristian Taraborrelli travaille par addition : il crée un véritable produit multimédia, utilisable sur diverses plateformes, sans rien retirer à la puissance originelle de l’opéra de Leoncavallo. »

« Taraborrelli est un visionnaire de la scène qui utilise la technologie la plus avancée pour porter à un niveau supérieur l’interaction entre spectateur et acteur/chanteur. »

Paolo Fizzarotti, critico musicale · The Scenographer, SCSA London, settembre 2022

Saggio 03 · Il ruolo del costume nella realtà aumentata

« Da sempre, amo moltissimo Pagliacci. Ne apprezzo la musica struggente e la storia disperatamente umana, la sua poetica e la sua struttura emozionante al primo ascolto, unica nel suo genere. »

« Per il Teatro Carlo Felice, Cristian Taraborrelli ha pensato Pagliacci in una chiave scenica innovativa. [...] I costumi svolgono un ruolo fondamentale, perché devono funzionare con la realtà virtuale ma anche e, soprattutto, ‘raccontare i personaggi’, anche in totale assenza di impianto scenografico. »

« Nei costumi c’è il ricordo della malinconica bellezza del film ‘L’angelo azzurro’ di Sternberg; non vi sono riferimenti temporali significanti, ma solo l’evocazione di un linguaggio surreale in uno spazio virtuale dell’anima. [...] Il verismo ottocentesco si evolve così in verità assoluta, esce dal raccontato e si concretizza davanti ai nostri occhi, sfumando i suoi confini in un gioco dal sapore pirandelliano. »

« I have always loved Pagliacci very much. I appreciate its poignant music and desperately human story, its poetics and its unique structure, which is thrilling at first hearing. »

« For the Teatro Carlo Felice, Cristian Taraborrelli conceived Pagliacci in an innovative scenic key. [...] The costumes play a fundamental role, because they have to work with virtual reality but also, and above all, ‘tell the story of the characters’, even in the total absence of a set design. »

« The costumes are reminiscent of the melancholic beauty of Sternberg’s film The Blue Angel; there are no significant temporal references, only the evocation of a surreal language in a virtual space of the soul. [...] Nineteenth-century realism thus evolves into absolute truth, leaving the story and becoming concrete before our eyes, blurring its boundaries in a game with a Pirandellian touch. »

« Depuis toujours, j’aime énormément Pagliacci. J’en apprécie la musique poignante et l’histoire désespérément humaine, sa poétique et sa structure unique. »

« Dans les costumes, il y a le souvenir de la beauté mélancolique du film ‘L’Ange bleu’ de Sternberg ; le vérisme du XIXe siècle évolue ainsi en vérité absolue, dans un jeu à la saveur pirandellienne. »

Angela Buscemi, costume designer · The Scenographer, SCSA London, settembre 2022

Saggio 04 · L’Opera e la realtà aumentata: le soluzioni del Direttore della Fotografia

« Quando RAI Cultura mi ha proposto di partecipare alla realizzazione televisiva dell’opera Pagliacci al Teatro Carlo Felice di Genova, aveva in serbo una sorpresa: la ‘realtà aumentata’! Questa tecnica è normalmente in uso nei nostri studi ed è molto efficace e d’impatto visivo, ma ora mi era proposta per un’opera lirica; e per di più in teatro! »

« Nel secondo atto si è ‘osato’ di più prolungando il fondale croma anche al pavimento. [...] Qui l’uso ponderato dei controluci ha risolto questo problema. Poi… il tasto Rec e l’apertura del sipario hanno compiuto la loro magia. »

« When RAI Cultura asked me to take part in the television production of the opera Pagliacci at the Carlo Felice Theatre in Genoa, they had a surprise in store: ‘augmented reality’! This technology is normally used in our studios and is very effective and visually striking, but now I would be using it for an opera, and in a theatre! »

« In the second act, the more daring decision was made to extend the chroma backdrop to the floor. [...] Then... the Rec button and the opening of the curtain worked their magic. »

« Quand RAI Cultura m’a proposé de participer à la réalisation télévisuelle de Pagliacci au Teatro Carlo Felice, ils avaient une surprise en réserve : la ‘réalité augmentée’ ! [...] Puis… la touche Rec et l’ouverture du rideau ont opéré leur magie. »

Carlo Stagnoli, direttore della fotografia RAI · The Scenographer, SCSA London, settembre 2022

Saggio 05 · La drammaturgia video delle proiezioni

« Progettare con Cristian la drammaturgia video delle proiezioni è stato molto interessante, in quanto da subito il suo approccio è stato quello di decontestualizzare e destrutturare il mezzo video/videoproiezione come lo abbiamo sempre visto in queste ultime due decadi a teatro. »

« Immagini iconiche per raccontare stati d’animo, come la disperazione di Canio in una sfera gigante con forte riferimento alle installazioni di Tony Oursler o la presentazione surreale della compagnia… »

« Cristian ed io ci siamo divertiti e meravigliati nel costruire questi personaggi e quadri emotivi e ogni volta è sempre una sorpresa riscoprire come quello che tacitamente hai provato poi venga ricondiviso e vissuto da altre persone. »

« Devising the video dramaturgy of the projections with Cristian was very interesting as his approach from the outset was to decontextualize and deconstruct the video/projection medium as we have been used to seeing it over the last two decades in theatre. »

« Iconic images to narrate states of mind, such as Canio’s despair depicted in a giant sphere with a clear reference to Tony Oursler’s installations, or the troupe’s surreal presentation… »

« Cristian and I had a lot of fun and were thrilled at the creation of these characters and emotive schemata, and each time it is always a surprise to discover how what you felt tacitly is then shared and experienced by other people. »

« Concevoir avec Cristian la dramaturgie vidéo des projections a été très intéressant : son approche dès le début a été de décontextualiser et déstructurer le médium vidéo comme nous l’avons toujours vu au théâtre ces deux dernières décennies. »

Luca Attilii, video designer · The Scenographer, SCSA London, settembre 2022

Saggio 06 · Progetto Pagliacci, Tecnologia AR

« E’ stata la parte più innovativa del progetto di Cristian che ha rappresentato la vera sfida tecnica, qualcosa che in effetti in teatro durante un’opera lirica non si era mai fatto prima, l’augmented reality in real time. »

« Il famosissimo motore grafico Unreal Engine della Epic Games, un software 3D che per poter funzionare al massimo delle sue potenzialità richiedeva delle idonee workstation dotate di processori grafici molto potenti. [...] Le regie diventavano due sia per velocizzare le operazioni sia per garantire, in caso di malfunzionamenti, un backup a caldo del sistema. »

« Siamo riusciti a mettere in scena l’opera così come era stata immaginata e progettata e l’effetto è stato incredibile anche per noi addetti ai lavori. E’ stata una grande fatica ma coronata da una grande soddisfazione per quanto si è riusciti a realizzare. »

« It was the most innovative part of Cristian’s project that represented the real technical challenge, something that had never before been done in the theatre during an opera: augmented reality in real time. »

« The renowned Unreal Engine graphic engine by Epic Games, a 3D software that, in order to work to its full potential, required dedicated workstations equipped with very powerful graphic processors. [...] The direction became a dual process, not just to speed up operations but also to ensure, in case of malfunctions, a hot backup of the system. »

« We succeeded, not without some difficulty, in staging the opera as it had been conceived and designed, and the overall effect was incredible even for us professionals. »

« C’est la partie la plus innovante du projet de Cristian qui a représenté le véritable défi technique, quelque chose qui n’avait jamais été fait au théâtre durant un opéra : la réalité augmentée en temps réel. »

Alessandro Paparatti, Multi Media Mood · The Scenographer, SCSA London, settembre 2022

Saggio 07 · Realtà aumentata: bypassare gli effetti speciali

« Il lavoro svolto con Cristian Taraborrelli per Pagliacci è stato un vortice. Un vortice di idee, un vortice di possibilità, un vortice di tecnologia e creatività. »

« Cristian Taraborrelli è un regista che ha la grande capacità di essere un grande visionario. Di capire subito l’alfabeto proposto, di assumerlo e cominciare a parlare lo stesso linguaggio, come se avesse avuto un percorso parallelo di esperienze e formazione. È un camaleonte. »

« Sapevamo che stavamo entrando in un varco sconfinato e di seguire un tracciato verso un autentico bel traguardo finale portando questo Pagliacci ad uscire dallo spazio fisico delle mura del teatro. Ora bisogna avere grandi occhi, grandi orecchie e grandi mani per afferrarlo perché corre come il futuro. »

« The work undertaken with Cristian Taraborrelli for Pagliacci has been a vortex. A vortex of ideas, a vortex of possibilities, a vortex of technology and creativity. »

« Cristian Taraborrelli is a director who has the exceptional ability to be a great visionary. He instantly comprehends the conceptual alphabet, takes it on board and begins to speak the same language, as if he had a parallel path of experience and training. He is a chameleon. »

« We knew that we were entering a boundless passage and following a path towards a truly beautiful milestone by bringing this Pagliacci out of the physical space of the theatre walls. Now you need to have large eyes, big ears and broad hands to grasp it because it speeds like the future. »

« Le travail entrepris avec Cristian Taraborrelli pour Pagliacci a été un tourbillon. Un tourbillon d’idées, de possibilités, de technologie et de créativité. »

« Cristian Taraborrelli est un metteur en scène qui a la grande capacité d’être un grand visionnaire. C’est un caméléon. »

Fabio Massimo Iaquone, video artist · The Scenographer, SCSA London, settembre 2022

Stampa & Recensioni

« La ‘realtà aumentata’ — grazie a un green screen — ci permette di vedere le scene in una doppia versione: quella ‘nuda’ e quella con il mondo e gli ambienti dietro le sue spalle. Questa rappresentazione al Carlo Felice è piena di valori aggiunti. » « The ‘augmented reality’ — thanks to a green screen — allows us to see the scenes in a double version: the ‘naked’ one and the version with the world and settings behind its back. This performance at the Carlo Felice is full of added values. » « La ‘réalité augmentée’ — grâce à un green screen — nous permet de voir les scènes en double version : la ‘nue’ et celle avec le monde et les décors dans son dos. Cette représentation au Carlo Felice est pleine de valeurs ajoutées. »

Massimiliano Lussana · 2021

« Bellissimi i costumi di Angela Buscemi… » « Very beautiful the costumes by Angela Buscemi… » « Très beaux les costumes d’Angela Buscemi… »

Barbara Catellani · Opera Click, 2021

« Costumi luminosi e colorati… » « Bright and colourful costumes… » « Costumes lumineux et colorés… »

Emanuela Mortari · Genova24.it, 2021

Team Creativo

Regia e Scenografia Cristian Taraborrelli
Costumi Angela Buscemi
Direttore d'Orchestra Andriy Yurkevych
Videoproiezioni Luca Attilii
Realtà Aumentata (palco) Alessandro Paparatti (Multi Media Mood)
Maestro del Coro Francesco Aliberti
Maestro del Coro di voci bianche Gino Tanasini
Regia televisiva (Rai 5) Claudia De Toma
Realtà Aumentata TV (Rai 5) Davide Meda
Progetto editoriale e artistico TV Francesca Nesler
Cura TV Nicola Pardini
Aiuto Regista Daniel Kosttás
Direttore della Fotografia (Rai) Carlo Stagnoli
Direzione Tecnica Luciano Novelli
Produzione Fondazione Teatro Carlo Felice
in collaborazione con Rai Cultura
Trasmissione Rai 5 (dicembre 2021) · RaiPlay

Cast Principale

Canio (Pagliaccio) — tenore Fabio Sartori / Sergio Escobar
Nedda (Colombina) — soprano Serena Gamberoni / Angela Nisi
Tonio (Taddeo) — baritono Sebastian Catana / Federico Longhi
Silvio — baritono Marcello Rosiello / Michele Patti
Peppe (Arlecchino) — tenore Matteo Falcier / Nico Franchini

Apparato critico

«Vesti la giubba e la faccia infarina. La gente paga e rider vuole qua.»

Pagliacci, aria di Canio — Atto I, Leoncavallo 1892

«La realtà aumentata in Pagliacci non è un effetto speciale: è il terzo livello drammaturgico dell'opera. Cantanti, scenografia, immagine in AR: tre piani che dialogano in tempo reale.»

«Augmented reality in Pagliacci is not a special effect: it is the third dramaturgical layer of the opera. Singers, set, AR image: three planes dialoguing in real time.»

«La réalité augmentée dans Pagliacci n'est pas un effet spécial : c'est le troisième niveau dramaturgique de l'opéra.»

Cristian Taraborrelli — SCSA London 2022, Pagliacci & Augmented Reality

«Se cioè Pagliacci è già teatro nel teatro, con la AR i piani della rappresentazione si triplicano. La voce dei cantanti risuona hic et nunc nello spazio fisico, ma i loro gesti acquistano senso solo nel multiverso della realtà aumentata.»

«If Pagliacci is already theatre within theatre, with AR the layers of representation are tripled. The singers’ voices resound hic et nunc in physical space, but their gestures acquire meaning only in the multiverse of augmented reality.»

«Si Pagliacci est déjà théâtre dans le théâtre, avec la RA les plans de la représentation se triplent.»

Bruno Di Marino — The Scenographer, SCSA London, settembre 2022 (verbatim)

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