L'addio italiano di Rossini. L'opera che chiude un capitolo e ne apre un altro: dopo Zelmira, Parigi.
Rossini's Italian farewell. The opera that closes one chapter and opens another: after Zelmira, Paris.
L'adieu italien de Rossini. L'opéra qui ferme un chapitre et en ouvre un autre : après Zelmira, Paris.
Per il Rossini Opera Festival, nella 30° edizione del 2009, Cristian Taraborrelli firma scene — con la co-firma del regista Giorgio Barberio Corsetti — e costumi — con Angela Buscemi — di Zelmira, una delle opere napoletane meno frequentate di Rossini, recuperata dal ROF in edizione critica. Sul podio Roberto Abbado: una delle bacchette di riferimento del belcanto degli ultimi trent'anni, nipote di Claudio. Luci Carlo Cappelletti.
For the Rossini Opera Festival, in its 30th edition in 2009, Cristian Taraborrelli signs the set — co-signed with director Giorgio Barberio Corsetti — and costumes — with Angela Buscemi — of Zelmira, one of Rossini's lesser-performed Neapolitan operas, recovered by the ROF in critical edition. On the podium Roberto Abbado: one of the reference batons of bel canto over the last thirty years, nephew of Claudio. Lighting by Carlo Cappelletti.
Pour le Rossini Opera Festival, à sa 30e édition en 2009, Cristian Taraborrelli signe décors — cosignés avec le metteur en scène Giorgio Barberio Corsetti — et costumes — avec Angela Buscemi — de Zelmira, l'un des opéras napolitains les moins joués de Rossini. Au pupitre Roberto Abbado. Lumières Carlo Cappelletti.
L'Opera — L'addio napoletano di Rossini
Zelmira debutta al Teatro San Carlo di Napoli il 16 febbraio 1822. È la nona e ultima opera scritta da Rossini per il San Carlo nei suoi sette anni napoletani al servizio dell'impresario Domenico Barbaja. Tre mesi dopo Rossini sposa Isabella Colbran (la prima Zelmira) e parte per Vienna; nel 1824 si stabilisce a Parigi e non tornerà mai più a comporre per l'Italia. Zelmira è quindi un commiato: l'ultima volta che Rossini parla la lingua del belcanto napoletano puro, scritto su misura per le tre voci eccezionali della sua compagnia (Colbran, Andrea Nozzari, Giovanni David).
La trama: isola di Lesbo, antichità mitologica. Zelmira nasconde il padre Polidoro, re spodestato, in una caverna del tempio di Cerere per salvarlo dall'usurpatore Antenore. Il marito Ilo, tornato dalla guerra, sospetta di lei. Polidoro è salvato; Antenore svelato; Ilo riconciliato. Trama-pretesto. Tutto, in Zelmira, è voce: virtuosismi vertiginosi, ornamenti scritti per i cantanti che potevano eseguirli, una scrittura di concentrazione belcantistica che la critica novecentesca ha rivalutato come uno dei vertici di Rossini napoletano.
Zelmira premieres at the Teatro San Carlo in Naples on 16 February 1822. It is the ninth and last opera Rossini wrote for the San Carlo during his seven Neapolitan years at the service of impresario Domenico Barbaja. Three months later Rossini married Isabella Colbran (the first Zelmira) and left for Vienna; in 1824 he settled in Paris and never returned to compose for Italy. Zelmira is thus a farewell: the last time Rossini speaks the pure language of Neapolitan bel canto, tailored for the three extraordinary voices of his company.
Plot: island of Lesbos, mythological antiquity. Zelmira hides her father Polidoro, deposed king, in a cave of Ceres' temple to save him from the usurper Antenore. Her husband Ilo, returned from war, suspects her. Polidoro is saved; Antenore unmasked; Ilo reconciled. Plot-pretext. Everything, in Zelmira, is voice: dizzying virtuosity, ornaments written for the singers who could execute them.
Zelmira est créé au Teatro San Carlo de Naples le 16 février 1822. C'est le neuvième et dernier opéra que Rossini écrit pour le San Carlo durant ses sept ans napolitains. Trois mois plus tard, Rossini épouse Isabella Colbran (la première Zelmira) et part pour Vienne ; en 1824 il s'installe à Paris et ne reviendra jamais composer pour l'Italie. Zelmira est donc un adieu.
La Visione — Lesbo come scatola di luce
Corsetti rifiuta sia la filologia archeologica greca sia la trasposizione attualizzante. La regia immagina un'antichità astratta e mentale: Lesbo come un'isola di pietra bianca contro il blu del mare, dove le architetture sono ridotte a soglie e contrapposizioni di volumi puri. La scena di Cristian Taraborrelli con Corsetti gioca su grandi pareti mobili di calce bianca che si ricompongono atto dopo atto: la caverna del tempio, la sala del trono, la riva del mare.
I costumi co-firmati da Cristian con Angela Buscemi rifiutano la tunica greca da museo: cercano una contemporaneità rituale, tessuti pesanti che cadono come scolpiti, palette di terre e ocre, accenti di rosso solo nei momenti di rottura drammatica. La direzione di Roberto Abbado — con l'Orchestra Sinfonica Nazionale RAI e il Coro del Teatro Comunale di Bologna — restituisce a Rossini il nervo virtuosistico: tempi serrati, fioriture rispettate, cadenze rifirmate. La Zelmira del ROF 2009 è un'opera-rito, non un'opera-illustrazione.
Corsetti refuses both Greek archaeological philology and updating transposition. The direction imagines an abstract, mental antiquity: Lesbos as an island of white stone against the blue of the sea. Cristian Taraborrelli's set with Corsetti plays on large mobile walls of white lime, recomposing act by act.
The costumes co-signed by Cristian with Angela Buscemi refuse the museum Greek tunic: they seek a ritual contemporaneity. Roberto Abbado's direction restores to Rossini the virtuosic nerve.
Corsetti refuse la philologie archéologique grecque. La scénographie de Cristian Taraborrelli avec Corsetti joue sur de grands murs mobiles de chaux blanche. Les costumes cosignés par Cristian avec Angela Buscemi cherchent une contemporanéité rituelle.
Apparato critico
«Lascio Napoli con Zelmira come si chiude una stanza in cui si è vissuti.»
«I leave Naples with Zelmira as one closes a room where one has lived.»
«Je quitte Naples avec Zelmira comme on referme une chambre où l'on a vécu.»
Gioachino Rossini — lettera, marzo 1822 (apocrifo)
«Una Zelmira asciugata fino all'osso. Pareti bianche e voce: nient'altro.»
«A Zelmira pared down to the bone. White walls and voice: nothing else.»
«Une Zelmira réduite à l'os. Des murs blancs et de la voix : rien d'autre.»
Rivista del Rossini Opera Festival, agosto 2009
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