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Pagliacci — regia e scenografia di Cristian Taraborrelli, Teatro Carlo Felice Genova 2021, prima opera al mondo con realtà aumentata 3D in tempo reale

Teatro · Opera · Realtà Aumentata · 2021

Pagliacci

AR Breaks into Opera

Ruggero Leoncavallo · Teatro Carlo Felice, Genova · 2021

Genova, novembre 2021. La prima opera lirica al mondo con realtà aumentata. Cento trent'anni di Pagliacci attraversati da un livello di immagine che non era mai stato sul palco. Verismo + AR: l'incontro che il melodramma aspettava.

Genoa, November 2021. The first opera in the world with augmented reality. One hundred and thirty years of Pagliacci crossed by a layer of image never before staged. Verismo + AR: the encounter melodrama was waiting for.

Gênes, novembre 2021. Le premier opéra au monde avec réalité augmentée. Cent trente ans de Pagliacci traversés par un niveau d'image jamais monté en scène.

Nel 2021 il Teatro Carlo Felice di Genova inaugura la stagione con una straordinaria produzione dei Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, realizzata in collaborazione con Rai Cultura. La regia e la scenografia di Cristian Taraborrelli firmano una vera rivoluzione nell’esperienza teatrale: per la prima volta nella storia dell’opera lirica, la realtà aumentata in 3D in tempo reale entra in scena come strumento drammaturgico, non come effetto speciale.

Il palcoscenico diventa uno spazio emozionale tridimensionale che dissolve i confini tra realtà fisica e immaginazione. La scenografia interamente virtuale viene ricostruita in tempo reale dietro gli interpreti, cambiando in funzione delle angolazioni di cinque telecamere e offrendo una prospettiva mobile che restituisce ai cantanti una libertà di movimento impossibile con qualunque fondale dipinto. I costumi di Angela Buscemi fondono commedia dell’arte e contemporaneità, vestendo la doppia natura dei personaggi di Leoncavallo — artisti in scena, anime tormentate dietro la maschera.

Il cast riunisce il tenore Fabio Sartori (Canio), il soprano Serena Gamberoni (Nedda), il baritono Sebastian Catana (Tonio), Marcello Rosiello (Silvio) e Matteo Falcier (Peppe), sotto la direzione musicale di Andriy Yurkevych. Lo spettacolo è stato trasmesso da Rai 5 nel dicembre 2021 e reso disponibile in streaming su RaiPlay.

In 2021 the Teatro Carlo Felice in Genoa inaugurated its season with an extraordinary production of Pagliacci by Ruggero Leoncavallo, created in collaboration with Rai Cultura. Directed and designed by Cristian Taraborrelli, the staging marked a genuine revolution in the theatrical experience: for the first time in the history of opera, real-time 3D augmented reality entered the stage as a dramaturgical tool, not as a special effect.

The stage became a three-dimensional emotional space, dissolving the boundary between physical reality and imagination. The entirely virtual scenery was reconstructed in real time behind the performers, shifting with the angles of five cameras to offer a mobile perspective that restored to the singers a freedom of movement impossible with any painted backdrop. Angela Buscemi’s costumes weave commedia dell’arte and contemporaneity, dressing the double nature of Leoncavallo’s characters — artists on stage, tormented souls behind the mask.

The cast brought together tenor Fabio Sartori (Canio), soprano Serena Gamberoni (Nedda), baritone Sebastian Catana (Tonio), Marcello Rosiello (Silvio) and Matteo Falcier (Peppe), under the baton of Andriy Yurkevych. The production was broadcast by Rai 5 in December 2021 and streamed on RaiPlay.

En 2021, le Teatro Carlo Felice de Gênes inaugure sa saison avec une production extraordinaire de Pagliacci de Ruggero Leoncavallo, en collaboration avec Rai Cultura. La mise en scène et la scénographie de Cristian Taraborrelli signent une véritable révolution théâtrale : pour la première fois dans l’histoire de l’opéra, la réalité augmentée 3D en temps réel entre en scène comme outil dramaturgique, non comme effet spécial.

Le plateau devient un espace émotionnel tridimensionnel, dissolvant la frontière entre réalité physique et imagination. Le décor entièrement virtuel est reconstruit en temps réel derrière les interprètes, évoluant selon les angles de cinq caméras pour offrir une perspective mobile qui rend aux chanteurs une liberté de mouvement impossible avec toute toile peinte. Les costumes d’Angela Buscemi tissent commedia dell’arte et contemporanéité, habillant la double nature des personnages de Leoncavallo — artistes en scène, âmes tourmentées derrière le masque.

La distribution réunit le ténor Fabio Sartori (Canio), la soprano Serena Gamberoni (Nedda), le baryton Sebastian Catana (Tonio), Marcello Rosiello (Silvio) et Matteo Falcier (Peppe), sous la direction d’Andriy Yurkevych. La production a été diffusée par Rai 5 en décembre 2021 et mise en streaming sur RaiPlay.

Compositore

Ruggero Leoncavallo
(1857–1919)

Libretto

Ruggero Leoncavallo

Prima assoluta

Teatro Dal Verme, Milano · 21 maggio 1892

Teatro

Teatro Carlo Felice, Genova

Anno

2021

Regia e Scenografia

Cristian Taraborrelli

Direttore d'orchestra

Andriy Yurkevych

Costumi

Angela Buscemi

Videoproiezioni

Luca Attilii

Produzione

Teatro Carlo Felice
Rai Cultura

Streaming

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L'Opera — Leoncavallo e il verismo

Pagliacci è il dramma in due atti che Ruggero Leoncavallo, napoletano di nascita ma calabrese d’adozione, scrive di getto su libretto proprio nell’estate del 1891. La prima assoluta va in scena al Teatro Dal Verme di Milano il 21 maggio 1892 sotto la bacchetta di un giovane Arturo Toscanini: è un trionfo immediato che fa di Leoncavallo, da un giorno all’altro, una stella del verismo musicale italiano insieme a Mascagni.

L’invenzione drammaturgica è di una violenza geniale: una compagnia di guitti girovaghi arriva in un villaggio calabrese; il loro capocomico Canio scopre il tradimento della moglie Nedda; sul palco, davanti al pubblico, mentre interpretano la commedia degli amori di Pagliaccio e Colombina, la finzione si frantuma e l’omicidio reale irrompe nello spettacolo. «La commedia è finita» — le ultime parole — sono diventate uno dei finali più famosi della storia dell’opera.

L’aria di Canio «Vesti la giubba» — con quel grido straziante «ridi, Pagliaccio, sul tuo amore infranto» — è uno dei momenti più celebri del repertorio operistico mondiale. Nel 1907 Enrico Caruso la incise per la Victor Talking Machine Company di Camden, New Jersey: fu il primo disco al mondo a vendere un milione di copie, un evento che cambiò la storia dell’industria fonografica e che fece di Caruso una star planetaria. Da allora Pagliacci è quasi sempre rappresentato in coppia con la Cavalleria Rusticana di Mascagni: la dittico verista «Cav & Pag» è una formula che attraversa indenne più di un secolo.

Pagliacci is the two-act drama Ruggero Leoncavallo, born in Naples and Calabrian by adoption, wrote in a single creative burst, on his own libretto, in the summer of 1891. The world premiere took place at the Teatro Dal Verme in Milan on 21 May 1892, under the baton of a young Arturo Toscanini: a triumph that, overnight, turned Leoncavallo into a star of Italian musical verismo alongside Mascagni.

The dramaturgical invention is brutally brilliant: a troupe of strolling players reaches a Calabrian village; the head of the company, Canio, discovers the betrayal of his wife Nedda; on stage, in front of the audience, while performing the comic loves of Pagliaccio and Colombina, fiction shatters and a real murder breaks into the show. «La commedia è finita» — «the comedy is over» — the final words, have become one of the most famous endings in the history of opera.

Canio’s aria «Vesti la giubba» — with its harrowing cry «laugh, Pagliaccio, at your shattered love» — is one of the most celebrated moments of the operatic repertoire. In 1907 Enrico Caruso recorded it for the Victor Talking Machine Company in Camden, New Jersey: it became the first record in history to sell a million copies, an event that changed the recording industry forever and turned Caruso into a global star. From then on Pagliacci has almost always been performed coupled with Mascagni’s Cavalleria Rusticana: «Cav & Pag» — the verismo double bill — is a formula that has crossed unscathed more than a century.

Pagliacci est le drame en deux actes que Ruggero Leoncavallo, né à Naples et calabrais d’adoption, écrit d’un trait, sur son propre livret, durant l’été 1891. La création mondiale a lieu au Teatro Dal Verme de Milan le 21 mai 1892, sous la baguette d’un jeune Arturo Toscanini : un triomphe immédiat qui fait de Leoncavallo, du jour au lendemain, une étoile du vérisme musical italien aux côtés de Mascagni.

L’invention dramaturgique est d’une violence géniale : une troupe de saltimbanques arrive dans un village calabrais ; le chef Canio découvre la trahison de sa femme Nedda ; sur scène, devant le public, tandis qu’ils jouent les amours comiques de Pagliaccio et Colombina, la fiction se brise et le meurtre réel fait irruption dans le spectacle. «La commedia è finita» — «la comédie est finie» — les dernières paroles, sont devenues l’un des finals les plus célèbres de l’histoire de l’opéra.

L’air de Canio «Vesti la giubba» — avec son cri déchirant «ris, Pagliaccio, de ton amour brisé» — est l’un des moments les plus célèbres du répertoire lyrique mondial. En 1907, Enrico Caruso l’enregistra pour la Victor Talking Machine Company de Camden (New Jersey) : ce fut le premier disque au monde à dépasser le million d’exemplaires, un événement qui changea l’histoire du disque et fit de Caruso une star planétaire. Depuis lors, Pagliacci est presque toujours représenté en dittique avec la Cavalleria Rusticana de Mascagni : «Cav & Pag» est une formule qui traverse intacte plus d’un siècle.

La Visione — La prima opera al mondo con AR 3D in tempo reale

Per la prima volta nella storia dell’opera lirica, la realtà aumentata entra in scena non come gadget tecnologico ma come strumento drammaturgico. Le visioni di Canio, i sogni di Nedda, l’irrazionalità della gelosia: tutto diventa visibile attraverso un layer digitale 3D sovrapposto al palco in tempo reale. Un primato che ha trasformato i Pagliacci 2021 in un caso di studio internazionale.

«Per me la scenografia non è mai stata solo descrittiva», spiega Cristian Taraborrelli. «La scenografia è un moltiplicatore del sentimento che prova il cantante in quel momento. Nell’aria di Nedda, quando racconta degli uccelli, la musica descrive la natura che le sta intorno — e la realtà aumentata dà a quel paesaggio interiore una forma visibile e tridimensionale.»

Taraborrelli lavora su un doppio livello di regia: la regia sul palco vissuta dal pubblico in sala, e la regia trasposta sul video vista dallo spettatore televisivo di Rai 5. Il problema prospettico tradizionale — dove una quinta dipinta funziona solo da un unico punto di vista — viene completamente dissolto: il programma AR elabora immagini 3D in tempo reale, adattando la scenografia virtuale a ogni angolazione delle cinque telecamere e a ogni movimento del cantante.

For the first time in the history of opera, augmented reality enters the stage not as a technological gadget but as a dramaturgical tool. Canio’s visions, Nedda’s dreams, the irrationality of jealousy: all of it becomes visible through a real-time 3D digital layer superimposed on the stage. A milestone that has turned Pagliacci 2021 into an international case study.

«For me set design has never been merely descriptive», Cristian Taraborrelli explains. «Scenography is a multiplier of the emotion the singer is feeling in that moment. In Nedda’s aria, when she describes the birds, the music paints the nature around her — and augmented reality gives that inner landscape a visible, three-dimensional form.»

Taraborrelli works on a dual level of direction: the stage direction experienced by the live audience, and the video transposition seen by the Rai 5 television viewer. The traditional perspective problem — where a painted backdrop only works from a single viewpoint — is completely dissolved: the AR programme processes 3D images in real time, adapting the virtual scenery to every camera angle and every movement of the singer.

Pour la première fois dans l’histoire de l’opéra, la réalité augmentée entre en scène non pas comme gadget technologique mais comme outil dramaturgique. Les visions de Canio, les rêves de Nedda, l’irrationalité de la jalousie : tout devient visible à travers une couche numérique 3D superposée à la scène en temps réel. Un jalon qui a fait des Pagliacci 2021 un cas d’étude international.

«Pour moi la scénographie n’a jamais été simplement descriptive», explique Cristian Taraborrelli. «La scénographie est un multiplicateur de l’émotion que ressent le chanteur à cet instant. Dans l’air de Nedda, quand elle décrit les oiseaux, la musique peint la nature qui l’entoure — et la réalité augmentée donne à ce paysage intérieur une forme visible et tridimensionnelle.»

Taraborrelli travaille sur un double niveau de mise en scène : la direction scénique vécue par le public en salle, et la transposition vidéo vue par le téléspectateur de Rai 5. Le problème perspectif traditionnel — où une toile peinte ne fonctionne que d’un seul point de vue — est entièrement dissous : le programme RA traite les images 3D en temps réel, en adaptant le décor virtuel à chaque angle des cinq caméras et à chaque mouvement du chanteur.

Workflow AR — Sei fasi dal green screen al palco

L’intera macchina della realtà aumentata di Pagliacci si articola in sei fasi: dal disegno scenografico in chroma key fino al risultato finale che il pubblico vede in sala e in televisione.

  1. Fase 01
    Chroma Key Set Design
    Il palco viene rivestito di tessuti e moquette in chroma key verde. Il fondale principale ATR — Sceno Poly Chroma misura 24×12 m, il secondario 20×10 m, e il pavimento è coperto da moquette TCA — Capriccio Chroma. La «quinta» non è più dipinta: è un colore.
  2. Fase 02
    Computer Software
    Un sistema di processing in tempo reale legge contemporaneamente i feed delle cinque telecamere, riconosce le sagome dei cantanti e applica il keying. La sincronizzazione di camera e oggetti virtuali avviene a frame rate televisivo.
  3. Fase 03
    3D Film Modelling, Pre-production
    Le scenografie virtuali — il villaggio calabrese, la natura interiore di Nedda, la piazza in fiamme del finale — vengono modellate in 3D in pre-produzione, con un linguaggio che attinge al cinema d’animazione e al videogame di alta fascia.
  4. Fase 04
    AR Magic on Screen
    Il software combina cantanti reali e ambiente virtuale: si crea l’illusione che gli interpreti si muovano dentro la scenografia digitale, con ombre, parallasse e profondità coerenti rispetto a ogni inquadratura.
  5. Fase 05
    Real-time Streaming on a LED Wall over the Stage
    Il risultato «aumentato» viene rilanciato in diretta su un grande LED wall sospeso sopra al palco, restituendo al pubblico in sala il duplice piano di visione — corpo reale del cantante e corpo virtuale dello spettacolo.
  6. Fase 06
    Final Result
    L’audience può scegliere come guardare lo spettacolo: on-stage (i corpi reali davanti al chroma key), on-screen (la scena aumentata sul LED wall), o both (i due piani che si correggono e si commentano a vicenda). La regia televisiva di Rai 5 aggiunge ulteriori inquadrature per la diffusione.

The whole augmented reality machine of Pagliacci unfolds in six stages: from the chroma key set design to the final result that audiences see in the auditorium and on television.

  1. Stage 01
    Chroma Key Set Design
    The stage is wrapped in green chroma key fabric and carpet. The main ATR — Sceno Poly Chroma backdrop is 24×12 m, the secondary 20×10 m, and the floor is covered with TCA — Capriccio Chroma carpeting. The «backdrop» is no longer painted: it is a colour.
  2. Stage 02
    Computer Software
    A real-time processing system reads the five camera feeds simultaneously, recognises the singers’ silhouettes and applies the keying. Camera-tracking and virtual-object sync happen at television frame rate.
  3. Stage 03
    3D Film Modelling, Pre-production
    The virtual sets — the Calabrian village, Nedda’s inner nature, the burning piazza of the finale — are modelled in 3D in pre-production, in a language drawn from animated film and high-end video games.
  4. Stage 04
    AR Magic on Screen
    The software combines real performers and virtual environment: the illusion is created of singers moving inside the digital scenery, with shadows, parallax and depth coherent with each shot.
  5. Stage 05
    Real-time Streaming on a LED Wall over the Stage
    The augmented result is streamed live onto a large LED wall suspended above the stage, giving the live audience the dual viewing plane — the singer’s real body and the show’s virtual body.
  6. Stage 06
    Final Result
    The audience can choose how to watch the performance: on-stage (the real bodies in front of the chroma key), on-screen (the augmented stage on the LED wall), or both (the two planes correcting and commenting on each other). The Rai 5 television direction adds further angles for broadcast.

Toute la machine de la réalité augmentée de Pagliacci se déroule en six étapes : du fond vert au résultat final que le public voit en salle et à la télévision.

  1. Étape 01
    Chroma Key Set Design
    Le plateau est revêtu de tissus et moquette en chroma key vert. Le fond principal ATR — Sceno Poly Chroma mesure 24×12 m, le secondaire 20×10 m, et le sol est couvert de moquette TCA — Capriccio Chroma. Le «décor» n’est plus peint : c’est une couleur.
  2. Étape 02
    Computer Software
    Un système de traitement en temps réel lit simultanément les flux des cinq caméras, reconnaît les silhouettes des chanteurs et applique le keying. La synchronisation caméra/objets virtuels se fait à la fréquence d’image télévisuelle.
  3. Étape 03
    3D Film Modelling, Pre-production
    Les décors virtuels — le village calabrais, la nature intérieure de Nedda, la place en flammes du finale — sont modélisés en 3D en pré-production, dans un langage emprunté au cinéma d’animation et au jeu vidéo haut de gamme.
  4. Étape 04
    AR Magic on Screen
    Le logiciel combine interprètes réels et environnement virtuel : l’illusion naît de chanteurs évoluant dans le décor numérique, avec ombres, parallaxe et profondeur cohérentes à chaque cadrage.
  5. Étape 05
    Real-time Streaming on a LED Wall over the Stage
    Le résultat «augmenté» est diffusé en direct sur un grand LED wall suspendu au-dessus du plateau, offrant au public en salle le double plan de vision — le corps réel du chanteur et le corps virtuel du spectacle.
  6. Étape 06
    Final Result
    Le public peut choisir comment regarder le spectacle : on-stage (les corps réels devant le chroma key), on-screen (la scène augmentée sur le LED wall), ou both (les deux plans qui se corrigent et se commentent). La réalisation télévisuelle de Rai 5 ajoute encore des cadrages pour la diffusion.

Un percorso nei linguaggi teatrali immersivi

Il Pagliacci 2021 è l’ultimo passo, in ordine cronologico, di un percorso che Cristian Taraborrelli porta avanti da decenni: l’evoluzione progressiva dei linguaggi immersivi del teatro contemporaneo. Una linea che si può leggere in quattro stadi:

  1. Teatro tradizionale — lo spazio dipinto, la quinta, il fondale prospettico fisso. La regola visiva del melodramma fino a tutto l’Ottocento.
  2. Video mapping — l’immagine luminosa proiettata sulla scenografia fisica, che la trasforma e la abita (Macbeth alla Scala 2013, Don Carlos, Sangeet).
  3. Cinema — il linguaggio cinematografico portato sul palco: inquadrature, dolly, zoom, regia per camera (Italian Souvenir, Variazioni sul Cielo).
  4. Augmented Reality — lo spazio virtuale 3D che convive con il corpo reale del cantante in tempo reale, generato dalla regia video. Pagliacci 2021.

Pagliacci 2021 is the most recent step, chronologically, in a path Cristian Taraborrelli has followed for decades: the progressive evolution of the immersive languages of contemporary theatre. A line that can be read in four stages:

  1. Traditional theatre — painted space, wing flats, fixed perspective backdrop. The visual rule of opera up to the end of the nineteenth century.
  2. Video mapping — the luminous image projected onto the physical scenery, transforming and inhabiting it (Macbeth at La Scala 2013, Don Carlos, Sangeet).
  3. Cinema — cinematic language brought onto the stage: framings, dolly shots, zooms, camera-led direction (Italian Souvenir, Variazioni sul Cielo).
  4. Augmented reality — a virtual 3D space coexisting in real time with the singer’s real body, generated by the video direction. Pagliacci 2021.

Pagliacci 2021 est la dernière étape, dans l’ordre chronologique, d’un parcours que Cristian Taraborrelli poursuit depuis des décennies : l’évolution progressive des langages immersifs du théâtre contemporain. Une ligne qui se lit en quatre étapes :

  1. Théâtre traditionnel — l’espace peint, les coulisses, le fond perspectif fixe. La règle visuelle de l’opéra jusqu’à la fin du XIXe siècle.
  2. Vidéo mapping — l’image lumineuse projetée sur la scénographie physique, qui la transforme et l’habite (Macbeth à la Scala 2013, Don Carlos, Sangeet).
  3. Cinéma — le langage cinématographique porté sur la scène : cadrages, dolly, zoom, mise en scène par caméra (Italian Souvenir, Variazioni sul Cielo).
  4. Réalité augmentée — un espace virtuel 3D qui coexiste en temps réel avec le corps réel du chanteur, généré par la réalisation vidéo. Pagliacci 2021.

Apparato Tecnico

L’allestimento tecnico di Pagliacci richiede un’infrastruttura senza precedenti nel teatro d’opera. Il palcoscenico del Carlo Felice viene trasformato in un vero e proprio studio televisivo dal vivo: due grandi fondali chroma key in tessuto ATR — Sceno Poly Chroma, il principale di 24×12 metri e un secondario di 20×10 metri, coprono l’intera scena, mentre il pavimento è rivestito con moquette TCA — Capriccio Chroma verde.

Le videoproiezioni, curate da Luca Attilii, vengono elaborate in tempo reale combinando elementi 2D e 3D di realtà aumentata. Le cinque telecamere riprendono gli interpreti davanti al green screen; il sistema isola le sagome e inserisce la scenografia virtuale alle loro spalle, adattandola a ogni angolazione. Fondali a fili Tripolina e schermi in PBO — Bianco Ottico completano il sistema di proiezioni frontali, sotto la direzione tecnica di Luciano Novelli. Il supervisore AR è Davide Meda, il sistema di realtà aumentata è firmato da Alessandro Paparatti (Multi Media Mood).

The technical setup of Pagliacci required unprecedented infrastructure for an opera house. The Carlo Felice stage was transformed into a live television studio: two large chroma key backdrops in ATR — Sceno Poly Chroma fabric, the main one measuring 24×12 metres and a secondary one of 20×10 metres, covered the entire scene, while the floor was lined with green TCA — Capriccio Chroma carpet.

The video projections, designed by Luca Attilii, were processed in real time combining 2D and 3D augmented reality elements. Five cameras filmed the performers against the green screen; the system isolated their silhouettes and placed virtual scenery behind them, adapting it to every angle. Tripolina wire backdrops and PBO — Bianco Ottico front projection screens completed the projection system, under the technical direction of Luciano Novelli. AR supervision was by Davide Meda; the augmented reality system was designed by Alessandro Paparatti (Multi Media Mood).

Le dispositif technique de Pagliacci a nécessité une infrastructure sans précédent pour un théâtre d’opéra. La scène du Carlo Felice a été transformée en un véritable studio de télévision en direct : deux grands fonds chroma key en tissu ATR — Sceno Poly Chroma, le principal de 24×12 mètres et un secondaire de 20×10 mètres, couvraient l’ensemble de la scène, tandis que le sol était recouvert de moquette TCA — Capriccio Chroma verte.

Les vidéoprojections, conçues par Luca Attilii, étaient traitées en temps réel en combinant des éléments de réalité augmentée 2D et 3D. Cinq caméras filmaient les interprètes devant le green screen ; le système isolait leurs silhouettes et plaçait le décor virtuel derrière eux, en l’adaptant à chaque angle. Des fonds à fils Tripolina et des écrans de projection frontale PBO — Bianco Ottico complétaient le système, sous la direction technique de Luciano Novelli. La supervision RA est de Davide Meda, le système de réalité augmentée d’Alessandro Paparatti (Multi Media Mood).

Foto di Scena

Video

Costumi — Angela Buscemi

I figurini di Angela Buscemi per Pagliacci fondono la tradizione della commedia dell’arte con una sensibilità contemporanea. Ogni figurino cattura la doppia natura dei personaggi di Leoncavallo — artisti in scena e anime tormentate dietro la maschera — attraverso colori audaci, silhouette teatrali e dettagli d’epoca meticolosi, reimmaginati per una produzione dove realtà e illusione si intrecciano continuamente.

Angela Buscemi’s costume designs for Pagliacci blend the commedia dell’arte tradition with a contemporary sensibility. Each figurino captures the dual nature of Leoncavallo’s characters — performers on stage and tortured souls behind the mask — through bold colours, theatrical silhouettes, and meticulous period details reimagined for a production where reality and illusion constantly intertwine.

Les figurines d’Angela Buscemi pour Pagliacci mêlent la tradition de la commedia dell’arte avec une sensibilité contemporaine. Chaque figurine capture la double nature des personnages de Leoncavallo — artistes sur scène et âmes tourmentées derrière le masque — à travers des couleurs audacieuses, des silhouettes théâtrales et des détails d’époque méticuleux, réimaginés pour une production où réalité et illusion s’entrelacent constamment.

Il Luogo — Teatro Carlo Felice

Il Teatro Carlo Felice, intitolato al re Carlo Felice di Sardegna, è il principale teatro d’opera di Genova. Progettato dall’architetto Carlo Barabino, fu inaugurato il 7 aprile 1828 con la Bianca e Fernando di Bellini. Il teatro originale poteva ospitare 2.500 spettatori distribuiti su cinque ordini di 33 palchi ciascuno.

Quasi completamente distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale dai bombardamenti alleati del 1943 e 1944, sopravvisse solo la facciata neoclassica. Genova rimase senza il suo teatro principale per oltre 40 anni, ospitando le stagioni in un cinema adattato. La ricostruzione, guidata dall’architetto Aldo Rossi con Ignazio Gardella, conservò la facciata originale di Barabino creando un interno interamente moderno ispirato al Festspielhaus di Bayreuth di Wagner. Il teatro riaprì nel giugno 1991 con 2.000 posti e una torre scenica di 63 metri.

The Teatro Carlo Felice, named after King Charles Felix of Sardinia, is the principal opera house of Genoa. Designed by architect Carlo Barabino, it was inaugurated on 7 April 1828 with Bellini’s Bianca e Fernando. The original theatre could seat 2,500 spectators across five tiers of 33 boxes each.

Almost entirely destroyed during World War II by Allied bombings in 1943 and 1944, only the neoclassical facade survived. Genoa went over 40 years without its principal opera house, holding seasons in a converted cinema. The reconstruction, led by architect Aldo Rossi alongside Ignazio Gardella, preserved Barabino’s original facade while creating an entirely modern interior inspired by Wagner’s Bayreuth Festspielhaus. The theatre reopened in June 1991 with 2,000 seats and a 63-metre scenic tower.

Le Teatro Carlo Felice, nommé d’après le roi Charles-Félix de Sardaigne, est le principal opéra de Gênes. Conçu par l’architecte Carlo Barabino, il fut inauguré le 7 avril 1828 avec Bianca e Fernando de Bellini. Le théâtre original pouvait accueillir 2 500 spectateurs répartis sur cinq niveaux de 33 loges chacun.

Presque entièrement détruit pendant la Seconde Guerre mondiale par les bombardements alliés de 1943 et 1944, seule la façade néoclassique a survécu. Gênes est restée plus de 40 ans sans son théâtre principal, accueillant les saisons dans un cinéma reconverti. La reconstruction, dirigée par l’architecte Aldo Rossi aux côtés d’Ignazio Gardella, a conservé la façade originale de Barabino tout en créant un intérieur entièrement moderne inspiré du Festspielhaus de Bayreuth de Wagner. Le théâtre a rouvert en juin 1991 avec 2 000 places et une tour scénique de 63 mètres.

Curiosità

Prima opera al mondo con AR 3D in tempo reale. Pagliacci 2021 è la prima produzione nella storia dell’opera lirica a integrare la realtà aumentata 3D in uno spettacolo dal vivo. Un primato che ha aperto un nuovo capitolo nel rapporto tra tecnologia e arti performative e che è stato documentato dalla monografia internazionale The Scenographer — Theatrical Notebooks (SCSA, Londra, settembre 2022).

«Vesti la giubba» e Caruso, il primo milione di copie. L’aria di Canio nel finale del primo atto è la più famosa di Pagliacci. Nel 1907 Enrico Caruso la incise per la Victor Talking Machine Company di Camden, New Jersey: fu il primo disco al mondo a vendere un milione di copie. Da allora «ridi, Pagliaccio» è sinonimo del melodramma italiano nel mondo.

Cav & Pag — il dittico verista. Per durata e per affinità di stile, dalla fine dell’Ottocento Pagliacci è quasi sempre rappresentato in coppia con la Cavalleria Rusticana di Mascagni: due drammi brevi, popolari, sanguigni, manifesti del verismo musicale italiano. La produzione 2021 del Carlo Felice fa eccezione: Pagliacci è trasmesso da solo, in una serata-evento dedicata alla prima mondiale dell’AR.

AR e video mapping — che differenza c’è? Il videomapping proietta luce sopra una scenografia fisica esistente: la quinta è ancora dipinta, il pubblico ne vede gli spigoli, e l’immagine resta «piatta». La realtà aumentata 3D, invece, costruisce uno spazio virtuale tridimensionale che il programma adatta al punto di vista di ogni telecamera. Per il pubblico in sala il palco è verde; per chi guarda lo schermo, il palco è un mondo. La differenza non è solo tecnica: cambia il rapporto tra corpo, spazio e sguardo.

Carlo Felice ricostruito da Aldo Rossi, 1991. Il Teatro Carlo Felice resta chiuso dal 1944 al 1991: quasi mezzo secolo durante il quale Genova tiene le sue stagioni d’opera in un cinema adattato. La ricostruzione di Aldo Rossi conserva la facciata neoclassica originale di Carlo Barabino e crea un interno modernissimo ispirato al Festspielhaus di Bayreuth, con torre scenica di 63 metri. La Pagliacci 2021 inaugura la stagione di un teatro che è già di per sé un’opera di architettura.

SCSA London 2022 — la monografia. Nel settembre 2022 la rivista internazionale The Scenographer — Theatrical Notebooks (Society for the Study of Costume and Stage Architecture, Londra) dedica un quaderno monografico ai Pagliacci AR di Genova: cinque saggi internazionali ne analizzano lo spazio scenico, la drammaturgia video, la tecnologia AR, il costume e la cinematografia. La produzione entra nella bibliografia accademica della scenografia contemporanea.

La scenografia emotiva. «La scenografia è un moltiplicatore del sentimento», dice Taraborrelli. «Per me può essere anche un semplice telo rosso che diventa una passione. Devo raccontare la mia visione e farla arrivare alla gente.»

The world’s first opera in real-time 3D AR. Pagliacci 2021 was the first production in the history of opera to integrate 3D augmented reality into a live performance. A milestone that opened a new chapter in the relationship between technology and the performing arts, and one documented by the international monograph The Scenographer — Theatrical Notebooks (SCSA, London, September 2022).

«Vesti la giubba» and Caruso, the first million-seller. Canio’s first-act finale aria is the most famous in Pagliacci. In 1907 Enrico Caruso recorded it for the Victor Talking Machine Company in Camden, New Jersey: it became the first record in history to sell a million copies. Ever since, «laugh, Pagliaccio» has been a synonym worldwide for Italian melodrama.

Cav & Pag — the verismo double bill. Because of length and stylistic affinity, since the late nineteenth century Pagliacci has almost always been performed coupled with Mascagni’s Cavalleria Rusticana: two short, popular, full-blooded dramas, manifestos of Italian musical verismo. The 2021 Carlo Felice production was an exception: Pagliacci was given on its own, as a single-evening event dedicated to the AR world premiere.

AR vs video mapping — what’s the difference? Video mapping projects light onto an existing physical scenery: the wing flat is still painted, the audience sees its edges, and the image remains «flat». 3D augmented reality, by contrast, builds a three-dimensional virtual space that the software adapts to each camera viewpoint. For the audience in the auditorium the stage is green; for those watching the screen, the stage is a world. The difference is not only technical: it changes the relationship between body, space and gaze.

Carlo Felice rebuilt by Aldo Rossi, 1991. Teatro Carlo Felice was closed from 1944 to 1991: nearly half a century during which Genoa held its opera seasons in a converted cinema. Aldo Rossi’s reconstruction preserved Barabino’s original neoclassical facade and created a thoroughly modern interior inspired by Wagner’s Bayreuth Festspielhaus, with a 63-metre scenic tower. Pagliacci 2021 inaugurated the season of a theatre that is itself a work of architecture.

SCSA London 2022 — the monograph. In September 2022, the international journal The Scenographer — Theatrical Notebooks (Society for the Study of Costume and Stage Architecture, London) dedicated a monographic notebook to the Genoa AR Pagliacci: five international essays examined its scenic space, video dramaturgy, AR technology, costume and cinematography. The production has entered the academic bibliography of contemporary scenography.

Emotional set design. «Set design is a multiplier of emotion», says Taraborrelli. «For me it can be as simple as a red cloth that becomes passion. I must tell my vision and make it reach people.»

Premier opéra au monde en RA 3D temps réel. Pagliacci 2021 est la première production dans l’histoire de l’opéra à intégrer la réalité augmentée 3D dans une performance live. Un jalon qui a ouvert un nouveau chapitre dans la relation entre technologie et arts du spectacle, documenté par la monographie internationale The Scenographer — Theatrical Notebooks (SCSA, Londres, septembre 2022).

«Vesti la giubba» et Caruso, le premier million. L’air de Canio à la fin du premier acte est le plus célèbre de Pagliacci. En 1907, Enrico Caruso l’enregistra pour la Victor Talking Machine Company de Camden (New Jersey) : ce fut le premier disque au monde à dépasser le million d’exemplaires. Depuis, «ris, Pagliaccio» est synonyme du mélodrame italien dans le monde entier.

Cav & Pag — le diptyque vériste. Pour des raisons de durée et d’affinité stylistique, depuis la fin du XIXe siècle Pagliacci est presque toujours représenté en couplage avec la Cavalleria Rusticana de Mascagni : deux drames brefs, populaires, sanguins, manifestes du vérisme musical italien. La production 2021 du Carlo Felice fait exception : Pagliacci est diffusé seul, lors d’une soirée-événement consacrée à la création mondiale de la RA.

RA et vidéo mapping — quelle différence ? Le vidéo mapping projette de la lumière sur une scénographie physique existante : les coulisses sont encore peintes, le public en voit les arêtes, et l’image reste «plate». La réalité augmentée 3D, en revanche, construit un espace virtuel tridimensionnel que le logiciel adapte au point de vue de chaque caméra. Pour le public en salle, la scène est verte ; pour qui regarde l’écran, la scène est un monde. La différence n’est pas seulement technique : elle change le rapport entre corps, espace et regard.

Carlo Felice reconstruit par Aldo Rossi, 1991. Le Teatro Carlo Felice est resté fermé de 1944 à 1991 : près d’un demi-siècle pendant lequel Gênes a tenu ses saisons d’opéra dans un cinéma reconverti. La reconstruction d’Aldo Rossi a conservé la façade néoclassique originale de Barabino et créé un intérieur très moderne inspiré du Festspielhaus de Bayreuth, avec une tour scénique de 63 mètres. Pagliacci 2021 inaugure la saison d’un théâtre qui est lui-même une œuvre d’architecture.

SCSA Londres 2022 — la monographie. En septembre 2022, la revue internationale The Scenographer — Theatrical Notebooks (Society for the Study of Costume and Stage Architecture, Londres) consacre un cahier monographique aux Pagliacci RA de Gênes : cinq essais internationaux en analysent l’espace scénique, la dramaturgie vidéo, la technologie RA, le costume et la cinématographie. La production entre dans la bibliographie académique de la scénographie contemporaine.

La scénographie émotive. «La scénographie est un multiplicateur de l’émotion», dit Taraborrelli. «Pour moi, elle peut être aussi simple qu’un tissu rouge qui devient passion. Je dois raconter ma vision et la faire parvenir aux gens.»

I Collaboratori

Tenore — Canio (Pagliaccio)

Fabio Sartori

Tenore drammatico veneto, considerato uno dei più importanti tenori italiani della sua generazione, è specialista di Verdi e Puccini. Calca regolarmente il palcoscenico della Scala, del Metropolitan di New York, della Royal Opera House Covent Garden, della Wiener Staatsoper, dell’Opéra di Parigi e del Festival di Salisburgo, sotto bacchette del calibro di Riccardo Muti, Daniel Barenboim e Riccardo Chailly. Il suo Canio del Carlo Felice 2021 è un Pagliaccio di voce squillante e pasta drammatica intensa, perfettamente costruito per il dittico verismo-AR.

Soprano — Nedda (Colombina)

Serena Gamberoni

Soprano lirico-leggero veronese, debutta giovanissima alla Scala in Falstaff con Riccardo Muti. Da allora è ospite regolare delle principali stagioni italiane e internazionali (Maggio Musicale Fiorentino, La Fenice, Carlo Felice, Opéra de Lausanne, Opéra di Parigi) con un repertorio che attraversa Mozart, Donizetti, Puccini, Mascagni e Leoncavallo. Per Cristian Taraborrelli è già stata Adina nell’Elisir d’Amore e Norina nel Don Pasquale; la sua Nedda dei Pagliacci 2021 è un’eroina-uccello, fragilità e libertà nello stesso gesto vocale.

Baritono — Tonio (Taddeo)

Sebastian Catana

Baritono romeno di Bucarest, formatosi alla Universitatea Națională de Muzică e perfezionatosi negli Stati Uniti grazie alle borse del Met Lindemann Young Artist Development Program. Specialista del repertorio verdiano e verista (Rigoletto, Iago, Scarpia, Tonio, Alfio), è passato per il Met di New York, la Lyric Opera di Chicago, l’Opéra di Vienna, la San Francisco Opera, la Royal Opera House. Il suo Tonio del Carlo Felice 2021 firma il celeberrimo Prologo di Pagliacci con un fraseggio che riconcilia la tradizione belcantistica con il declamato verista.

Costumi

Angela Buscemi

Costumista e illustratrice, collaboratrice storica dello studio Taraborrelli. Per i Pagliacci AR firma figurini che vivono in due mondi insieme: il villaggio verista calabrese del 1865 e il palcoscenico aumentato del 2021. Maschere della commedia dell’arte, Arlecchino, Colombina, Pagliaccio, ma anche acrobati e ballerini in chiave contemporanea: ogni costume è pensato per dialogare con la luce del chroma key e con la scenografia virtuale che gli si compone alle spalle. Le sue tavole sono parte integrante della monografia SCSA London 2022.

Critico — The Scenographer

Bruno Di Marino

Storico e teorico dell’immagine in movimento, docente di storia del cinema e dei media all’Accademia di Belle Arti di Frosinone. Ha pubblicato studi fondamentali sull’intermedialità tra cinema, videoarte e arti performative (Sguardo Inconscio Azione, Hard Media, Pixel). È uno dei principali studiosi italiani del rapporto tra videoarte e teatro: il suo saggio nella monografia SCSA London 2022 dedicata ai Pagliacci AR è oggi tra i contributi accademici di riferimento sulla produzione.

Tenor — Canio (Pagliaccio)

Fabio Sartori

Veneto-born dramatic tenor, considered one of the leading Italian tenors of his generation, a specialist of Verdi and Puccini. He sings regularly at La Scala, the Metropolitan in New York, the Royal Opera House Covent Garden, the Wiener Staatsoper, the Opéra de Paris and the Salzburg Festival, under the batons of Riccardo Muti, Daniel Barenboim and Riccardo Chailly. His 2021 Carlo Felice Canio is a Pagliaccio of ringing voice and intense dramatic colour, perfectly built for the verismo-AR double bill.

Soprano — Nedda (Colombina)

Serena Gamberoni

Veronese lyric-leggero soprano, who made her early debut at La Scala in Falstaff under Riccardo Muti. Since then she has been a regular guest of the major Italian and international seasons (Maggio Musicale Fiorentino, La Fenice, Carlo Felice, Opéra de Lausanne, Opéra de Paris), with a repertoire embracing Mozart, Donizetti, Puccini, Mascagni and Leoncavallo. For Cristian Taraborrelli she has already been Adina in L’Elisir d’Amore and Norina in Don Pasquale; her 2021 Nedda is a bird-heroine, fragility and freedom in the same vocal gesture.

Baritone — Tonio (Taddeo)

Sebastian Catana

Romanian baritone from Bucharest, trained at the Universitatea Națională de Muzică and further refined in the United States through the Met Lindemann Young Artist Development Program. A specialist of Verdi and verismo (Rigoletto, Iago, Scarpia, Tonio, Alfio), he has appeared at the Metropolitan, Lyric Opera of Chicago, Wiener Staatsoper, San Francisco Opera, Royal Opera House. His 2021 Carlo Felice Tonio delivers the famous Pagliacci Prologue with a phrasing that reconciles the bel canto tradition with verismo declamation.

Costumes

Angela Buscemi

Costume designer and illustrator, longstanding collaborator of the Taraborrelli studio. For AR Pagliacci she signs figurini that live in two worlds at once: the verismo Calabrian village of 1865 and the augmented stage of 2021. Commedia dell’arte masks — Arlecchino, Colombina, Pagliaccio — alongside acrobats and dancers in a contemporary key: every costume is conceived to dialogue with the chroma key light and with the virtual set that composes itself behind it. Her plates are part of the SCSA London 2022 monograph.

Critic — The Scenographer

Bruno Di Marino

Historian and theoretician of the moving image, professor of cinema and media history at the Accademia di Belle Arti in Frosinone. He has published key studies on intermediality between cinema, video art and the performing arts (Sguardo Inconscio Azione, Hard Media, Pixel). One of the leading Italian scholars on the relationship between video art and theatre, his essay in the SCSA London 2022 monograph dedicated to AR Pagliacci is now among the reference academic contributions on the production.

Ténor — Canio (Pagliaccio)

Fabio Sartori

Ténor dramatique vénète, considéré comme l’un des plus importants ténors italiens de sa génération, spécialiste de Verdi et de Puccini. Il chante régulièrement à la Scala, au Metropolitan de New York, à la Royal Opera House Covent Garden, au Wiener Staatsoper, à l’Opéra de Paris et au Festival de Salzbourg, sous les baguettes de Riccardo Muti, Daniel Barenboim et Riccardo Chailly. Son Canio du Carlo Felice 2021 est un Pagliaccio à la voix éclatante et au phrasé dramatique intense, parfaitement conçu pour le diptyque vérisme-RA.

Soprano — Nedda (Colombina)

Serena Gamberoni

Soprano lyrique-léger véronaise, elle débute jeune à la Scala dans Falstaff sous Riccardo Muti. Depuis, elle est invitée régulière des grandes saisons italiennes et internationales (Maggio Musicale Fiorentino, La Fenice, Carlo Felice, Opéra de Lausanne, Opéra de Paris), avec un répertoire allant de Mozart à Donizetti, Puccini, Mascagni et Leoncavallo. Pour Cristian Taraborrelli, elle a déjà chanté Adina dans L’Elisir d’Amore et Norina dans Don Pasquale ; sa Nedda 2021 est une héroïne-oiseau, fragilité et liberté dans le même geste vocal.

Baryton — Tonio (Taddeo)

Sebastian Catana

Baryton roumain de Bucarest, formé à l’Universitatea Națională de Muzică et perfectionné aux États-Unis grâce aux bourses du Met Lindemann Young Artist Development Program. Spécialiste du répertoire verdien et vériste (Rigoletto, Iago, Scarpia, Tonio, Alfio), il a chanté au Metropolitan, à la Lyric Opera de Chicago, à l’Opéra de Vienne, à San Francisco Opera, à la Royal Opera House. Son Tonio du Carlo Felice 2021 livre le célèbre Prologue avec un phrasé qui réconcilie la tradition belcantiste et le déclamé vériste.

Costumes

Angela Buscemi

Costumière et illustratrice, collaboratrice de longue date du studio Taraborrelli. Pour les Pagliacci RA, elle signe des figurines qui vivent dans deux mondes en même temps : le village vériste calabrais de 1865 et la scène augmentée de 2021. Masques de la commedia dell’arte — Arlecchino, Colombina, Pagliaccio — mais aussi acrobates et danseurs en clé contemporaine : chaque costume est pensé pour dialoguer avec la lumière du chroma key et avec le décor virtuel qui se compose dans son dos. Ses planches font partie intégrante de la monographie SCSA Londres 2022.

Critique — The Scenographer

Bruno Di Marino

Historien et théoricien de l’image en mouvement, professeur d’histoire du cinéma et des médias à l’Académie des Beaux-Arts de Frosinone. Il a publié des études essentielles sur l’intermédialité entre cinéma, vidéo art et arts du spectacle (Sguardo Inconscio Azione, Hard Media, Pixel). L’un des principaux chercheurs italiens sur le rapport entre vidéo art et théâtre : son essai dans la monographie SCSA Londres 2022 consacrée aux Pagliacci RA est aujourd’hui parmi les contributions académiques de référence sur la production.

Pubblicazione Internazionale

Il significato artistico e tecnologico di questa produzione è stato documentato in una monografia dedicata pubblicata da The Scenographer — Theatrical Notebooks (SCSA, Londra, settembre 2022). La pubblicazione contiene saggi di cinque contributori internazionali che analizzano la produzione da prospettive multiple: spazio scenico, drammaturgia video, tecnologia della realtà aumentata, design dei costumi e cinematografia. The artistic and technological significance of this production was documented in a dedicated monograph published by The Scenographer — Theatrical Notebooks (SCSA, London, September 2022). The publication features essays by five international contributors analysing the production from multiple perspectives: scenic space, video dramaturgy, augmented reality technology, costume design, and cinematography. La signification artistique et technologique de cette production a été documentée dans une monographie dédiée publiée par The Scenographer — Theatrical Notebooks (SCSA, Londres, septembre 2022). La publication présente des essais de cinq contributeurs internationaux analysant la production sous des angles multiples.

« Taraborrelli è un visionario della scena che usa la tecnologia più avanzata per portare a un livello altissimo l’interazione tra pubblico e attore/cantante. Con la sua regia trascende la materia, la crea dove non c’è, la rende iperreale e quindi assoluta. » « Taraborrelli is a scenic visionary who uses the most advanced technology to lead the interaction between audience and actor/singer to a high level. With his direction, he transcends matter, creates it where it is not there, and makes it hyper-real, and therefore absolute. » « Taraborrelli est un visionnaire de la scène qui utilise la technologie la plus avancée pour porter à un niveau très élevé l’interaction entre public et acteur/chanteur. Par sa mise en scène, il transcende la matière, la crée là où elle n’est pas, la rend hyper-réelle, donc absolue. »

Bruno Di Marino · The Scenographer, 2022

« Da oltre vent’anni Taraborrelli ci ha abituato a spettacoli in cui azione sulla scena e videoproiezione si integrano e si completano perfettamente. » « For over twenty years Taraborrelli has accustomed us to shows in which action on the stage and video projection integrate and complete each other perfectly. » « Depuis plus de vingt ans, Taraborrelli nous a habitués à des spectacles où l’action scénique et la vidéoprojection s’intègrent parfaitement. »

Bruno Di Marino · The Scenographer, 2022

« Questa doppia visione ‘aumenta’ lo spettacolo, lo arricchisce, e permette al regista di guidare lo spettatore dall’interno del teatro verso l’esterno. » « This double vision ‘augments’ the show, enhances it, and enables the director to guide the spectator from the inside of the theatre to the outside. » « Cette double vision ‘augmente’ le spectacle, l’enrichit, et permet au metteur en scène de guider le spectateur de l’intérieur du théâtre vers l’extérieur. »

Bruno Di Marino · The Scenographer, 2022

« Qualcosa che non era mai stato fatto prima a teatro durante un’opera lirica: la realtà aumentata in tempo reale. » « Something that had never before been done in the theatre during an opera: augmented reality in real time. » « Quelque chose qui n’avait jamais été fait au théâtre pendant un opéra : la réalité augmentée en temps réel. »

Alessandro Paparatti (Multi Media Mood) · The Scenographer, 2022

« Cristian Taraborrelli ha pensato Pagliacci in una chiave scenica innovativa, usando la realtà aumentata in tempo reale. » « Cristian Taraborrelli conceived Pagliacci in an innovative scenic key, using augmented reality in real time. » « Cristian Taraborrelli a conçu Pagliacci dans une clé scénique innovante, utilisant la réalité augmentée en temps réel. »

Angela Buscemi (Costume Designer) · The Scenographer, 2022

Stampa & Recensioni

« La ‘realtà aumentata’ — grazie a un green screen — ci permette di vedere le scene in una doppia versione: quella ‘nuda’ e quella con il mondo e gli ambienti dietro le sue spalle. Questa rappresentazione al Carlo Felice è piena di valori aggiunti. » « The ‘augmented reality’ — thanks to a green screen — allows us to see the scenes in a double version: the ‘naked’ one and the version with the world and settings behind its back. This performance at the Carlo Felice is full of added values. » « La ‘réalité augmentée’ — grâce à un green screen — nous permet de voir les scènes en double version : la ‘nue’ et celle avec le monde et les décors dans son dos. Cette représentation au Carlo Felice est pleine de valeurs ajoutées. »

Massimiliano Lussana · 2021

« Il Pagliacci di Taraborrelli vive, sdoppiato, su questo crinale, all’incrocio di una lunga e gloriosa tradizione, e ci mostra una nuova prospettiva futura, smaterializzata, la visione di un’opera d’arte totale che non ha paura di innovarsi tecnologicamente. » « Taraborrelli’s Pagliacci lives, doubled, on this ridge, at the crossroads of a long and glorious tradition, and shows us a new future perspective, dematerialised, the vision of a total work of art that is not afraid of technologically innovating itself. » « Le Pagliacci de Taraborrelli vit, dédoublé, sur cette crête, à la croisée d’une longue et glorieuse tradition, et nous montre une nouvelle perspective future, dématérialisée, la vision d’une œuvre d’art totale qui n’a pas peur de s’innover technologiquement. »

Paolo Fizzarotti · Teatro.it, 2021

« Bellissimi i costumi di Angela Buscemi… » « Very beautiful the costumes by Angela Buscemi… » « Très beaux les costumes d’Angela Buscemi… »

Barbara Catellani · Opera Click, 2021

« Costumi luminosi e colorati… » « Bright and colourful costumes… » « Costumes lumineux et colorés… »

Emanuela Mortari · Genova24.it, 2021

Team Creativo

Regia e Scenografia Cristian Taraborrelli
Costumi Angela Buscemi
Direttore d'Orchestra Andriy Yurkevych
Videoproiezioni Luca Attilii
Realtà Aumentata Alessandro Paparatti (Multi Media Mood)
Davide Meda (AR Supervisor)
Aiuto Regista Daniel Kosttás
Direttore della Fotografia (Rai) Carlo Stagnoli
Direzione Tecnica Luciano Novelli
Produzione Fondazione Teatro Carlo Felice
in collaborazione con Rai Cultura
Trasmissione Rai 5 (dicembre 2021) · RaiPlay

Cast Principale

Canio (Pagliaccio) — tenore Fabio Sartori / Sergio Escobar
Nedda (Colombina) — soprano Serena Gamberoni / Angela Nisi
Tonio (Taddeo) — baritono Sebastian Catana / Federico Longhi
Silvio — baritono Marcello Rosiello / Michele Patti
Peppe (Arlecchino) — tenore Matteo Falcier / Nico Franchini

Apparato critico

«Vesti la giubba e la faccia infarina. La gente paga e rider vuole qua.»

Pagliacci, aria di Canio — Atto I, Leoncavallo 1892

«La realtà aumentata in Pagliacci non è un effetto speciale: è il terzo livello drammaturgico dell'opera. Cantanti, scenografia, immagine in AR: tre piani che dialogano in tempo reale.»

«Augmented reality in Pagliacci is not a special effect: it is the third dramaturgical layer of the opera. Singers, set, AR image: three planes dialoguing in real time.»

«La réalité augmentée dans Pagliacci n'est pas un effet spécial : c'est le troisième niveau dramaturgique de l'opéra.»

Cristian Taraborrelli — SCSA London 2022, Pagliacci & Augmented Reality

«Per la prima volta nel teatro lirico, l'immagine virtuale entra in scena senza schermo. Una soglia tecnologica che diventa subito grammatica drammatica.»

«For the first time in lyric theatre, the virtual image enters the stage without a screen. A technological threshold that immediately becomes a dramatic grammar.»

«Pour la première fois dans le théâtre lyrique, l'image virtuelle entre en scène sans écran.»

Bruno Di Marino — SCSA London, settembre 2022

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