All works

Teatro · Prosa classica · 1999

Trilogía das Barcas

Gil Vicente · Teatro Nacional São João, Porto · 1999

Tre barche per tre destini: Inferno, Purgatorio, Gloria. Il padre del teatro portoghese parla nel 1999 con la lingua di un cantiere medievale.

Three boats for three destinies: Hell, Purgatory, Glory. The father of Portuguese theatre speaks in 1999 with the language of a medieval shipyard.

Trois barques pour trois destins : Enfer, Purgatoire, Gloire. Le père du théâtre portugais parle en 1999 avec la langue d'un chantier médiéval.

Per il Teatro Nacional São João di Porto, nel 1999, Cristian Taraborrelli firma scene e costumi — con la co-firma del regista Giorgio Barberio Corsetti — di Trilogía das Barcas, le tre brevi opere allegoriche di Gil Vicente (1465 ca.–1536 ca.), padre del teatro portoghese: Auto da Barca do Inferno (1517), Auto da Barca do Purgatório (1518), Auto da Barca da Glória (1519). Drammaturgia di João Grosso, musica di Antonio Zorzanello, luci di Worm d'Assumpção. Lo spettacolo è il punto d'origine del rapporto trentennale di Cristian con il Portogallo (porterà a La Bottega del Caffè, 2008, sempre al São João).

For the Teatro Nacional São João in Porto, in 1999, Cristian Taraborrelli signs set and costumes — co-signed with director Giorgio Barberio Corsetti — of Trilogía das Barcas, the three short allegorical plays by Gil Vicente (c. 1465–c. 1536), father of Portuguese theatre. Dramaturgy by João Grosso, music by Antonio Zorzanello, lighting by Worm d'Assumpção. The production is the starting point of Cristian's thirty-year relationship with Portugal.

Pour le Teatro Nacional São João de Porto, en 1999, Cristian Taraborrelli signe décors et costumes — cosignés avec le metteur en scène Giorgio Barberio Corsetti — de la Trilogía das Barcas de Gil Vicente, père du théâtre portugais. Le spectacle est le point de départ de la relation trentenaire de Cristian avec le Portugal.

Autore

Gil Vicente
(c. 1465–c. 1536)

Teatro

Teatro Nacional São João
Porto, Portogallo

Anno

1999

Regia

Giorgio Barberio Corsetti

Drammaturgia

João Grosso

Scene e Costumi

Cristian Taraborrelli, Giorgio Barberio Corsetti

Musica

Antonio Zorzanello

Luci

Worm d'Assumpção

L'Opera — Gil Vicente, padre del teatro portoghese

Gil Vicente è per il Portogallo quello che Shakespeare è per l'Inghilterra e Calderón per la Spagna: il fondatore del teatro nazionale. Drammaturgo, attore e gioielliere alla corte dei re Manuel I e João III (Lisbona, primo Cinquecento), scrive 44 pièces in portoghese e in spagnolo, mescolando in modo unico il teatro religioso medievale (autos sacramentales) e la satira sociale rinascimentale. La sua opera è un grande affresco della società portoghese delle scoperte: nobili e contadini, mercanti e prelati, mariti e mogli, frati e diavoli — tutti finiscono prima o poi davanti al porto delle barche allegoriche.

La Trilogia delle Barche è il vertice della sua scrittura: Auto da Barca do Inferno (1517) ambienta la scena al porto del giudizio, dove un Diavolo-marinaio carica le anime peccatrici (un nobile, un usuraio, un calzolaio, un giudice corrotto, un alcahueta). Auto da Barca do Purgatório (1518) sposta la scena alla seconda barca, in cui un Angelo accoglie i contadini e i poveri. Auto da Barca da Glória (1519) chiude con l'arrivo dei principi e dei prelati che, nonostante il rango terreno, devono essere giudicati dal Cristo Pantocrator.

Gil Vicente is for Portugal what Shakespeare is for England and Calderón for Spain: the founder of national theatre. Playwright, actor and jeweller at the court of kings Manuel I and João III (Lisbon, early sixteenth century), he wrote 44 pieces in Portuguese and Spanish.

The Trilogy of the Boats is the apex of his writing: at the harbour of judgement, a sailor-Devil loads sinful souls; an Angel welcomes the poor; the Christ Pantocrator judges princes and prelates.

Gil Vicente est pour le Portugal ce que Shakespeare est pour l'Angleterre et Calderón pour l'Espagne : le fondateur du théâtre national. La Trilogie des Barques est le sommet de son écriture.

La Visione — Il porto come cantiere medievale

Corsetti rifiuta la filologia rinascimentale lusitana (frati di vari ordini, costumi della corte di Manuel I) e cerca un portuario senza tempo: una scena costruita come un cantiere navale aperto, dove le tre barche allegoriche sono macchine pratiche di legno grezzo, attraversate da vele e cordami. Il pubblico non guarda un'illusione: assiste a un imbarco.

La scena di Cristian Taraborrelli con Corsetti gioca sull'idea che il teatro stesso sia una barca: il palcoscenico del São João (uno dei più antichi teatri portoghesi) viene scoperto, le pareti laterali a vista, le passerelle che salgono dalla platea verso la scena come moli che entrano in mare. I costumi co-firmati con Corsetti rinunciano alla cifra storica e cercano una contemporaneità nuda: tute scure per il Diavolo, abiti chiari per l'Angelo, mantelli pesanti per i giudici, ognuno con un piccolo dettaglio simbolico (un compasso, una bilancia, una corona) che dichiara la categoria sociale.

Per Cristian, è il primo lavoro internazionale firmato col proprio nome (già nel 1999 della Maria di Rohan veneziana, ma qui senza il riparo del repertorio italiano): un test del proprio metodo — essenzialità barocca, contemporaneità rituale, materia povera che si trasforma in segno teatrale — nel contesto del teatro classico portoghese.

Corsetti seeks a timeless harbour: a stage built as an open shipyard, where the three allegorical boats are practical machines of raw wood. For Cristian, it is the first international work signed in his own name: a test of his method — baroque essentiality, ritual contemporaneity, poor matter turned into theatrical sign — in the context of Portuguese classical theatre.

Corsetti cherche un port intemporel. Pour Cristian, c'est le premier travail international signé en son propre nom.

Tags

Trilogia das BarcasGil VicenteTeatro Nacional São JoãoPortoPortogalloGiorgio Barberio CorsettiJoão GrossoAntonio Zorzanello1999Teatro classico portogheseSodalizio CorsettiAuto sacramental