Spontini parigino, prima delle grandi opere imperiali. La Vasta Spedizione di un giovane provinciale marchigiano sui palcoscenici di Napoleone.
Parisian Spontini, before the great imperial operas. The Vast Expedition of a young provincial from the Marche region onto Napoleon's stages.
Spontini parisien, avant les grands opéras impériaux. La Vaste Expédition d'un jeune provincial des Marches sur les scènes de Napoléon.
Per il Festival Pergolesi-Spontini di Jesi, nel 2001, Cristian Taraborrelli firma scene e visuals di un dittico raro del catalogo spontiniano: Julie ou Le pot de fleurs (opéra-comique in un atto, Opéra-Comique Paris, 12 marzo 1805) e Milton (opéra-comique in un atto, Théâtre Feydeau, 27 novembre 1804). È la prima esecuzione italiana della versione originale: un atto di filologia drammaturgica in cui il festival di Jesi — città natale di Gaspare Spontini (Maiolati 1774–Maiolati 1851) — restituisce un Spontini ancora parigino e galante, prima dell'Imperatrice Josephína e di La Vestale.
For the Pergolesi-Spontini Festival of Jesi, in 2001, Cristian Taraborrelli signs set and visuals of a rare diptych from Spontini's catalogue: Julie ou Le pot de fleurs (one-act opéra-comique, Opéra-Comique Paris, 12 March 1805) and Milton (one-act opéra-comique, Théâtre Feydeau, 27 November 1804). It is the first Italian performance of the original version: an act of dramaturgical philology in which the Jesi festival — birthplace of Gaspare Spontini (Maiolati 1774–Maiolati 1851) — restores an Spontini still Parisian and gallant.
Pour le Festival Pergolesi-Spontini de Jesi, en 2001, Cristian Taraborrelli signe décors et visuels d'un diptyque rare du catalogue spontinien : Julie ou Le pot de fleurs (opéra-comique en un acte, Opéra-Comique Paris, 12 mars 1805) et Milton (opéra-comique en un acte, Théâtre Feydeau, 27 novembre 1804). C'est la première exécution italienne de la version originale.
Cast — Edizione originale francese
Julie ou le pot de fleur
- Mondor · Till Fechner
- Julie · Caroline Mutel
- Verseuil · Olivier Heyte
- Valcour · Martial Defontaine
- Champagne · Raquel Silva
Milton
- Milton · Olivier Heyte
- Emma · Caroline Mutel
- Lord Davenant · Martial Defontaine
- Godwin · Till Fechner
- Miss Charlotte · Fréderique Friess
- Un Jockei · Raquel Silva
La scena — La villa come fondale
L’allestimento è un atto di economia drammaturgica: il dittico spontiniano viene rappresentato all’aperto, davanti alla facciata seicentesca di Villa Pianetti a Monsano, in provincia di Ancona — a poca distanza da Maiolati Spontini, dove il compositore è nato e dove riposa. La villa è la scenografia: non un fondale dipinto, ma un’architettura reale, abitata dalla storia.
Pochi e essenziali arredi di scena vengono disposti davanti alla facciata. Durante le arie e i numeri cantati, sulle pareti della villa vengono fatte delle proiezioni — il dispositivo-visuals firmato da Cristian Taraborrelli — che mettono in risalto le espressioni dei personaggi legate al contenuto musicale. La luce naturale di una sera marchigiana di settembre fa il resto. Una pioggia improvvisa interrompe il finale della Julie: la rappresentazione riprende e arriva fino in fondo. Il rischio (e la grazia) del teatro all’aperto.
The staging is an act of dramaturgical economy: the Spontini diptych is performed in the open air, in front of the seventeenth-century façade of Villa Pianetti at Monsano, in the province of Ancona — a short distance from Maiolati Spontini, the composer’s birthplace and burial place. The villa is the set: not a painted backdrop but a real architecture, inhabited by history.
A few essential props are arranged before the façade. During arias and sung numbers, projections — the visuals signed by Cristian Taraborrelli — appear on the villa’s walls, highlighting characters’ expressions linked to the musical content. The natural light of a September evening in the Marche does the rest. A sudden rain interrupts the finale of Julie: the performance resumes and reaches the end. The risk (and the grace) of open-air theatre.
La mise en scène est un acte d’économie dramaturgique : le diptyque spontinien est joué en plein air, devant la façade du XVIIe siècle de Villa Pianetti à Monsano, province d’Ancône — à quelques kilomètres de Maiolati Spontini, lieu de naissance et de sépulture du compositeur. La villa est le décor.
Critica — dicoseunpo.it (2 settembre 2001)
«L’opera è stata data all’aperto, davanti alla facciata della villa Pianetti, che così faceva da scenografia. Pochi ed essenziali arredi completavano la scena. Sulla facciata della villa durante le arie o i numeri cantati venivano fatte delle proiezioni che per lo più mettevano in risalto espressioni dei personaggi legate al contenuto dell’aria.»
«Splendida mi è sembrata la direzione di Dantone, che ha saputo rendere eloquentemente le diverse caratteristiche delle due opere. Nel Milton ha saputo sviscerare fino in fondo la intensa, dolce, anche melanconica poesia che pervade tutta l’opera. Nella Julie ha saputo rendere la vivacità e la freschezza.»
«Il basso Olivier Heyte ha saputo dare a Milton una grande presenza sia scenica sia musicale, valorizzando moltissimo questo personaggio che è anche, secondo me, la chiave di lettura dell’opera.»
— dicoseunpo.it, 2 settembre 2001 · recensione integrale
L'Opera — Spontini parigino, prima dell'Impero
Gaspare Spontini, nato a Maiolati (Ancona) nel 1774, arriva a Parigi nel 1803 dopo un apprendistato napoletano. Per due anni scrive opéras-comiques di formato breve, alla maniera di Méhul e di Boieldieu: La Petite maison (1804), Milton (1804), Julie ou Le pot de fleurs (1805). Sono opere di periodo formativo, in cui Spontini sperimenta una scrittura di leggerezza francese che presto sostituirà con la grandiosità di La Vestale (1807, dedicata all'Imperatrice Giuseppina) e di Fernand Cortez (1809). Il dittico Julie/Milton è quindi un laboratorio: l'opera in cui il giovane provinciale impara la lingua francese del teatro musicale e si prepara al passaggio al grand opéra.
Milton (libretto di Etienne de Jouy e Dieulafoy): il poeta cieco John Milton, esule a Chalfont, dopo la Restaurazione del 1660, vive con la figlia Emma. Davenant, ambasciatore di Carlo II, gli porta lettere che Milton ha smarrito; Emma, innamorata di un giovane ciambellano del re, è salvata da una vendetta politica. Julie ou Le pot de fleurs (libretto di Antoine Vincent Arnault): il giovane Saint-Florent ha ucciso in duello il fratello di Julie; per espiare cura un vaso di fiori che Julie aveva donato al fratello. Storie sentimentali in cui Spontini sperimenta i mezzi del teatro musicale francese.
Gaspare Spontini, born in Maiolati (Ancona) in 1774, arrives in Paris in 1803 after a Neapolitan apprenticeship. For two years he writes opéras-comiques of brief format, in the manner of Méhul and Boieldieu. The Julie/Milton diptych is thus a laboratory: the opera in which the young provincial learns the French language of musical theatre and prepares for the passage to grand opéra.
Gaspare Spontini, né à Maiolati (Ancona) en 1774, arrive à Paris en 1803. Le diptyque Julie/Milton est donc un laboratoire : l'opéra dans lequel le jeune provincial apprend la langue française du théâtre musical.
La Visione — Una scena unica per due opere
La sfida scenografica del dittico è una scena unica che possa servire entrambi i lavori senza traslocchi pesanti, in un teatro festivaliero che produce con economie ridotte. Cristian Taraborrelli costruisce uno spazio neutro: pareti chiare, una panca centrale, una finestra che si apre o si chiude. La scena di Milton è uno studio (libri, una scrivania, una sedia da poeta cieco); quella di Julie è un giardino (lo stesso spazio con un tappeto verde e un vaso di fiori in proscenio).
Le visuals sono il vero contributo del giovane Taraborrelli: proiezioni che cambiano lo stato d'animo dello stesso spazio. Per Milton, ombre di alberi inglesi proiettate sulle pareti chiare; per Julie, il vaso di fiori che diventa cifra visiva ricorrente. È la prima volta che Cristian sperimenta la video-scenografia leggera come strumento di trasformazione drammatica, anticipando le partiture visive che svilupperà pochi anni dopo nel sodalizio con Fabio Massimo Iaquone (Medea 2002, Falstaff 2004).
The scenographic challenge is a single set that can serve both works. Cristian Taraborrelli builds a neutral space. The visuals are the young Taraborrelli's true contribution: projections that change the mood of the same space. It is the first time Cristian experiments with lightweight video-scenography as a tool of dramatic transformation, anticipating the visual scores he will develop a few years later in partnership with Fabio Massimo Iaquone.
Le défi scénographique est un décor unique. Les visuels sont le véritable apport du jeune Taraborrelli : c'est la première fois que Cristian expérimente la vidéo-scénographie légère.
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Rassegna Stampa
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Note di produzione
La produzione s'inscrive nell'arco trentennale del lavoro di Cristian Taraborrelli sulla scena come dispositivo cinetico, mai fondale. Materiali di scena, figurini, bozzetti, prototipi e maquette sono parte dell'archivio dello studio.
The production belongs to the thirty-year arc of Cristian Taraborrelli's work on the stage as a kinetic device, never a backdrop. Stage materials, costume sketches, prototypes and maquettes are part of the studio's archive.
La production s'inscrit dans l'arc trentenaire du travail de Cristian Taraborrelli sur la scène comme dispositif cinétique, jamais décor. Matériaux de scène, figurines, prototypes et maquettes font partie des archives de l'atelier.
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